The honourable woman: E la BBC va in Medio Oriente

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Capita di imbattersi in delle sorprese nella tv estiva, se poi sei una persona che traffica con quelle straniere può essere frequente. Ieri sera ho visto il primo episodio di una miniserie inglese, targata BBC, che ultimamente è tornata ad essere una garanzia. The Honourable Woman è una storia sui rapporti fra Gran Bretagna e Medio Oriente, precisamente Israele e Palestina, il conflitto. E’ una spy story, ma non è Homeland, anzi sembra abbastanza lontana, è ci sono due volti conosciuti come Maggie Gyllenhaal (Hysteria, Il cavaliere oscuro, Secretary), una sorta di icona del cinema indie mondiale, e Stephen Rea (Utopia, V for Vendetta, La moglie del soldato), attore eccellente che ha il viso che sembra un letto sfatto ma con grande classe. Ecco il trailer. Se avete la pazienza di andare avanti.

Il trailer da un’idea del ritmo, sembra lento rispetto alla produzione contemporanea, ma non è così, anzi l’episodio passa per tre quarti e poi accelera sul finale con una serie di colpi di scena.
L’inizio è molto bello, siamo in un albergo israeliano, molto elegante, dove il signor Stein sta facendo colazione con i suoi due figli, c’è serenità. La sequenza è montata con la figlia Nessa (Maggie Gyllenhaal), ora adulta, che percorre un corridoio con addosso una cappa di velluto rosso, con la sua voce che parla delle bugie della vita. Intanto, nel passato, un cameriere serve la famiglia Stein ed uccide il signor Stein. Sono passati 29 anni e la Stein è una grande azienda, prima produttrice di armi ed ora di telecomunicazioni, Maggie è entrata nella Camera dei Lord del Regno Unito, la madre era inglese, ed il fratello Ezra dirige la fondazione. Stanno finanziando lo sviluppo della rete ad alta velocità fra Israele e Palestina e devono annunciare il vincitore dell’appalto, che però non si presenta, perché questo milionario palestinese è morto, suicidato dicono, ma voi che state vedendo la puntata sapete che non è così. Naturalmente i servizi segreti inglesi devono indagare, soprattutto Sir Hugh Hayden-Hoyle (Stephen Rea), dirigente dell’MI6 che sembra costretto al pensionamento anticipato. Sono molti gli elementi che portano poi ad una drammatica conclusione della prima delle otto puntate in programma, il rapimento di Kasim Stein, il nipotino di Nessa, e che aprono tante altre sottotrame, ma non voglio svelare nulla.

Siamo di fronte ad un prodotto che unisce uno stile classico che riesce a dare ansia nello spettatore, mixato ad alcune atmosfere alla Le Carrè, il che è molto interessante. Hugo Blick, sceneggiatore e regista, è specializzato in miniserie, precedentemente aveva realizzato, sempre per la BBC, The Shadow Line, con Chiwetel Ejiofor, oscar per 12 anni schiavo, e Christopher Ecclestone, il primo dei Dr. Who moderni. La tensione del plot deriva molto dal conflitto interiore dei personaggi, soprattutto sul versante femminile, dove Maggie Gyllenhaal dà grande prova, e vengono evitati alcuni cliché tipici di alcune serie made in USA. Anche la fotografia aiuta molto, segno di come un alto livello tecnico sia importante in un contesto seriale, spesso a volte dimenticato. Ho letto alcune recensioni e i pareri sono discordanti, ma del resto la cosa non mi stupisce, ci sono persone a cui sono piaciute le ultime due stagioni di Game of Thrones.

 

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