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Taboo di Tom Hardy: bello e difficile

Tom HardyTaboo, scritta e prodotta da Tom Hardy, insieme a Ridley Scott e Steven Knight è cominciata. Con soddisfazione abbiamo visto i premi tre episodi e ci sono piaciuti. Stamattina io non volevo scriverne, ma poi ho letto delle opinioni che mi hanno motivato. Non poco. Il cast è notevole, oltre Tom Hardy c’è Oona Chaplin, nipote del grande Charlie, c’è Jonathan Pryce, l’Alto Passero di #GOT, Micheal Kelly, uno dei protagonisti di House of Cards, c’è anche David Hayman, altro grande attore inglese, Franka Potente, Stephen Graham, che era Capone in Boardwalk Empire, e Mark Gatiss, il Mycroft di Sherlock. Dietro tutto questo c’è la BBC.

Tom Hardy insieme al padre Chips, ha scritto il soggetto, la sceneggiatura è di Steven Knight, uno che ha scritto film per Cronenberg (Eastern Promises – La promessa dell’assassino), Piccoli affari sporchi per Stephen Frears e una serie tv come Peaky Blinders, dove anche Hardy aveva un ruolo. Di Ridley Scott mi sembra inutile parlare.
Ho letto spesso che questa è una serie difficile. Se siete abituati a guardare prodotti come Flash e Arrow questa serie lascia tela stare, qui si fa più cinema che televisione. Non che ci sia oramai unsa superiorità scontata dell’uno sull’altro, ma ci sono professionisti che cercano di portare complessità nelle serie tv.
Siamo nel 1814, c’è una guerra fra Stati Uniti e Inghilterra che si svolge nei territori fra Stati Uniti e Canada, nei pressi di Vancouver. (curioso che sia la stessa zona di Frontiera, la miniserie con Jason Momoa che sta andando in onda su Netflix). Un uomo, James Delaney, torna a Londra dopo 12 anni in Africa, seppellisce un sacchetto e poi va al funerale del padre. La gente lo guarda con stupore, misto ad odio, perché credevano fosse morto, inoltre non sta simpatico a molti. C’è un avvocato, che è l’esecutore testamentario del padre, James è l’erede unico. La sorella, anzi sorellastra, Zilpha non è nominata, il che provoca le ire del cognato di James. L’avvocato Thoyt è anche un informatore della compagnia delle Indie Orientali, una sorta di multinazionale dell’epoca. Il pezzo forte dell’eredità è una striscia di terra nella zona sotto Vancouver. La guerra sta finendo e potrebbe essere una buona base per il commercio delle pelli e del tè con la Cina. Questo è solo l’inizio.
Siamo in un period drama dove si mescolano vari generi: storia, mistero, dramma, crime e molte altre influenze. Il primo episodio non è facile, anche perché ha un’impronta marcata su Tom Hardy, sulle interpretazioni di Bane, di Legend e di Revenant. Parliamo di un attore che si sta imponendo con la sua fisicità e bravura, difficile separarle, e che farà parlare ancora molto di sé. Non capisco certe critiche e mi lasciano l’amaro in bocca, ma mi rendo conto che viviamo una stagione complessa, dove c’è una ricerca troppo forte dei prodotti semplici, sempre con la scusa che la gente cerca qualcosa di riposante e meno male che poi c’è il marketing delle emozioni!
Io sono molto curioso di vedere le altre cinque puntate che rimangono, consapevole che anche Sherlock è stata criticata. Tanto ci risentiamo dopo il finale. Promesso.

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