Arriva Shannara su Sky

Shannara era atteso? Non si capisce veramente, ma  Sky Atlantic stasera manderà in onda il primo episodio della serie The Shannara Chronicles, la trasposizione televisiva della saga fantasy di Terry Brooks. Parliamo del racconto forse più venduto di tutti i tempi, composto di ben 25 libri (!), scritti fra il 1977 e il 2014. Dietro c’è MTV, il che sancisce l’addio di questo network ai contenuti video-musicali, ma non a quelli giovanili o giovanilisti. Naturalmente il modello è Game of Thrones, anche se Brooks fu accusato di “ispirarsi” alla saga de Il Signore degli Anelli di Tolkien. Ma Shannara può reggere la sfida con la saga con Game of Thrones? Noi abbiamo visto i primi due episodi.

Questo era il trailer esteso. Le ambientazioni sono riconducibili a Tolkien, visto che anche Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit sono stati girati in Nuove Zelanda come The Shannara Chronicles. L’accoglienza del pubblico è stata discreta, forse un po’ tiepida, ma pare che in Usa sia in atto un grande battage pubblicitario. Certo che la scrittura dei libri non lo sostiene, siamo abbastanza lontani da le avventure degli hobbit o dalle guerre dei Lannister contro tutti. E si sente. Guardandolo si capisce che ci troviamo in un futuro dove la tecnologia è quasi scomparsa, dopo guerre terribili – Le Grandi Guerre – che hanno riportato in vita creature ancestrali, forse le risposte sono disseminate lungo i venticinque libri delle cronache. La serie sembra un grande miscuglio fatta con componenti di altri successi, uno spezzatino che in alcune parti può essere anche piacevoli, ma mai per una puntata intera. E questo è un grosso problema quando fai una serie tv che punta come sempre a fare affezionare uno spettatore.
Certo ha delle possibilità di successo, come i suoi interpreti, non degli attori straordinari, ma comunque bellocci, c’è qualcuno che comunque ha un po’ di esperienza, però il risultato non è abbastanza buono e bisognerà vedere se porterà al rinnovo per una seconda stagione.
Forse nelle intenzioni c’era l’auspicio di sfruttare il successo della serie Hbo tratta dal ciclo di Martin, ma nonostante la serie non mi entusiasmi più tanto siamo davvero molto lontani, anche per i mezzi in campo visto le cifre che ci sono in ballo, anche perché i due ideatori principali, che sono quelli di un buon prodotto low cost come Into the Badlands, che ha qualche idea in più. Il futuro appare nebuloso per gli elfi di Shannara.
Detto questo c’è un altro ostacolo, che non è di questa serie, ma di molte altre in generale: il fatto che alcuni generi siano realizzati solamente per giovanissimi, i famosi teens. Eppure il fantasy, la fantascienza, l’horror vengono quasi sempre dai libri, da storie solide che sono comprate e lette. Capisco il desiderio di allargare il pubblico, eppure sembra di sfogliare più un magazine di costume che guardare un racconto! E’ una vicenda tipicamente degli Stati Uniti, a mio avviso gli inglesi hanno superato questa dicotomia. Prendete un prodotto come Sherlock, pensato non per i teen, ma per una fascia 14-35, che poi fino a pochi anni fa, era il riferimento proprio di MTV. Io non so se sia cambiato, però qui le produzioni devono porsi degli interrogativi non solo su cosa vogliono raccontare, ma anche come e per chi.

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