American Crime 3: addio all’anthology migliore

American Crime 3

American Crime: Una serie protagonista del ritorno delle anthology in tv.
Buoni risultati di pubblico, successo di critica e anche premi, ma l’ABC la chiude. Perché? Bruno Apicella ce ne parla.

Potente. Forte. Dura. Se c’è una serie televisiva che in questi anni non ha fatto alcun tipo di sconto è proprio American Crime, prodotto della ABC di cui si è appena conclusa la terza stagione sul’emittente americana. American Crime è una serie antologica che racconta la realtà. Mettiamolo subito in chiaro: il drama ABC non parla di argomenti semplici e facili da digerire. Non è un racconto fatto da sorrisi, lieto fini e buone parole. È una serie dura. Cruda. Aspra. Come è dura la vita di tutti i giorni. Continua a leggere

Mr. Robot, chi ha vinto davvero?

Questa è l’immagine del logo della fsociety, il gruppo hacker di Mr. Robot. Come vedete l’estetica è simile a quella di Guy Fawkes, simbolo di V for Vendetta, la meravigliosa graphic novel di Alan Moore della fine degli anni ’80, da cui poi è stato tratto il film di James McTeigue. Sto correndo troppo? Non avete letto il “fumetto”? Non avete visto il film? Ma almeno questa estate avete visto Mr. Robot o eravate al mare? Potete rimediare a tutto ed avrete l’occasione di vedere questa serie su Mediaset Premium – purtroppo – oppure di trovarla in rete, cosa che consiglio, magari aggiungendo i sottotitoli se non masticate bene l’inglese. Di cosa si parla? Di Hacker. Non solo. Anche Cospirazione e Malattia mentale.
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American Crime – La fine di un sogno

 

Ogni tanto capita che anche i grandi network americani ritrovino un po’ di coraggio e sicuramente l’hanno avuto quelli della ABC quando hanno deciso di produrre American Crime, un nuovo Crime Drama Anthology di grande livello. Il deus ex machina è il premio oscar John Ridley, vincitore per lo script di 12 anni schiavo, film che ha davvero fatto discutere il mondo. Un cast eccellente, a partire da Felicity Huffman, una delle casalinghe disperate ma soprattutto Bree di Transamerica, Timothy Hutton, le sorprese Caitlin Gerard e Richard Cabral, più molti altri come Penelope Ann Miller e Lili Taylor. Tutto veramente ben scelto e soprattutto ben recitato. Il tema sembra essere scontato già dal promo: il razzismo. Ma è davvero così? E’ una domanda retorica. Continua a leggere