OZARK: davvero un buon noir, ma senza guizzo

Il cast funziona, poi c’è Peter Mullan

Netflix non va in vacanza, anzi ha rilasciato proprio a fine luglio Ozark, un noir in alcune sue componenti sorprendenti, che a volte perde il ritmo, comunque si lascia guardare bene. Definita la nuova Breaking Bad, ma dobbiamo andarci cauti. Vogliamo subito rassicurare i fan di Walter White e Jesse Pinkman, non siamo sui livelli della creatura di Vince Gillighan, anche se l’ambizione di creare qualcosa di forte, pervasivo e virale c’è, ora che anche il britannico Broadchurch è terminato. Ci sono degli elementi di contrasto, innanzi tutto il cast, perché Jason Bateman, Marty  Byrde nella serie, è un bravo attore di comedy, lo ricordo come protagonista di Arrested Development. Molto brava anche Laura Linney che interpreta Wendy, la moglie di Marty, ha al suo attivo cinema, serie di primo livello, tre nomination all’oscar e due golden globe vinti. E non finisce qui. 

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Pronti per Jessica Jones?

 

Netflix è pronta ad arricchire il suo catalogo con alcuni titoli forti. Il 20 Novembre saranno rilasciate le puntate della prima stagione di Jessica Jones, eroina della Marvel.  Si tratta del secondo episodio nel mondo Marvel per Netflix, dopo la riuscita serie su Daredevil, già disponibile anche per l’Italia. Krysten Ritter sarà Jessica Jones, ma occhi puntati sul villain che vedrà l’interpretazione di David Tennant, già Doctor Who e già protagonista di Broadchurch, nei panni di Zebediah Killgrave

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Breaking Bad prima. Ma anche dopo. Saul è tornato

saul

Era atteso. Perché abbiamo amato anche lui, avvocato un po’ azzeccagarbugli, avvezzo agli incroci strani del destino e della vita, avvocato di una delle coppie della tv che più abbiano amato nel 21esimo secolo, parliamo di Jesse Pinkman e Walter White di Breaking Bad. Vince Gilligan ha confezionato uno spin off da una delle serie più seguite che è arrivata alla fine, Better Call Saul, che vede ancora una volta Bob Odenkirk nei panni dell’avvocato di Albuquerque Saul Goodman, anzi dell’avvocato James McGill, prima del cambio di nome.
L’inizio è folgorante, un bianco e nero mesto, dentro un bakery di un centro commerciale in Nebraska, neve e freddo rispetto al sole e al cielo del New Mexico. L’avvocato adesso è addetto alla macchina impastatrice. A casa però mette una vecchia videocassetta dove rivede i vecchi spot in cui recitava il suo mantra: Better Call Saul.

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Fargo – Oltre il media franchise

A Giugno avevo scritto qualcosa su Fargo, la serie tv tratta dal film dei fratelli Cohen, poi non sono tornato sull’argomento.
Era così: “Del film è rimasto lo spirito, che sia fatto delle location, di un certo surrealismo nella scrittura, anche nell’uso della violenza e anche nel protagonista, attore icona dei Cohen, anche se assente nel film, cioè Billy Bob Thorthon. Interpreta un contract killer incredibile, pronto in ogni momento a risolvere qualsiasi problema. Accanto a lui un ottimo Martin Freeman, il dottor Watson nell’ultimo Sherlock della BBC. Siamo sempre nei dintorni di Fargo, fra il Minnesota e North Dakota, fra neve e laghi ghiacciati, dove tutto sembra, “apparentemente”, calmo, ma in realtà inizia una catena di omicidi per puro caso, che solo un anno dopo verrà risolto, e sempre per puro caso”.
Non basta!

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Gomorra e la tv battè il cinema

Gomorra – La serie è finita, ma non è finita. Diciamolo subito, abbiamo visto la serie tv dell’anno e la cosa che davvero particolare, per non scomodare aggettivi come “assurda”, ed è italiana. Non significa che il nostro sistema produttivo stia bene o faccia tutti prodotti eccellenti, però ricordiamo che nessuno avrebbe scommesso sulla Danimarca qualche anno fa, eppure gli americani continuano a comprare i diritti delle loro serie per realizzare le versioni da mandare per il pubblico del loro paese e del resto del mondo. Gomorra ha avuto anche una versione cinematografica, dove il film di Matteo Garrone cercava, meglio tentava, di ripercorrere le vicende di un libro, molto più reportage che romanzo, in maniera a mio avviso disordinata e senza ottenere un risultato non omogeneo e che viveva di qualche sequenza riuscita, come il folgorante inizio. Vista la materia narrativa era legittimo aspettarsi qualcosa di diverso.

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