RACCONTO: Il mio Confine è un Orizzonte

I lettori di questo blog si stanno abituando al racconto domenicale. Stavolta voglio fare una cosa diversa.

Credo che la parola che meglio mi descriva sia “limen”, come soglia, confine, limite.
Se nel passato il momento che abitavo e frequentavo di più era la notte, ora è l’alba. Il mio corpo si è espanso a tal punto che la sua carne è strabordata oltre i limiti, fuori dai limen in maniera terribilmente pericolosa.
Per tornare dentro una normalità ho dovuto affrontare i confini dentro di me.
Poi ho scoperto che questo era anche dovuto anche alle ferite, ai limiti del mio cervello. Ad una condizione fisiologica che poi mi ha portato alla malattia, al tumore. Anche lì della carne ancora una volta che è strabordata oltre la soglia fino a quasi all’irreversibile.
Ho affrontato anche quello.
Ora ne ho affronto le conseguenze con l’indispensabile aiuto di chi mi ama e mi stima.
E sto ridisegnando i miei confini.
Però limen è anche orizzonte.
Parola che amo moltissimo. Perché è nell’orizzonte che noi troviamo la visione di noi stessi ed anche il nostro senso.
Varcare i limiti, tracciare confini, esplorare orizzonti.
Da bambino mi piacevano le storie di mare, di fantascienza e di esplorazione.

In fondo mi sono un’esploratore, un viaggiatore. Credo sia per questo che amo Chatwin e Kapuscinski.
„Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati. È il virus del viaggio, malattia sostanzialmente incurabile.“
Questa è proprio una frase di Kapuscinski da In Viaggio con Erodoto.

Bruce Chatwin è l’uomo che ha scritto: Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma.

Raccolgo qui delle citazioni che riguardano questo tema, quello del confine  e dell’orizzonte.

Naturalmente il viaggio segue e consegue.
Sono convinto che non esistano fughe se non da se stessi.

I vasti orizzonti generano le idee complesse, i piccoli orizzonti le idee ristrette.
Io ci credo fermamente in questa frase di Victor Hugo, come credo in quella del grande Rodari che dice: Spiegatemi voi dunque,
in prosa o in versetti,
perchè il cielo è uno solo
e la Terra è tutta a pezzetti.

Dobbiamo intenderci che le soglie siamo noi, che le porte da aprire sono quelle che abbiamo dentro e solo allora potremmo capire come si vive meglio.
Siamo ossessionati dalla separazione delle diversità, invece di capire che ogni diversità è ricchezza, ogni scambio rende più forti, che la purezza non è un valore ma una stronzata.
Noi uomini, siamo dei continenti, degli universi, delle terre inesplorate. Il viaggio è sempre una dimensione duplice fra il materiale e l’immateriale, fra le pietre ed i respiri.

Quello che serve è il ritmo del passo. Ed un sorriso da portare dentro.

È lecito inventare verbi nuovi? Voglio regalartene uno: io ti cielo, così che le mie ali possano distendersi smisuratamente, per amarti senza confini.
Frida Kahlo

Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni.
(Alda Merini)

L’umano arriva dove arriva l’amore; non ha confini se non quelli che gli diamo.
(Italo Calvino)

I confini sono tracciati per creare differenze, per distinguere un luogo dal resto dello spazio, un periodo dal resto del tempo, una categoria di creature umane dal resto dell’ umanità… Creare delle differenze significa modificare le probabilità: rendere certi eventi più probabili e altri meno, se non addirittura impossibili.
(Zygmunt Bauman)

I confini dividono lo spazio; ma non sono pure e semplici barriere. Sono anche interfacce tra i luoghi che separano. In quanto tali, sono soggetti a pressioni contrapposte e sono perciò fonti potenziali di conflitti e tensioni.
(Zygmunt Bauman)

Sempre più viviamo sotto il segno di Hermes, dio della porta, della soglia della città, ma anche dei crocevia, degli incroci.
(Marc Augé)

L’orizzonte è la linea che sottolinea l’infinito.
(Victor Hugo)

Non far caso a me. Io vengo da un altro pianeta. Io ancora vedo orizzonti dove tu disegni confini
(Frida Kahlo)

Per il nomade il movimento è moralità. Senza movimento i suoi animali morirebbero.
(Bruce Chatwin)

Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l’orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l’utopia? Serve proprio a questo: a camminare.
(Eduardo Galeano)

Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma.
(Bruce Chatwin)

 

Buona domenica

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