The Night Manager: una gran bella storia di spie

Da stasera su Sky Atlantic HD si potrà vedere The Night Manager, ultima miniserie tv tratta da un bestseller di John Le Carrè. Siamo riusciti a vedere l’anteprima dell’episodio numero uno solo con poche ore di anticipo rispetto alla messa in onda e siamo stati favorevolmente colpiti. La produzione è BBC, realizzata dalla Ink Factory, società dei figli di Le Carrè che sono stati molto attenti all’adattamento contemporaneo visto che il libro omonimo è del 1993. Grandissimo trio di attori: Tom Hiddleston, il Loki fratello malvagio di Thor nei film della Marvel, Hugh Laurie, il Dr. House che qui interpreta un gran villain e Olivia Colman, il sergente Ellie Miller di Broadchurch. Se non bastasse alla regia c’è Susanne Bier, danese e vincitrice dell’Oscar nel 2011 per In un mondo migliore.

L’adattamento parte dall’Egitto, oggi tornato alla ribalta da noi per l’omicidio di Giulio Regeni, ma qui siamo durante la primavera araba del 2011, proprio nel momento degli scontri di piazza Tahrir per le dimissioni di Mubarack. Protagonista è Johathan Pine, portiere di notte di un hotel di lusso della capitale egiziana. Una notte un’ospite, la bella Sophie, amante di un noto faccendiere della città, chiede un favore: fotocopiare e custodire in cassaforte una lunga lista di armi che stanno per essere vendute agli egiziani da parte di Richard Roper. Il personaggio di High Laurie però ha una reputazione da filantropo internazionale che aiuta i profughi – anche questa è un eco dell’oggi – ma in realtà parliamo di un importante commerciante d’armi, invischiato in molti affari sporchi sul piano globale, come la droga e il traffico di essere umani.
Pine e Sophie iniziano una storia d’amore, ma poi lei viene uccisa e forse anche a causa del night manager, che aveva dato la lista delle armi ad un suo amico collegato ai servizi inglesi. La lista è arrivata a Londra dove le informazioni hanno occhi e orecchie indiscreti. O ben pagati.
Cambio di scena. Ora siamo in Svizzera, alle pendici del Cervino, in una splendida località scistica e Pine ora è il night manager di un piccolo albergo di lusso. Durante una notte arriva proprio Roper, il momento del male che ritorna. E’ il momento in cui l’eroe viene richiamato dalla storia per compiere la sua vendetta o per adempiere il suo destino, questo si intravede chiaramente. C’è un incontro fra lui e la Colman, dove lui consegna delle sim, recuperate dalla spazzatura da Roper, e dichiara che non vuole essere coinvolto, momento di resistenza alla chiamata. Pine è un ex soldato, in Iraq ha visto cose orribili e quindi si farà coinvolgere. Vendetta e giustizia. La chiamata del fato o degli dei è rispettata, come la definirebbe un grande teorico della sceneggiatura come Rudiger Vogler , autore di un classico studio sulla sceneggiatura che è Il viaggio dell’eroe.
La regia è ottima e sostiene uno script lucido e avvincente, scritto da David Farr, che per la tv aveva scritto sempre alcuni episodi di una serie tv di genere spy di successo come Spooks. La produzione è anglo-americana, sarà l’AMC a mandare in onda la miniserie negli Stati Uniti, che nel suo presente e nel suo passato ha titoli davvero importanti come Mad Men, Breaking Bad e The Walking Dead. Nel cast anche Tom Hollander, visto nell’ultimo Mission: Impossible, e l’australiana Elizabeth Debicky, protagonista del sequel de I guardiani della galassia. C’è da dire che Le Carrè si presta molto bene per la tv, soprattutto quando i particolari sono davvero ben curati, come in questo caso, inoltre le scene fra Hiddleton e Laurie, soprattutto nell’albergo svizzero in questa prima puntata, lasciano presagire dialoghi eccellenti, contrappunti dove il sottotesto cela una rivalità che si fa profonda col passare del tempo.
Non sappiamo come sarà il prosieguo, ma tutti qui a IoeOrson siamo convinti che sarà davvero una grande serie e qualcuno potrebbe arrivare all’Emmy o al Golden Globe come successe  a Maggye Gyllenhaal per The Honourable Woman.
Abbiamo trovato il trailer realizzato dall’AMC, ve lo mostriamo per far vedere anche le differenze che ci sono da una sponda all’altra dell’Atlantico su come sottolineare una narrazione.
Comunque noi non ce ne perderemo un secondo.

 

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