Lo Scandal di Shonda

C’è un problema da risolvere? C’è un segreto da nascondere? C’è un potente da aiutare, una situazione imbarazzante da sistemare, o meglio uno scandalo da ripulire? E soprattutto c’è una campagna presidenziale da vincere? Per avere la soluzione a tutto basta chiamare Olivia Pope e la sua squadra. Ma chi è Olivia Pope? Olivia è una donna di colore,  forte, determinata ha i contatti giusti e una squadra di “gladiatori in doppio petto” che si fida ciecamente da lei. E che per lei, e assieme a lei, sarebbe anche capace “di buttarsi giù da una scogliera”. Olivia Pope non è una santa ma è una donna che è riuscita a costruirsi un lavoro, un nome, una reputazione e ad avere potere nella Washington che conta. È lei la protagonista della serie tv Scandal, ideata da Shonda Rhimes, e giunta ormai alla quinta stagione.

È la serie televisiva che tiene impegnati gli americani il giovedì sera sulla Abc dopo la messa in onda Grey’s Anatomy e prima della proiezione di How to get away with murder con Viola Davis: tutte serie prodotte da “Shondaland”. Olivia è brillantemente interpretata da Kerry Washington ( la Broomhilda von Shaft in Django Unchained di Quentin Tarantino) e proprio settimana scorsa in America è andato in onda il finale della quinta stagione. Sappiamo già che Scandal farà ritorno con una sesta stagione che, però, secondo il palinsesto già stilato da Abc andrà in onda dal 2017 “causa” seconda gravidanza della protagonista Kerry Washintgon.  La  figura di Olivia Pope si ispira alla vita di una persona reale: Judy Smith, donna di colore, al servizio della Casa Bianca sotto l’amministrazione di George H. W. Bush (padre). Oggi Judy  Smith è una crisis manager (oltre ad essere tra i produttori esecutivi di Scandal) ed ha avuto tra i suoi tanti clienti anche Monika Lewinsky.

Sin dalle prime puntate Scandal riesce a distinguersi per la forza dei contenuti ed è caratterizzata da un ritmo narrativo molto veloce. Olivia e i suoi gladiatori sono sempre in movimento. Non ci si ferma mai perché c’è sempre una situazione da “ripulire” o una nuova “guerra” da avviare. C’è  il tema del potere, dell’intrigo, del complotto. C’è il lavoro sporco da fare, lo scandalo da ripulire. E ci sono i clienti da tutelare.  E per il telespettatore ci sono i tanti misteri da svelare: perché, e in che modo, Olivia Pope è stata prima, assieme al suo mentore Cyrus Been (Jeff Perry) la fautrice della vittoria del presidente degli Stati Uniti Fitzgerald Grant (Tony Goldwyn), e anche perché dopo mesi di lavoro come capo dell’ufficio stampa della Casa Bianca ha deciso di mollare tutto e aprirsi il suo studio? E soprattutto cosa accomuna, e che segreto nascondono, Olivia Pope, il capo dello staff della Casa Bianca, la First Lady (Bellamy Young), un magnate dell’industria delle armi e un giudice donna della Corte suprema? E che cosa lega Olivia Pope al presidente Fitzgerald? È vero amore? Non va dimenticato che uno dei temi presenti in Scandal è soprattutto l’infedeltà della classe politica nelle relazioni coniugali. Mentre la relazione tra Olivia e il presidente Fitzgerald è uno dei fili conduttori dell’intera storyline. Domande su domande alle quali si cercherà di rispondere nel corso delle stagioni quando emergeranno fuori diversi intrighi e complotti.

Senza dimenticare l’approfondimento sulla vita dei protagonisti e degli associati dello studio di Olivia Pope che porteranno alla luce situazioni diverse e organizzazioni segrete come il B-613. Con  il passato di Olivia che torna a galla assieme all’approfondimento sui genitori della protagonista e soprattutto sul legame con il padre. Rowan Pope (uno straordinario Joe Morton vincitore di numerosi premi e riconoscimenti per la sua interpretazione) è veramente chi dice di essere? Cosa fa realmente nella vita? Tutte domande alle quali si cercherà di dare risposta nel corso delle quattro stagioni. La quinta stagione appena conclusa, invece, è stata differente rispetto alle altre: soprattutto all’inizio la storia ha avuto un’evoluzione con ripercussioni sulla vita di Olivia. Nelle prime puntate è mancato il suo lavoro che ha tolto ritmo alla narrazione. Con Olivia costretta ad interrogarsi su alcune scelte fondamentali della sua vita: carriera o famiglia? Anche perché se c’è una cosa in cui Shondha Rhimes è molto brava è quella di saper dare voce alle donne. Il tema del femminismo, della donna forte capace di sopportare tutto e di arrivare anche a scelte difficili è da una sempre un tratto distintivo delle serie targate Shondaland. Dopo il mead season la serie è ripresa ed ha affrontato il tema attuale della corsa alla campagna per le elezioni primarie tra i repubblicani. Scandal prova a raccontare l’attualità, ritrova il suo ritmo, e in parte la tensione narrativa che l’ha caratterizzata nelle prime quattro stagioni; una delle puntante è dedicata proprio alla corsa di un ricco miliardario con idee razziste e discriminatorie nei confronti delle minoranze e degli immigrati. E ovviamente la stagione non poteva chiudersi con un colpo di scena che rimanda la contesa per le elezioni presidenziali al 2017. Menzione a parte merita Kerry Washington che è riuscita a conquistare un ruolo importante e che, soprattutto in una America in cui la questione delle discriminazioni non risparmia nemmeno il mondo dello showbussiness (come ricordato dalla stessa Viola Davis in occasione della cerimonia Emmy 2015 quando vinse il riconoscimento), diventa fondamentale per dare voce e opportunità di crescita anche alle donne di colore. Donne che, (oltre a Washington), come Viola Davis (How to get away with murder) o Taraji P. Henson (Empire) si stanno ritagliando sempre più un ruolo da protagoniste in televisione. Donne che non sono più semplici comprimarie nello show ma che, con le loro capacità interpretative regalano emozioni e rafforzano lo show in cui sono protagoniste principali e grazie alle loro capacità interpretative reggono lo spettacolo e conquistano premi e riconoscimenti.

Bruno Apicella

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