o-Scene di lotta di classe in Twitter Italia

o-Scene di lotta di classe in Twitter Italia

Mi chiedo una cosa. Mi chiedo non si se possa essere ancora essere seri in Italia, ma se abbia ancora un senso esserlo. La vicenda di #batman e #polverini è solo un altro capitolo, ce ne sarà un'altra domani e questo sarà dimenticato, come pare dimenticato lo scandalo sanità in Lombardia dove tutto il gabinetto di Formigoni è indagato. Ci si diverte coi meme e gli hashtag, esilaranti per carità, però si è arrivati a persone che passano giornate intere ad inventarli, a giornali che pubblicano ogni giorno bollettini su Twitter, alla definizione idiota de il popolo di Twitter, che ha sostituito quella altrettanto idiota de Il popolo della rete. Twitter si sta trasformando in un repository dell'odio e delle frustrazioni quotidiane, l'unione fra reality e talent, dove tutti sperano nei 140 caratteri di celebrità.
Non è serio pubblicare un'intervista di Silvio Berlusconi sull'ennesima rivoluzione dell'informazione digitale, non è serio neanche avere certi ex-ministri, onorevoli o personaggi, che sembrano oramai trombati persino dai talk show, nella propria blogger list – il manifesto tremontiano è sconcertante, ma non esilarante.
Quella è un operazione politica, perchè c'era già il Fatto, piaccia o non piaccia, ma la struttura grafica è quasi identica e ci sono anche i boxini morbosi, che ricordano altri giornali online.
Certo m'immagino la solita battuta "è fattela na risata", io me ne faccio tantissime, ma cerco anche di affrontare le cose, senza per questo cercare di essere visibile a tutti i costi, perchè bisogno sempre ricordare, soprattutti ad alcuni colleghi, che la sovraesposizione stanca e che dopo diventi tu l'oggetto degli hashtag.
Quindi che si fa. Magari si riflette un attimo, giusto un attimo, perchè fra un pò scappa un hashtag e un premio.

Ma che mandi i Rom a scuola!

Ma che mandi i Rom a scuola!

Gad Lerner ci fa sapere dal suo blog che a Brescia i bambini rom rischiano l'esclusione dalle scuole materne. Lo scuolabus che raccoglieva i bambini dai campi è stato sospeso. Il comune, governato da una maggioranza di Lega Nord e Pdl, ha preteso il pagamente del servizio attivo dal 1993 ad oggi, senza averne mai fatto richiesta. Così la comunità Rom si è trovata un conto di 75.000 € da pagare da un giorno all'altro. Beh, potrebbero andare a piedi. Sono solo 2 km e mezzo da percorrere in mezzo a tangenziali e svincoli autostradali. Le mamme dei piccoli non se la sono sentita di lasciare i figli.

«Vadano a piedi come fanno molti altri bambini della loro età» ha dichiarato il vicesindaco leghista Fabio Rolfi a chi chiedeva spiegazioni sull’accaduto. Immemore della distanza tra i campi nomadi e le scuole, e sprezzante del pericolo che i bambini corrono ogni giorno sul ciglio di una strada a scorrimento veloce e senza marciapiede. Non dovesse bastare questa decisione a negare l’accesso scolastico agli alunni rom e sinti di asili, elementari e medie, ci si è messa anche quella dell’assessore pidiellino alla Cultura Andrea Arcai, che ha intimato alle maestre delle materne di non far entrare in aula i figli delle famiglie in arretrato con il pagamento del servizio mensa.

http://www.gadlerner.it/2012/09/20/a-brescia-negata-la-scuola-ai-bambini-rom.html

Sindacati, comitati e associazioni genitoriali hanno sollevato molte proteste. Io non capisco il motivo. Lo sappiamo tutti che i rom sono sporchi, rubano, bestemmiano, solo violenti, armati, criminali, finanziano Al Qaeda, dediti a stupri, alcol, droga e a tutte le nefandezze possibili dalle quali qualsiasi mente padana starebbe ben lontana. Piuttosto che vadano a imparare un mestiere invece di perdere tempo, che vadano a scuola!
Ops! Non ci avevo pensato.
Credo neanche la giunta di Brescia.
E' triste vedere come un partito divorato da se stesso e dai propri comportamenti cerca di riciclarsi spostando il focus sugli altri.
Vecchia strategia. Purtroppo funziona.