Quando Amazon salvò la Londra di Ripper Street

 

La serialità inglese mi piace molto, chi segue questo blog lo sa. Mi piace perché hanno coraggio, a volte sbagliano, a volte fanno delle cose non all’altezza, ma quasi sempre i loro prodotti sono sempre di fascia alta. Per questo non ho mai capito perché la BBC decise di chiudere una serie come Ripper Street che doveva andare alla sua terza stagione. Andava molto bene, aveva un forte seguito nel Regno Unito e un gran numero di fan anche all’estero, compreso il sottoscritto. All’improvviso decisero di chiudere. Motivo? Non si sa. Rivolta sul web, petizioni, mail bombing, annessi e connessi, c’era chi aveva pianificato un hackeraggio, ma poi pare sfumò, non lo sapremo mai.
Poi è arrivato Amazon.

La casa di produzione non si fermò, si presentò dal colosso delle vendite online, che stava entrando nel mondo della produzione seriale, almeno per una terza e conclusiva stagione. Era necessaria. Si sentiva che la vicenda era sospesa e sarebbe rimasto l’amaro in bocca se Amazon non avesse deciso di investire. Perchè? Ripper Street è un poliziesco ambientato a Londra alla fine del XIX secolo, proprio Whitechapel, la zona dove Jack lo squartatore (Jack The Ripper) si prodigò nella sua attività nel massacrare prostitute, quartiere povero, operaio, dove si poteva morire in poco tempo. Dopo sei mesi dall’ultimo omicidio di Jack lo squartatore, altre donne cominciano a essere uccise a Whitechapel e gli uomini della divisione H della polizia iniziano a chiedersi se lo Squartatore sia tornato. L’ispettore Edmund Reid e il sergente Bennet Drake uniscono le forze con il chirurgo (e sospetto ex agente dei Pinkerton) Homer Jackson per indagare, incrociando frequentemente la strada con Long Susan, proprietaria del bordello di Tenter Street arrivata dall’America con Jackson. Questo è lo scenario dove si muovono le storie dei nostri protagonisti. Non è Sherlock Holmes, anzi qui c’è violenza, vista anche l’epoca, ci sono vizi, stranieri, droga, commerci illegali: Londra era già una metropoli. Corrotta.


Si è conclusa la terza stagione ed è stata la migliore in assoluta, dando anche una forte orizzontalità nella vicenda, e arrivando a delle vette di tristezza fortissima, vista la scomparsa di uno dei protagonisti, che però ha ritrovato la pace, non dirò nulla di più su chi sia.
La vicenda si apre con un incidente ferroviario proprio a Whitechapel, usato per una rapina, dove muoiono oltre 50 persone. Poi si muovono omicidi, ricatti, stragi, in una atmosfera di noir d’antan che mescola anche molti elementi dell’indagine investigativa moderna, come le autopsie e le impronte digitali. Ma c’è anche il giornalismo dell’epoca, quello investigativo che si stava consolidando.
Quando la BBC ha visto le preview ha visto le prime prove di questa stagione ha deciso di tornare sui suoi passi e di trasmetterla sui suoi canali. Bella notizia. Ancora più bello, per gli amati di Ripper Street e che il gioco non è finito, visto che il successo è addirittura aumentato, poi non diciamo che la qualità paga anche nella serialità. Amazon ha ordinato altre due stagioni di Ripper Street, la quarta e la quinta, segno che crede in questo progetto e che vede una fonte di redditi. Mi piacerebbe che gli inglesi tornassero sui loro passi anche su altre serie, ma non si può pretendere tutto. Sta di fatto che l’ingresso di Amazon e Netflix può davvero essere utile alla serialità televisiva.

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