Tag Archives: calabria

12Set/20

ARTE: Contemplazione e Materia dopo il lockdown

Domani ci sarà l’Opening Act di un’importante installazione di arte contemporanea sul lungomare di Reggio Calabria. Si tratta di OPERA realizzata da Edoardo Tresoldi, artista che la rivista internazionale Forbes ha considerato fra i 30 più importanti under 30 in Europa.
Proprio stamattina è uscita una mia intervista con lui dove abbiamo parlato dell’evento, del linguaggio dell’arte per e per le persone oggi, anche nel post-lockdown.
Sono stato felice di averla realizzata non solo perché sono un appassionato di arte, ma qualcosa di più. Continue reading

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27Ago/20

Ada Montellanico: una splendida signora del jazz

Io sono fortunato. So che dicendolo mi attirerò gli strali e le maledizioni di qualche invidioso e portatore di rancore, ma solo così posso definirmi nell’intervistare una delle voci più belle e suadenti del panorama jazz europeo. Ada Montellanico è qui in Calabria per partecipare ad una serata evento che si terrà nella cittadina tirrenica di Cetraro per Cetrazo Jazz, ora inserita nel circuito del “Waiting for PJF”, anteprima del Peperoncino Jazz Festival, storico festival che in nel prossimo inverno giungerà ad una diciannovesima e ricchissima edizione. Ada Montellanico si esibirà nella seconda serata del Cetraro Jazz accompagnata solamente alla chitarra da Andrea Molinari, giovane musicista ma già di gran livello, in una performance che farà evincere le grandissime capacità interpretative di questa grande signora del jazz. Una donna a cui piace molto sperimentare visto che neanche un mese fa riscuoteva un grande successo per un’altra session sperimentale al Giardino Botanico di Roma, con lo IALSAX Quartet, un quartetto di soli sassofoni che hanno un approccio quasi di musica classica rispetto al jazz. Continue reading

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14Ago/20

#14Agosto Covid: Davvero?

I dati delle ultime due settimane segnano un’inversione di tendenza negativa nel rapporto fra il Covid 19 ed il nostro paese. La presidente della regione Calabria Jole Santelli ha firmato un’ordinanza che impone la chiusura di discoteche e sale da ballo fino al 7 Settembre. È la prima, ma forse altre regioni seguiranno il suo esempio. Ho sentito urla e strepiti isterici in merito, così mentre nelle orecchie ascolto So What di Miles Davis mi sono venute in mente un po’ di cose e son tornato ai vecchi foglietti. Davvero la chiusura delle discoteche è una violazione delle libertà fondamentali e dei diritti costituzionali? Continue reading

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16Feb/15

Il califfo e il capicollo

L’Isis, l’organizzazione islamica continua a conquistare terreno ed ora ha conquistato una grande porzione di territorio libico. Dopo l’uscita di Renzi e il manifesto programmatico della crociata di Gentiloni, ora l’Isis è a Sud di Roma!
Cosa voglia dire non si sa, perché questa indicazione va dalla Ciociaria fino al Sud Africa e anche all’Antartico. Comunque l’Isis è lì, sperduta fra le regioni italiche, passando per i deserti del Sahara e del Kalahari, la savana e la colonia dei pinguini dell’Africa Australe. Naturalmente noi italiani, come ignavi danteschi, come uomini senza futuro, cosa facevamo mentre gli uomini in questione, i piccoli califfi, arrivano in Libia? Noi, infami, guardavamo Sanremo, invece di combattere a colpi di hashtag e status. Continue reading

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01Giu/13

Sta zitta che sei femmina

Sta zitta che sei femmina

Fabiana Luzzi è morta. Lo sappiamo tutti che è l'ennesimo vittima di quella tragedia che porta il nome di femminicidio. Non tutti sanno che visto che la vittima calabrese si è tentato di far passare un luogo comune: i femminicidi sono roba da Calabria o al massimo roba da Sud. Perché? Perché è comodo, perché molti operatori dei media amano i luoghi comuni, sono molto facili da spacciare, non c'è bisogno di fare approfondimenti, sono molto comodi anche perché rafforzano la parte dei negazionisti. E'una roba da terrori in fondo, avrà esclamato qualcuno e queste cose sono andate in scena. Se siete abbastanza forti, magari ascolterete la puntata di Melog, programma di Radio24 condotta da Gianluca Nicoletti, che stimavo, ma ora sento che devo un po' rivedere il mio giudizio. Tutto parte dalla famosa lettera della trentenne calabrese,Francesca Chaouqui, che racconta la sua esperienza di fuga dalla Calabria, che generalizza per tutte le calabresi. Alla lettera ha ben risposto, sempre sullo stesso blog, lo scrittore anche lui calabrese, Biagio Simonetta, con un'altra lettera. Si dirà, ma quello è un uomo che ne sa! Però va detto che la direttrice delle relazioni esterne della Ernst&Young ha il padre marocchino. Io lo scrivo solo ora, perché altrimenti si sarebbe cercata l'altra scorciatoia, quella dell'Islam repressiva e patriarcale, tutte pronto per rimandare il problema sempre da un'altra parte.

Non esiste una mappa del femminicidio nel nostro paese, ma da alcuni calcoli non è localizzato a Sud, ma ben distribuito in tutto il territorio italiano. Non basta poi che la sociologa Renate Siebert, allieva di Adorno, professoressa all'Unical, grande nome negli studi femminili, abbia dichiarato:

Una storia come questa potrebbe essere accaduta in qualsiasi altro posto d'Italia. Trovo assolutamente razzista e aberrante che si possa parlare, in questa vicenda, di specificita' calabrese…

Per come conosco la Calabria – aggiunge Renate Siebert – devo dedurre che chi sostiene queste tesi e' sostanzialmente razzista. Per questo non condivido che si possa parlare di specificita' calabrese

Renate Siebert

Non basta ancora. Come non è bastato il post di Loredana Lipperini sul negazionismo, Il Fact-Screwing dei negazionisti, che non ci hanno risparmiato il siparietto fra Cruciani e Becchi in una puntata della Zanzara in cui c'era la frase: fra un po' se guardi un culo è femminicidio! Il link ve lo risparmio, perché è una boutade, anzi una stronzata.

Spero basti, ma ho i miei dubbi, il bellissimo articolo di Adriano Sofri oggi su Repubblica, un analisi lucida e piena di passione, in cui si sottopone anche i corpi delle prostitute straniere uccise,mutilate e bruciate. Ci dobbiamo guardare allo specchio anche in questo caso. Fate caso che in queste occasioni i titoli sono nigeriana, albanese, moldava, prostituta, ecc. Poche volte si dice donna. Qui c'è un problema di linguaggio, problema forte e per fermare la violenza sulle donne bisogna ricominciare dalle cose quotidiane, proprio dalla lingua, e dalla rappresentazione che anche noi maschi diamo del mondo femminile.

Ho già parlato del caso di Fabiana Luzzi qui su Orson, La Calabra Fenice, era un link che radunava due post che tentavano di vedere altri orizzonti della vicenda. Ho scelto questo titolo perché così si chiama una bella iniziativa della Efferre Communication, piccola agenzia di comunicazione calabrese dell'amico Francesco Rende: #cittacatusifemmina. Ho chiesto ad amiche, conoscenti, giovani e meno, che hanno deciso di metterci la faccia. Sono tutte calabresi. Una piccola che testimonia come questa regione non è l'inferno delle donne, ma non nega che esiste il problema nel nostro paese. Se si farà una cosa del genere per gli uomini, beh io ci metto la faccia.

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