Il Fiorito, una nuova unità di misura

Premessa - Siamo in campagna elettorale. Da parecchio

Stamattina due cose mi hanno messo curiosità:

  • un post su Blogmeter che analizza le performance social degli uomini politici nei social

  • il Buongiorno di Gramellini su La Stampa

Il Fiorito, una nuova unità di misura

Anche l’engagement generato dalla pagina di Renzi è cresciuto: nel periodo considerato si sono registrate 49.458 interazioni (like, commenti, condivisioni, post spontanei) ossia 23,4 per ogni 1000 fan sono state prodotte (+362%). In termini assoluti però è la pagina di Grillo che ha accolto il numero maggiore di interazioni ossia 401.559. Se ogni post di Renzi genera 836 reazioni (like, commenti, condivisioni), uno di Grillo ne genera 1.593.

Blogmeter

Sembra proprio che la strategia del goodfellow del PD stia dando i suoi frutti, vero che Grillo genera ancora più interazioni, ma il m5s è in piena ebollizione per il caso Favia, quindi non sorprende.
Però c'è qualcosa in più, c'è Fiorito, capogruppo Pdl della Regione Lazio, coinvolto in uno scandalo rimborsi, che come Lusi vorrebbe portare tutti con sé. Un bel guaio per Angelino che aveva lanciato la campagna del Partito degli Onesti.
Stamattina il Buongiorno di Gramellini iniziava così:

Le ricevute «terremotate» dei ristoranti. I convegni cervellotici e le commissioni inutili, cioè utili a propiziare viaggi esotici. Addirittura le banconote di un paesino del Frusinate con stampigliato in effigie il profilo extralarge del capobastone del Pdl e lo slogan minaccioso: «Il futuro è Fiorito». Le vicende tristi e grottesche della Regione Lazio ci ricordano come dietro la prima fila della Casta, quella esposta in tv e perciò sottoposta ai lazzi del pubblico pagante, si celi una retrovia mandibolare che gode dei benefici dell’invisibilità.

La Stampa

Il Fiorito, una nuova unità di misura

Quanti Fiorito esistono in Italia di cui ancora non sappiamo? O meglio: Quanti Fiorito esistono in Italia di cui i media non c'hanno detto? Magari noi, persi nelle nostre realtà locali, li conosciamo bene, conosciamo pure qualcuno che li ha incontrati, o magari ha lavorato con loro, ma non possiamo dimostrare nulla, anche perchè rischieremmo di finire nel tritacarne della giustizia, delle querele, degli avvocati. Oppure c'è il cugino dello zio del cognato del barista che bene o male ci guadagna qualcosa, ricordiamoci che nel mondo esiste il principio del tengo famiglia, da noi molto diffuso. Qual è la distanza che separa il mondo della politica di primafila, oggi sempre più social, da noi? Questa distanza è misurabile in Fioriti. La bancanota falsa è stata realizzata in provincia di Frosinone, ma a questo punto io voglo il metro dei Fioriti, nuova unita di misura fra me, fra oguno di noi, e la casta. Magari scoprirò quanto distano da me Renzi, Angelino e gli altri.

Ma la protesta musulmana esiste davvero?

Ma la protesta musulmana esiste davvero?

Di recente in un post di moviecamp ho parlato di Innocence of Muslims, il film americano che ha provocato forti proteste nel mondo arabo e musulmano in generale, tanto da portare all'assassinio del console americano a Bengasi.
Oppure no.
Mettiamolo su un altro piano. Questa sembra un'operazione architettata, sottolineo sembra perchè non ho prove dirette, è una sensazione di un deja vu, di un ricorso storico. Anzi, di uno schema.
The Atlantic Wire ha pubblicato una mappa, che trocompilata da John Hudson, delle proteste che stanno avendo luogo:

A guardarla l'estensione impatta 4 continenti, lasciando scoperte solamente le Americhe, anche se gli USA sono direttamene coinvolti. Ma i numeri? Le immagini le abbiamo viste tutti, in tutti i tg e su Youtube, ma quali sono i numeri reali?
Joe Bradford, esperto di studi e di finanza islamica, ha pubblicato una tabella riassuntiva su quanti sono realmente coinvolti nelle manifestazioni e nelle proteste.

Musulmani coinvolti nelle manifestazioni contro Innocence of Muslims

Musulmani coinvolti nelle manifestazioni contro Innocence of Muslims

Ammettiamo che sia sta fatta per difetto e che non siano soltanto 9.000 persone, ammettiamo che siano di più, il doppio, il triplo, anche dieci volte tanto, cioè 90.000 persone. Lo scarto è grande. Quanto sarebbe in percentuale? Lo 0,1% dei musulmani. La cosa fa pensare, anche perchè da quando è iniziata la protesta è scomparso qualcosa dall'agenda del giornalismo: la Siria. Inoltre c'era anche la visita del papa in Libano, che sicuramente è stata messa in secondo piano al livello globale, non dobbiamo solo basarci sull'agenda del paese. Ci sono anche le elezioni presidenziali, Romney è sotto pressione perchè nessuno riesce a sapere i suoi guadagni reali, Obama viene attaccato perchè forse non ha difeso con forza gli interessi americani e pochi giorni c'è stato l'anniversario dell'11 settembre. Che facciamo con tutti questi dati, questi incidenti e concidenti, li uniamo come fossimo all'interno della settimana enigmistica?
Viene in mente Wag The Dog con Hoffman e De Niro diretti da Barry Levinson, dove si inventava una guerra nell'Est Europa, per coprire una scandalo sessuale che riguardava il presidente. Era il 1997, l'affaire Lewinsky verrà fuori l'anno seguente. Non c'erano i social network con la loro viralità e velocità, con spesso con la mancanza di professionalità nel fact-checking e quindi con tutta l'esasperazione che ne deriva.
Certe anche così è abbastanza facile, è una contronarrazione fatta di coincidenti e incidenti, come abbiamo già detto.

Beppino Englaro

Beppino Englaro

Stasera mentre guardavo Blob c'era un video sull'ultimo Festival di Venezia, con alcuni manifestanti, una decina in tutto, di un sedicente movimento per la vita, che non erano lì contro il film di Bellocchio, che prende spunto dalla vicenda di Eluana Englaro, ma per protestare contro Beppino Englaro suo padre. Fra loro c'era una dottoressa che raccontava di come avesse soccorso Eluana in un attacco di panico, avvenuto alcuni mesi prima della sua morte, quindi in pieno stato vegetativo, e di come avesse percepito la sua piena volontà di vivere.

Prima di schierarci su ogni cosa, dall'eutanasia al testamento biologico, fino alla difesa dell'ideologia occidentale, dovremmo ricordare che uno dei pilastri della civiltà occidentale ci serve ancora: il dubbio. La ridondanza del sistema dei media e l'entropia che sta aumentando sempre di più da questo overload semantico rischio di non lasciare più spazio e tempo.

per alcune fonti ringrazio il gruppo Facebook L'Orchestrina del Titanic

Royal with tits. Biopolitica del gossip e della sfera pubblica

Royal with tits. Biopolitica del gossip e della sfera pubblica

"Anche Kate Middleton, futura regina d'Inghilterra". Questa è la frase più ricorrente che si legge in queste ore nella maggior parte dei siti di …ehm… informazione del globo, dopo il servizio di Closer, rivista francese che ha ritratto Williamo e consorte mentre prendevano il sole in terrazzo, come una coppia qualsiasi. La cosa che sta colpendo tutti è proprio quel "qualsiasi", quell'essere comune come fossero chiunque. Da Lady D. in poi, ma anche prima, Windsor e affini sono stati al centro di parecchi scandali, non ultimo il secondogenito Harry, che ha scoperto che anche i suoi amici hanno degli smartphone che fanno fotografie. Intanto Alfonso Signorini prepara sulla vicenda uno speciale di 26 pagine.

Se sopravviverà la politica diventerà un interesse esclusivamente estetico con tutti i pericoli che ciò comporta e il corpo razziale, approntato in maniera provocante con una precisione familiare ai lettori di De Sade, fornirà i suoi principi di valutazione critica.
(…) Il crescente dominio del visivo sull'auditivo offre un'interesse particolare alle rappresentazioni del corpo razziale, ora che la produzione di soggettività opera attraverso diversi meccanismi tecnologici e sensoriali.

Paul Gilroy – After the Love has gone

Paul Gilroy, che oggi insegna alla London School of Economics, scrive queste righe negli anni '90, in un saggio che si occupa della sfera sociale delle comunità nere in USA e UK e dell'influenza della cultura hip-hop, concludendo come il corpo, come oggetto da mostrare con forte valenza sessuale, diventa il terreno della sfera pubblica. Questa tensione che abbiamo visto per negli ultimi 20 anni della musica nera, o nei fenomeni delle modelle nere come Naomi Campbell, si è trasferito fortemente nella sfera del gossip tout-court. Se devi essere vip, non basta apparire, ma devi essere carne – vip.

Royal with tits. Biopolitica del gossip e della sfera pubblica

Questa immagine di Lady Gaga vestita di carne cruda sottolinea il grado zero della carne vip, che ha trovato nuovo linfa grazie al sistema dei media classico, ma anche con la prima onda del digitale, pensate agli strumenti di photo e video editing, e con il web, non c'è rivista online che non abbia una sezione di gossip, pensate alle gare delle "colonne di destra" di Repubblica e Corsera. Anche Facebook ha fatto la sua parte, con le fan page, mentre Twitter sembra aver segnato un brusco risveglio. In realtà io sono convinto sia stato l'uso diretto del social network da mobile a creare dei problemi. La Sfera Pubblica del vip oramai è il suo corpo, che prende forma mutante con tatuaggi, piercing, plastiche e trattamenti, per diventare oggetto di desiderio e punto d'arrivo, i reality sono stati pert tutti il tentativo d'ingresso nella sfera della carne-vip. Non posso ora invocare la privacy, visto che proprio il loro corpo, elemento primario dell'intimità, è divenuto sfera pubblica. Sicuri che poi vogliano davvero il rispetto della privacy o non si tratti di altro? Alcuni hanno avanzato l'ipotesi che Kate e Williamo siano rimasti infastiditi dal fatto che la rivista fosse francese, ma anche qui potrebbe essere la costruzione di una contronarrazione che parte dall'incidente di Ponte de l'Almà a Parigi, dove perse la vita la madre di William. Come diceva John Travolta in Pulp Fiction sono le piccole differenze quelle che ti stupiscono.
-Come lo chiamano il quarto di libbra con formaggio?
-Lo chiamano Royal with cheese.
O Royal with Tits.