I Bastardi di Pizzofalcone: si deve migliorare

Cast de I Bastardi di Pizzofalcone

Ero molto incuriosito da questa nuova serie Rai, I Bastardi di Pizzofalcone, tratta dal Ciclo dei bastardi di Maurizio De Giovanni. Incuriosito e indispettito. Non mi convinceva il cas letto in anteprima, almeno non nella sua interezza, però sono riuscito a recuperarla e a guardarla, visto che Maurizio De Giovanni lo considero uno scrittore ottimo, soprattutto nel ciclo dei romanzi del Commissario Ricciardi. Alessandro Gassman è l’ispettore Lojacono, detto il Coccodrillo – anche se del suo soprannome non c’è traccia in questa prima puntata. Vediamo di capire cosa è successo.

La vicenda è abbastanza fedele al romanzo I Bastardi di Pizzofalcone, secondo per Lojacono, dopo Il mestiere del coccodrillo, ma primo ambientato a Pizzofalcone, commissariato problematico con un destino segnato: la chiusura. Va detto che il ciclo dei Bastardi ha una scansione di eventi abbastanza lineare per una messa in scena, non come le storie del Commissario Ricciardi dove bisogna rendere il flusso di coscienza del protagonista e del suo dono, che viene chiamato Il Fatto, cioè la capacità di rivedere chi è morto in maniera violenta pronunciare le ultime parole sul luogo dove sono rimasti uccisi. Solo questo sarebbe davvero molto difficile. Per i Bastardi bisogna concentrarsi sul cast. Del vecchio organico, dove i poliziotti sono in carcere perchè rivendevano la droga sequestrata alla criminalità, rimangono solo Giorgio Pisanelli, alle prese con la moglie fantasma e una catena di suicidi a cui non crede, ben interpretato da Gianfelice Imparato, e Ottavia Calabrese, interpretata da Tosca D’Aquino e qui mi sfugge il motivo per questa presenza che risulta troppo anonima. Funziona e avevo delle riserve Alessandro Gassman come Lojacono, anche se è ancora troppo presto, però non è una bocciatura, anzi. Marco Aragona, il giovane poliziotto spaccone che finge di essere abbastanza povero non mi convince del tutto, ma più per i dialoghi che hanno scritto che per la mancanza di impegno di Antonio Folletto. Sono molti quelli che sono rimandati, concedetemi il termine, anche per dei dialoghi che non brillano certo per approfondimento, mentre altri sembrano cavarsela, come Simona Tabasco, nei panni di Alex, e Gioia Spaziani in quella di Letizia. Quest’ultima come Miriam Candurro proviene dal cast della soap Rai Un posto al sole, girato nel centro di produzione di Napoli, credo che tentino di ripetere l’esito di Cristiana Dell’Anna che molto aveva convinto nella seconda stagione di Gomorra. Uno che proprio non ci ha convinto, ma perchè il personaggio è totalmente sbagliato come focus è Massimiliano Gallo, che interpreta il commissario Palma, che è sicuramente importante e multidimensionale. Poi c’è Napoli, coi suoi scorci, i suoi scenari e i suoi caffè, forse anche trattata troppo bene rispetto ai romanzi, ma come dice un mio amico, che di scrittura se ne intende, Napoli è un set naturale perfetto, dove puoi girare tutto. Sono totalmente d’accordo.
Quello che ci preme sottolineare è che questa serie, specie per gli ammiratori di Maurizio De Giovanni, le cui storie vanno sapute trattare con più attenzione e cura. Non è riuscita, almeno per ora e non sono ottimista, l’effetto Rocco Falcone interpretato da Marco Giallini, che è piaciuto molto, nonostante la ritrosia di alcuni uomini politici che all’inizio volevano chiederne la cancellazione. Un’altra da rivedere è Carolina Crescentini, tornata sugli schermi Rai dopo alcuni anni, e che ci ha abituato a ruoli più convincenti con la sua apparenza algida. Recupererò il secondo episodio prima del terzo, ma spero che anche la serie recuperi.

 

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