La pubblicità fa i porno e i porno fanno pubblicità

 

adslTorniamo a parlare di comunicazione, meglio ancora di pubblicità. E’ un po’ tempo che vedo nell’Adv è in crescita una nuova tendenza, l’aumento di “immagini” tendenti alla sessualità. Non sto parlando di corpi di donne e uomini con corpi nudi e scultorei, quello che noto è che ci si spinge verso la creazione di nuovi format del mondo del porno, quindi andiamo ben oltre. Certo il buon Rocco Siffredi è diventato un testimonial, suo lo storico “la patata tira”, ma qui andiamo ben oltre, ovvero “Brava Giovanna” della Saratoga.
La Saratoga aveva cominciato anni fa mettendo una modella, dalle forme pronunciate, che pubblicizzava del silicone, però siamo andati oltre.

Qui non c’è un uso di immagini pornografiche, ma viene suggerito un setting di un film porno: due signori dell’alta borghesia, anche meno, con la cameriera Giovanna che usa un prodotto per la verniciatura del ferro, aiutata da due baldi giovanotti operai, sicuramente depilati. Il finale è fantastico, con Giovanna che, come se fosse un musical di bassa provincia, che arriva al cancello per prenderle l’onore tributato alla sua bravura e alla sua bellezza, con gli ultimi fotogramma che la vedono ammiccante mentre dichiara “Visto quanto sono brava”. Ad immaginare poi un’orgia interclassista e bisessuale fra la padrona, gli operai e la brava Giovanna ci vuole poco, molto poco. Qui si va oltre il perseguire un desiderio, una fantasia, qui si sta mettendo in piedi una trama in una Playboy mansion brianziona. Saratoga però non è la prima e non credo sarà l’ultima.

Diverso è il discorso di Pornhub, uno dei più famosi portali di contenuti porno di tutto il web. Guardate questo spot, realizzato per il Superbowl, l’evento più seguito nel mondo, e rimarrete sorpresi. Lo spot è stato rifiutato dalla Cbs perché la rete non ospita contenuti pornografici.

Lo spot direi non contenga niente di pornografico, se non la parola Porn, ma quello è il brand. Eppure la CBS ha rinunciato a 3,8 milioni di dollari più il pagamento delle spese di trasmissioni che il portale a luci rosse era disposto a sostener per arrivare ai 111 milioni di persone, tale era l’audience per la finale di footbal americano. Qui si vede una coppia di anziani soddisfatta di fronte ad un laghetto, forse hanno trovato qualcosa che ha risvegliato la loro passione? Chissà.

Torniamo in Italia, dove nel mondo dei testimonial è tornato Kevin Costner (ancora con problemi di soldi). Dopo le scarpe Vallerde, una quindicina di anni or sono, l’ex uomo dei sogni ha scelto di abitare nel faro di Amalfi, non c’è nessun faro nella località campana, perché è innamorato della cucina italiana, specialmente dei prodotti Rio Mare.

Costner è un divo del cinema oramai tramontato, ha 69 anni, e quindi la Rio Mare costruisce uno scenario anno ’50 del meridione, che non è più così da molto tempo, e prende un attore che diventa un FILF. Infatti le tre casalinghe avanti con gli anni, ignoro la loro età anagrafica, dovrebbero impazzire per questo oggetto del desiderio il cui interesse è o il tonno o il salmone. Dalle MILF (mother i’d love to fuck), inventate dal film American Pie, che dovrebbero essere fra i 35 e i 45 anni, al Father I’d love to Fuck – è un mio gioco di parole. Ne esce fuori un effetto un po’ patetico con dei doppi sensi scontati e senza neanche un guizzo in chi ne ha scritto i testi. Forse potrebbe essere un nuovo genere nel porno, visto alle MILF si ascrive oramai, secondo delle ricerche il 25% del mercato della pornografia nel mondo.

Ultimo caso, forse il più divertente, è quello del giornale israeliano Haaretz, una delle più importanti testare in Israele e nel Medio Oriente, che reclamizza il suo sito e le sue app. (chiedo scusa se il video non è incorporato, ma non l’ho trovato su Youtube né su portali simili, quindi son dovuto ricorrere ad un link esterno).

http://www.culturepub.fr/videos/haaretz-co-il-reading-is-better-than-having-sex

Ora qui siamo proprio nel regno della comedy, paradossale perché vedere che degli uomini, che per tradizione, genere e dna, dovrebbero essere sempre desiderosi di sesso fa sorridere e ridere. Questi ragazzi impegnati in maratone sessuali invece raccontano su come leggere e tenersi informati sia per loro importante e divertente. Come abitanti della contemporaneità, soprattutto dopo Meg Ryan e la scena del finto orgasmo alla tavola calda in Harry ti presento Sally non dovremmo scandalizzarci, ma una deputata israeliana ha chiesto l’immediato ritiro dello spot. Poco senso dell’umorismo oppure non ha visto il film, resta il fatto che l’Adv funziona perché mette in scena un paradosso, con relativo climax e anti-climax, cosa che nel breve funziona quasi sempre, riesce a ripeterlo per alcune volte, quindi sfruttando la reiterazione del messaggio, e ad essere più garbato e meno volgare di Brava Giovanna della Saratoga.
Quello che ne viene fuori è che non basta il sesso per vendere, bisogna capire anche come usarlo all’interno di una narrazione. Forse la tv sta iniziando a dare nuovi format per il porno.

1 thought on “La pubblicità fa i porno e i porno fanno pubblicità

  1. Do you mind if I quote a few of your articles as long as I provide credit and sources back to your site? My website is in the very same area of interest as yours and my users would certainly benefit from a lot of the information you provide here. Please let me know if this alright with you. Many thanks!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *