American Horror Story: L’incubo di Roanoke forse funziona

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Io non sono un forte appassionato di Horror soprattutto in tv, ho trovato Oucast, la serie Fox sui demoni abbastanza ridicola, per non parlare del remake di Rosemary’s Baby su Netflix, visto invece quanto fosse convincente e bello il film originale di Roman  Polansky, ancora non abbiamo visto la serie tratta da L’Esorcista, forse l’horror migliore di tutti i tempi. American Horror Story (AHS) è una buona serie, anche se la quinta, quella con Lady Gaga, dal titolo Hotel, non ha funzionato per niente. Stavolta Ryan Murphy e Brad Falchuck, i due autori, lasciano di nuovo la west coast per arrivare in North Carolina. FX potrebbe aver fatto ancora centro. Dal 21 Ottobre dovrebbe essere trasmesso su Fox in Italia.Per chi se ne intende di storia degli Stati Uniti il nome Roanoke può ricordare qualcosa, precisamente la colonia scomparsa, una di quelle ghost story che si raccontano intorno al fuoco oppure di fronte al camino per spaventare i bambini. Consiglio anche la lettura di questo breve articolo del National Geographic, dove si cita anche un termine che appare sin dalle prime battute della serie: Croatoan.

“Ehi sembra un reality show!”
No, la struttura è quella di un factual, cioè una porzione di realtà raccontata  come fosse una serie o un documentario. C’è un piano più factual, quello dove si vedono attori che interpretano i personaggi come fossero loro stessi, poi si scopre che siano in un programma televisivo, e il piano della finzione – chiamiamolo della fiction-  quello dove si svolgono gli accadimenti scenici, per capirici quello con Kathy Bates, Cuba Gooding Jr, Sarah Paulson e Angela Bassett – si è un gran cast. La terza puntata vede anche un piccolo cameo di Lady Gaga, già vista nella seconda, ma soprattutto la regia di Jennifer Lynch, si proprio la figlia di David.
Roanoke parte da una coppia che lascia Los Angeles dopo un’aggressione subita dalla coppia protagonista nella sua versione factual da André Holland, che interpreta Matt Miller, già visto come il dottor Algernoon in The Knick, e Lili Rabe, che ora è Shelby Miller, ma prima è stata Nora Montgomery, Sister Mary Eunice e Misty Day in altre stagioni di AHS. La coppia decide di andare via dalla grande città, giudicata troppo pericolosa, per tornare nei luoghi di infanzia di lui: il North Carolina. Partecipano ad un’asta con un gruppo di “hillibillies” della zona e acquistano una grande fattoria. Qui si passa al piano fiction, con Cuba Gooding Jr e Sarah Paulson. Iniziano i guai: apparizioni spettrali, sangue e riti nella foresta, che coincidono con l’arrivo di Angela Bassett, la sorella di Matt Miller, con una storia da dipendenza da analgesici, un matrimonio in crisi e una figlia affidata al padre.
%image_alt%C’è una sorta di sacrificio umano nel bosco, guidato da un personaggio del passato, interpretato da Kathy Bates, che è diventato il capo della colonia di Roanoke, la colonia scomparsa, sopravvissuta soprattutto grazie al cannibalismo, come altre colonie inglesi sul finire del sedicesimo secolo.
La regia che interpone i piani factual e fiction è buona, riesce a regalare un bell’effetto sullo spettatore, quasi ad annullare gli effetti dell’horror e rendere più verosimile lo spavento dovuto al movimento psicologico e storico. Finalmente si è lontani dall’estetismo esagerato di Hotel, che subito qui abbiamo bollato come stucchevole e a riprendere più le fila di Freakshow, la quarta stagione di AHS. Proprio Ryan Murphy non ha nascosto i legami fra questa stagione con Freakshow, pare certo il ritorno di Dandy Mott e le origini della famiglia Mott, e quelli con Murder House, cioè la primissima stagione della serie.
Qualcuno ha storto la bocca, come volesse ancora di qualche esperimento estetico stile stagione scorsa, eppure i numeri hanno parlato chiaro decretando il mezzo fallimento di quell’operazione, visto che alla fine si era parlato addirittura di chiuderla. Per fortuna sembra che le cose si siano sistemate, anche se è ancora presto per chiudere la questione, quello che possiamo dire è che per ora ci sta piacendo.

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