Silvia Romano: il nemico arriva da Stoccolma

Il caso della liberazione di Silvia Romano e la sua conversione all’Islam ha portato nuovamente alla ribalta il termine Sindrome di Stoccolma. In realtà credo che quello di cui dovremmo seriamente preoccuparci è la Sindrome da Accerchiamento, quella del nemico in ogni angolo, di cui l’Occidente ormai sembra un malato senza possibilità di guarigione. Andiamo con ordine.

SILVIA LIBERA FINALMENTE!

La notizia della liberazione di Silvia Romano è stata per me e, per fortuna, per la maggior parte degli italiani fonte di grande gioia. Il rapimento della cooperante italiana avvenuto un anno e mezzo fa in Africa era una ferita. Una ferita dolorosa. La sua liberazione avveniva in una data speciale, nefasta per la storia della Repubblica Italiana: il 9 maggio 1978. Quello stesso giorno veniva ritrovato il corpo dell’onorevole Aldo Moro, rapito e ucciso dalle Brigate Rosse, e veniva assassinato Peppino Impastato, giornalista e attivista italiano simbolo della lotta alla mafia.
Finalmente quel giorno riusciva ad avere anche una nota positiva.

Purtroppo le fila degli scontenti a tutti i costi, iniziavano il loro tam tam sui social,diventati ormai l’unica assise di discussione della nazione italiana. Il primo punto era che l’annuncio era stato dato dal premier Giuseppe Conte che avrebbe utilizzato questa notizia per aumentare la sua popolarità. Mi chiedo chi se non il primo ministro o il ministro degli esteri avrebbe dovuto dare la notizia, forse Giletti o Barbara D’Urso? La De Filippi? Stiamo parlando di politica internazionale o di cosa?

DA HANNIBAL FELTRI AGLI ALTRI SOVRANISTI

I sovranisti, perché stranamente sono sempre loro, rincaravano la dose affermando che l’Italia avrebbe pagato un riscatto di 4 milioni di euro per la sua liberazione all’organizzazione estremista islamica Al Shabaab. La cosa è possibile, è già successo in altre occasioni, anche se la conferma pare non ci sia. Naturalmente in prima linea c’era Hannibal Feltri, un direttore di un giornale, Libero, che riceve ogni anno 5,4 milioni di euro di finanziamento dalla Repubblica Italiana e che questo governo non gli ha revocato, nonostante lui ne parli male anche quando è in assise sul water.

CHE BELLA FESTA DELLA MAMMA!

“Sto bene e non vedo l’ora di tornare in Italia…. sono stata forte e ho resistito…” Sono alcune delle prime parole pronunciate dalla cooperante milanese  liberata grazie ad una operazione iniziata la notte del 7 maggio in Somalia e che ha visto protagonisti gli uomini dell’Aise con la “collaborazione determinante” dell’intelligence turca e somala. Questa era la notizia più importante per la famiglia di Silvia e per noi.

La questione diventava esplosiva quando Silvia Romano arrivava in Italia indossando uno chador verde. C’è chi ha visto il bellissimo abbraccio di una mamma e di una figlia, proprio nel giorno della Festa della mamma, e chi invece ha visto il nemico, l’intruso, l’invasore, il saracino, l’Altro! Silvia Romano ha poi confermato di essersi convertita all’Islam per sua scelta senza mai essere stata costretta. Si è anche detto che fosse incinta, notizia che non ha conferme.

 

I POTERI FORTI DI STOCCOLMA

Naturalmente si è subito parlato di SINDROME DI STOCCOLMA. La sindrome di Stoccolma è molto famosa. Si tratta di una definizione giornalistica che descrive  un particolare stato di dipendenza psicologica e/o affettiva che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica. Il soggetto affetto dalla sindrome, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all’amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice. Il nome deriva da un caso di cronaca nera avvenuto nel 1973 nella capitale svedese su un sequestro di persona dopo una rapina, ma soprattutto nel caso del rapimento dell’ereditiera Patty Hearst.

C’è però da dire una cosa: la Sindrome di Stoccolma non figura nei manuali di psichiatria diagnostica, come io ben ricordavo e come mi è stato confermato da due psichiatri miei amici che non si conoscono fra di loro, quindi due fonti indipendenti. Avevo scritto questo per sottolineare come non c’era nessuna certezza che ci fosse coercizione violenta o psicologica nella conversione di Silvia Romano! La presunzione di un fenomeno non è la certezza del fenomeno!
Fra i vari epiteti che mi sono arrivati “insensibile” è quello più tranquillo e mi è stato detto di guardare Criminal Minds, nota serie tv, per capire che si parlava di una cosa vera. Non credo che una puntata di una serie televisiva possa essere considerato un manuale di psichiatria, almeno fino a Maggio del 2020, in futuro chissà.

SOLO LA CURIOSITA’ PUO’ SALVARCI

Quello che mi sembra invece evidente è quanto la mancanza di cultura e curiosità siano gli elementi che evidenziano la tragicità della decadenza del modello occidentale. C’è fondamentalmente una totale incomprensione del termine cultura, invito a chi fosse interessato a leggere la definizione della sovversiva enciclopedia Treccani sul suo sito
Più di 20 anni fa ci si lamentava che in questo paese mancava una cultura scientifica. Era parzialmente vero, ma sicuramente brutto nel paese di Enrico Fermi, Forlanini e molti altri scienziati, però c’era un’accezione di questo termine verso le arti letterarie e figurative.
Negli ultimi 20 anni c’è stata la totale distruzione di questo termine.
Prima definendolo inutile, poi dannoso ed elitario. Ci ripetono sempre la frase “CI SONO I PROBLEMI PIU’ IMPORTANTI PRIMA!”

Peccato che alla base della cultura ci sia la curiosità, quella curiosità che ci ha portato ad avere la ruota, l’elettricità ed internet, oltre al Partenone, al Rinascimento e all’Impressionismo!
Senza curiosità l’uomo è morto. Anzi è senza futuro.
La cosa che mi fa più rabbia è vedere la possibilità di poter esplorare tantissimi campi di conoscenza e fermarsi alla superficie. Tanto sport, tante palestre, tanto parlare di fitness, ma un’enormi pigrizia intellettuale che ci distrugge.

I vergognosi titoli dei giornali sovranisti su Silvia Romano li risparmio, sono tutti funzionali alla “creazione del nemico”, la vera sindrome dell’Occidente, che vorrebbe sparare con un Uzi al coronavirus, ma sarebbe inutile. Vi invito piuttosto a guardare questo breve video sulla costruzione del nemico in cui parla Umberto Eco e spero che magari susciterà delle riflessioni o magari della semplice, meravigliosa e genuina curiosità.

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