SNOWPIERCER: Salite sul treno per la sopravvivenza della specie

Una volta era il Giappone con la sua mitologia e poi con gli anime alla Goldrake e famiglia. Poi l’evoluzione in capolavori di avanguardia di animazione come Akira scrito e diretto da Otomo e animato da Nakamura del 1988, che fu ispirazione per  l’estremo capolavoro del cinema underground di Shinja Tsukmoto: Tetsuo, pellicola uscita nel 1989. Impossibile dimenticare Ghost in the Shell, diretto da Mamoru Oshii, che ha avuto una rilettura hollywoodiana nel 2017 con Scarlett Johansson come protagonista. Però successivamente la fantascienza, soprattutto nei suoi territori più estremi dell’immaginario, che non sempre vogliono dire robot come molti ma pensano, ma deviazione e sperimentazione, ha cambiato casa. Sempre in oriente, ma in Corea del Sud. Un paese che negli ultimi decenni ha dato molto all’immaginario e all’industria dell’audiovisivo. Se dico Parasite parlo del film di Bong Joon-ho che ha vinto la Palma d’oro a Cannes e preso le statuette più importanti agli ultimi oscar, beffando sul red carpet anche i film proprio made in Usa. Cosa più unica che rara come dice un vecchio detto delle mie parti.

Dalla Corea del Sud con furore

Se dico Old Boy ed il suo regista  Park Chan-wook cito il capitolo della trilogia della vendetta (quello centrale, gli altri due sono Mr. Vendetta e poi Lady Vendetta) più famoso, opera che ha mescolato e rinnovato i generi thriller e love story torbide. Molto torbide. Non solo cinema però. Infatti il successo del K-Pop è globale. Nel 2017 i BTS fecero breccia negli Stati Uniti diventando il primo gruppo coreano a vincere un Billboard Music Award poi furono i primi artisti ad avere un album, Love Yourself: Tear del 2018, alla prima posizione della Billboard 200, la classifica mondiale di vendite più importante. In Italia al massimo di K abbiamo Baby K!  Torniamo alle immagini. Nel 2013 esce Snowpiercer, film apocalittico, che racconta la storia di un treno composto di mille vagoni su una Terra che vive in un clima perennemente a – 100 gradi sottozero, che si deve muovere costantemente per poter sopravvivere. Il regista era Bong Joon-ho. Proprio quello di Parasite. Adesso lui e l’altro coreano, Park Chan-wook, quello della trilogia della vendetta, devono essersi parlati al telefono e hanno deciso di fare una serie tv. Naturalmente non è così, ma il film, che vedeva Chris Evans (proprio l’attore che interpreta Capitan America) come protagonista, è diventato un cult degli appassionati di sci-fi, fra i quali si contano moltissimo addetti ai lavori e produttori mondiali. La seria è fresca di debutto su Netflix, dove avrà messa in onda settimanale, proprio lunedì 25 maggio a una settimana dall’esordio americano fissato per domenica 17 maggio sul network via cavo TNT. Proprio questo è il canale che inizialmente ordinò la realizzazione di un episodio pilota di Snowpiercer serie tv nel novembre del 2016, e successivamente ne commissiona una prima stagione nel gennaio 2018. La serie che vede come produttori il “dinamico duo” coreano è ispirato al film, che è ispirato alla graphic novel Le Transperceneige, ideata da Jacques Lob e Jean-Marc Rochette. Come sempre il legame fra i mondi dell’immaginario è sempre fortissimo.
Ambientato più di sette anni dopo che il mondo è diventato un deserto ghiacciato, Snowpiercer è incentrata sui resti dell’umanità che abitano un treno gigantesco composto da 1001 vagoni in movimento perpetuo attorno al globo. La lotta di classe, l’ingiustizia sociale e la politica di sopravvivenza si susseguono in questo avvincente adattamento televisivo basato sull’acclamato film omonimo. La serie è stata rinnovata per la seconda stagione prima dell’esordio della prima stagione.
Questo è quanto si legge dalla sinossi ufficiale della serie che racconta la vita su questo treno della sopravvivenza in un futuro apocalittico dove la terra è un deserto bianco, percorso dal ghiaccio e scosso dai terremoti. Il treno è una rappresentazione dell’ordine crudele della sopravvivenza.

Il viaggio è la sopravvivenza non la destinazione

La prima classe, con i super ricchi con tutti i loro vizi, la seconda, la terza ed il fondo, praticamente una sorta di bagagliaio dove vivono i diseredati che sono riusciti a salire quando assaltarono il treno nel 2013, all’epoca del film, e allora è concesso sopravvivere. I due personaggi principali di Snowpiercer serie

tv sono interpretati dagli attori Jennifer Connelly e Daveed Diggs, i primi ad essere annunciati. L’attrice Jennifer Connelly, attrice famosa per le sue apparizioni in film di successo come Requiem for a dream e A Beautiful Mind, interpreta Melanie Cavill, un membro della prima classe conoscuita anche come “La Voce del Treno”, cioè colei che ogni giorno da gli annunci principali. Nonostante l’atteggiamento del resto dei suoi compagni di carrozza, sembra che Melanie abbia a cuore anche le sorti delle altre persone che si trovano a bordo del treno. Daveed Diggs, attore apparso nelle serie tv The Get Down, Black-ish e Unbreakable Kimmy Schmidt, interpreta Layton Well, un prigioniero che è stato relegato nell’ultima carrozza del treno. Ex detective della omicidi piuttosto intelligente, Leyton sarà una delle prime persone a cercare di ribellarsi, modificando le gerarchie all’interno del treno. Snowpiercer prende apparentemente il pretesto del thriller di genere e della detective story per portarci all’interno della fantascienza apocalittica e soprattutto all’interno di una visione di una catastrofe ambientale imminente, sempre più presente nell’immaginario sci-fi dopo quella nucleare del duello Usa – Urss e quella dell’invasione aliena alla Indipendence Day. Il cambiamento è che i nemici degli uomini sono, come sempre, gli stessi uomini, e che lo scenario che la serie ripropone non è altro che l’estremizzazione del capitalismo feroce che stiamo vivendo oggi e che diventa sempre più cruento. Dopo i primi due episodi la serie promette molto bene, riuscendo a coniugare alcune atmosfere di sci-fi estrema con le esigenze di adattamento verso platee più vaste.

 

Esperienze di fine del mondo

La fine del mondo è un tema sempre presente nell’immaginario delle culture, serie tv comprese. Tentativo davvero particolare e molto interessante per la sua diversità è Utopia. Un misterioso fumetto racchiude una formula di un’arma biochimica in grado devastare in maniera selezionata l’intera umanità. Un gruppo di reietti deve sventare il complotto di misteriose organizzazioni, serial killer e politici corrotti. Bellissimo british style di Channel 4. Se andiamo in Usa sicuramente da vedere è The 100. Ci troviamo ad un secolo di distanza da una catastrofe nucleare. I sopravvissuti vivono nello spazio in un complesso chiamato L’Arca. La popolazione è in costante aumento e quindi 100 giovani teppisti vengono rimandati sulla Terra per vedere se è possibile tornare ad abitarla. Un teen drama ben fatto che ha conquistato parecchio pubblico e che è arrivato ora alla sua settima stagione, pare l’ultima. Chissà.

 

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