OZARK: Una strana deviazione Noir che conquista

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Benvenuti ad OZARK!

“Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo.” Questo è l’incipit con cui nel 1877 Lev Tolstoj cominciò quel romanzo di capolavoro che è Anna Karenina. Chissà se il grande scrittore russo era consapevole di quanto questo sarebbe diventato uno degli incipit più citati da tutti ed in tutti i campi. Io che non sono da meno lo uso perché Percorsi Seriali questa settimana vi racconta di Ozark, un family drama crime e noir. Lo so che sembra un “chi più ne ha più ne metta”, ma la complessità del mondo aumenta sempre di più, come il concetto di entropia, e oltre alla grande letteratura anche la serialità televisiva se ne accorta (e da parecchio).

TOLSTOJ LA SAPEVA LUNGA

Questa serie è giunta va in onda su Netflix ed è arrivata alla terza stagione quindi se volete fare un po’ di binge watching, quella meravigliosa pratica malsana di piazzarsi di fronte ad uno schermo e guardare puntata dopo puntata, potete farlo. Pratica che non nasce in periodi di pandemia, ma molto lontano nel tempo. Va detto che il coronavirus sta bloccando il lavoro degli studios e non solo, infatti le ultime due puntate della terza stagione sono disponibili solo sottotitolate perché il lavoro di doppiaggio è in questo momento fermo vista la situazione.

IL SENSO DELLE DONNE PER IL NOIR

Di cosa parliamo quando parliamo di Ozark? Parafrasando il grande Raymond Carver questa è la storia della famiglia Byrde, apparentemente ordinaria, che cerca di condurre una vita normale come tante famiglie nel mondo e nella storia (Tolstoj aveva l’occhio lungo!). L’unica eccezione a tale normalità è il lavoro del capofamiglia Marty (Jason Bateman di Arrested Development e del recente The Outsider), che si occupa di consulenze finanziarie a Chicago, ma solo come copertura, perché in realtà Marty ha una seconda attività come riciclatore di denaro sporco per uno dei più grandi cartelli della droga messicani. Tutto sembra procedere alla grande nella doppia vita di Marty, che riesce egregiamente a barcamenarsi tra i due lavori, con meticolosa precisione e attenzione, e con la connivenza di tutta la sua famiglia, che ne è a conoscenza, quasi estraniandosi dal mondo criminale all’interno del quale è inserito.

Laura Linney

Ovviamente arrivano le complicazioni, altrimenti non ci sarebbe la storia, e Marty si trova alle strette con i propri temibili capi perché un pericoloso cliente ha scoperto delle grandi perdite. Così decide di trasferirsi con la moglie Wendy (Laura Linney, Love Actually, The Big C) e i figli Charlotte (Sofia Hublitz) e Jonah (Skylar Gaertner), da Chicago a Ozark, una piccola e tranquilla cittadina nel Missouri, dove Marty ha assicurato al Boss Del Rio (Esai Morales) che nella nuova città sarà più facile riciclare importanti quantità di denaro in pochissimo tempo, allontanandosi dall’attenzione dei federali e sfruttando la gente del luogo. Ma anche dopo il trasferimento nella fredda e cupa cittadina, la vita non si rivela facile per nessuno di loro. Infatti, una volta giunto sul posto, Marty si rende conto che questo non è affatto tranquillo e popolato di persone facili da manipolare e truffare, piuttosto un luogo dove è già presente una fitta rete criminale all’interno della quale non sarà facile inserirsi e realizzare il proprio proposito.
Questo è il setup della serie che si sviluppa nelle tre stagioni e che ha dei punti di forza nello sviluppo dei personaggi e soprattutto delle donne. La terza stagione vedrà una splendida triade femminile noir dove oltre a Wendy, la signora Byrde, troviamo Ruth Langmore, una giovane biondina fredda ed indurita dalla vita e dalla maledizione di famiglia (interpretata da Julia Garner che per questo ruolo ha ottenuto un Primetime Emmy Award), e da Helen Pierce, donna che cerca di conciliare l’essere una madre apprensiva di una teenager con la professione di freddo avvocato di uno spietato cartello della droga messicano (il ruolo è meravigliosamente e freddamente interpretato dall’attrice teatrale britannica Janet McTeer). L’atmosfera di Ozark è importante perché sembra di essere immersi fra Un Tranquillo Weekend di Paura, il mitico film del 1972 di John Boorman con Burt Lancaster e Jon Voight, e Casinò di Martin Scorsese.

Janet McTeer

Ozark è una cittadina in Missouri, qualcosa di simile ai luoghi dove l’ideatore Bill Dubuque ha vissuto e lavorato negli Anni ’80, durante il periodo degli studi. Tuttavia, per contenere i costi di produzione, le riprese hanno avuto luogo per lo più nell’area di Atlanta, in Georgia. La serie sta ottenendo grande successo, tanto che sul lago è stato aperto un bar chiamato Marty Byrde’s, in suo onore. Due parole vanno dette sul protagonista, Jason Bateman che è tra i produttori esecutivi e registi della serie. Ha iniziato da bambino a recitare perché figlio di uno sceneggiatore, lo avrete visto in serie storiche come La Casa nella Prateria ed Il mio amico Ricky. Da adolescente non ha smesso e ha partecipato a parecchi teen movie anche di basso livello. Non ha smesso e si è rilanciato con Arrested Devolopment in ruolo che gli è valso un Golden Globe. Ha studiato per diventare regista e si è messo a fare il produttore per il cinema indipendente. Se Ozark è un successo è anche merito suo che ha creduto da subito nelle potenzialità di questo progetto perché credeva nella storia. Quanti figli d’arte hanno avuto la stessa tenacia? Non credo molti.

UNA NATURA CHE OPPRIME E SCONVOLGE

Parlando di Ozark quello che colpisce oltre alla trama sono la polifonia dei tanti personaggi e l’ambientazione opprimente della natura, che non è solo set ma protagonista. Una serie che mi ricordo questo tipo di combinazione, anche se con trama differente, è Dark. In una cittadina tedesca si intrecciano le storie di quattro diverse famiglie e la serie ruota attorno ad un terribile avvenimento, l’inspiegabile scomparsa di due bambini che nonostante le forsennate ricerche e le investigazioni più accurate sembrano scomparsi nel nulla. Da questo momento iniziano a venire alla luce le verità nascoste ed i rapporti tra gli abitanti della città dove tutti si conoscono ma celano doppie vite e segreti misteriosi. Altre due serie più famose mi ricordano il mood di Ozark, una è Taboo con Tom Hardy, imperdibile, l’altra è Fargo, tratta dal cult movie dei fratelli Cohen. Storie molto diverse che vi terranno incollati allo schermo. Finché alla fine potrete uscire di casa.

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