Breaking Bad prima. Ma anche dopo. Saul è tornato

saul

Era atteso. Perché abbiamo amato anche lui, avvocato un po’ azzeccagarbugli, avvezzo agli incroci strani del destino e della vita, avvocato di una delle coppie della tv che più abbiano amato nel 21esimo secolo, parliamo di Jesse Pinkman e Walter White di Breaking Bad. Vince Gilligan ha confezionato uno spin off da una delle serie più seguite che è arrivata alla fine, Better Call Saul, che vede ancora una volta Bob Odenkirk nei panni dell’avvocato di Albuquerque Saul Goodman, anzi dell’avvocato James McGill, prima del cambio di nome.
L’inizio è folgorante, un bianco e nero mesto, dentro un bakery di un centro commerciale in Nebraska, neve e freddo rispetto al sole e al cielo del New Mexico. L’avvocato adesso è addetto alla macchina impastatrice. A casa però mette una vecchia videocassetta dove rivede i vecchi spot in cui recitava il suo mantra: Better Call Saul.
Gilligan ha voluto accanto a sè Peter Gould, lo scrittore che aveva realizzato il primo episodio di Breaking Bad in cui compare Goodman e il risultato c’è, ma per apprezzarlo pienamente bisogna guardare entrambi i primi due episodi.
La storia inizia ancora nel New Mexico dove Saul ha il suo studio – vedrete che è un parolone – nel salone thai per i piedi di cui poi diventerà proprietario. E’ in bolletta, ridotto a fare il libero patrocinio, neanche capace a fare il “parafangaro”, come si dice in gergo. Ha un fratello, Chuck, che vediamo esaurito, membro di un’importante studio legale, del quale Saul non fa parte.

Già dal trailer potete vedere come ci siano vecchie conoscenze di Breaking Bad come Mike Ehrmantraut (Jonathan Banks), che ha avuto un ruolo molto importante nella vecchia serie. Non l’unico ritorno, c’è anche Tuco Salamanca (Raymond Cruz). Per ora non ci sono notizie ufficiali sulla possibilità che White, Pinkman o altri personaggi compaiano brevemente per dei cameo in alcune scene. Alcuni attori, come Dean Norris (che in Breaking Bad fa Hank, il cognato di Walter White), hanno detto di avere avuto contatti con Gilligan, ma senza dare molti dettagli in più: spesso gli attori sono vincolati dai loro contratti in esclusiva con altre produzioni. Io spero in altri ritorno, magari quello di Giancarlo Esposito nei panni del tycoon della Hermanos Pollos.

Comunque la serie è iniziata bene, grazie anche a sequenze di gag molto divertenti anche nel deserto, ambiente classico della serie originale, dove le risate sono determinate da elementi anche crudeli e violenti, stabilendo un legame con l’originale, ma dandogli una deviazione originale. L’accoglienza è sta eccellente, la premiere è stata record di ascolti per la prima puntata di una serie in onda su un canale via cavo e la critica si è pronunciata in maniera del tutto favorevole. L’impressione è che siamo comunque oltre la rimpatriata.

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