Penny Dreadful – La seconda è anche meglio

 

Quando arriva il caldo ti frega, soprattutto se come me non vuoi l’aria condizionata in casa, motivi sensati, mica stranezze stile scie chimiche. Rallentato dalle vette di questa canicola capitolina, oltre alle altre e grandi difficoltà di vivere in questa città, mi sono difeso godendomi alcune fra le serie migliori dell’anno. La fine della seconda stagione di Penny Dreadful non ha solo confermato quello già scritto per la prima stagione, ma ha fatto di più. Non c’è solo la bellezza di Eva Green, che riesce a essere brava, sexy e inquietante, ma ha messo mostra le capacità narrative di John Logan, oltre a quelle dell’intero cast. Insomma perdere Penny Dreadful nel 2015 è perdere un modo di vedere i generi, soprattutto del passato, visto che parliamo anche della letterartura d’appendice vittoriana, traslati e modernizzati.

Siamo sempre nella Londra di fine XIX secolo, la stessa di Ripper Street, di cui abbiamo parlato molto recentemente, ma con atmosfera di morte. Aleggia l’orrore, aleggia la morte, che si mescola alle debolezze umane, ai demoni dell’antichità, al vizio, al sangue e alle streghe. La seconda stagione è davvero notevole, superiore in molti aspetti sia nella narrazione che nello sviluppo della storia. Eva Green resta ancora Vanessa Ives, il personaggio principale, ma non il solo, ma si muove con una sicurezza e un insieme di sfumature che nella prima stagione erano solo accennate. Le puntate in cui la vediamo nella brughiera, prima nel passato con la strega e poi nel presente Josh Hartnett, il personaggio di Ethan Chandler, il lupus dei, il licantropo al servizio del bene. Qui bene e male sono distinzioni difficili, si vive una dimensione contaminata, anche i numi tutelari  sono praticamente immersi in una commistione che richiama gli apocrifi dell’antico testamento e le civiltà del passato come quella egizia o sumera. Le storie si intrecciano proprio su Vanessa Ives, che è un confine fra bene e male, contesa fra le due dimensione e molto più consapevole del suo ruolo e della sua scelta, quella del bene. Bello il flashback nel passato dove la vediamo con la strega, perseguitata dalla gente del vicino villaggio – la serie si schiera apertamente contro qualsiasi pregiudizio – che introduce Vanessa nella sua potenza e nei segreti della magia. Belle le scene piene di bambole di ceramica che Evelyn Poole, personificazione del male, ben interpretata da Helen McCrory, usa per convogliere la sua influenza, fra cui anche quella di Vanessa e di Sir Malcolm, che anche questa volta è Timothy Dalton.

La trama principale si arricchisce delle storie delle creature del Dr. Frankenstein (Harry Treadaway), che oltre a Caliban, che prende il nome di Mr. Clare, nonché il suo animo poetico, è anche magnificamente interpretato da Rory Kinnear, dandogli una lettura delicata che poi sfociare la sua rabbia nella forza bruta, ma come dargli torto visti gli accadimenti della vita? La gente lo scherniche e lo usa, compresa la figlia cieca del padrone del museo delle cere dove lavoro, mentre lui si impegna ad aiutare i malati di colera nei sotterranei di Londra, vera chicca da feuilliton questa. Non solo lui. Spicca Brona Croft, la prostituta temporanea compagna e compagnia di Chandler nella prima stagione,che dopo diventerà Lily Frankenstein, riesumata in vita per essere la sposa di John Clare. Ma la ragazza, Billie Piper già un ex compagna di Doctor Who, in realtà diventa consapevole della sua femminilità e del suo “biondo”, tanto da usarlo prima illudere il suo creatore ed intrecciare una relazione con un altro immortale: Dorian Gray. Avevo avuto un ruolo sibillino nella prima stagione, qui prima fa illudere lo spettatore nell’essere un uomo fuori dal comune perché ama un transgender, ma in realtà si ricorda bene di Brona e la prende con sé, addirittura per regnare e assoggettare i mortali.

Il finale non è allegro: la compagnia si disperde. Il lupus dei confessa la strage alla locanda, fatto sotto l’effetto della licantropia, ma invece dell’agognata fine viene estradato negli Stati Uniti. Sir Malcolm si dirige in Africa a riportare le spoglie mortali del fedele amico servitore Sembene, Mr. Clare si dirige verso i ghiacci eterni a bordo di una nave. Vanessa Ives rimane sola. Ma che le succederà? Non lo sappiamo, ma il destino è segnato, perché visto io successi di critica, 77 da Metacritic e 100 da Rotten Tomatoes, e quello di pubblico ci sarà una terza stagione. Nel frattempo John Logan ha già scritto Spectre, nuovo capitolo di 007 diretto da Sam Mendes, ma non lascerà questa splendida coproduzione fra Showtime e Sky Atalantic.

 

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