Ma una donna nuda è una puttana?

Il Fappening è successo. Si tratta del furto, o chiamateli come volete, di foto nuda di famose celebreties, soprattutto d’oltreoceano. E’ un titolo forte perché la questione non è secondaria, anzi, è non informatica, digitale, o legata ai server. Certamente Apple fa bene ad aprire un’inchiesta sulla sicurezza di iCloud, credo che qualche domanda sulla sicurezza illusoria di internet e del cloud bisogna farsela. Però sono certi commenti che devono farci riflettere o addirittura incazzare, senza mezzi termini. Ieri sera girava un post su Twitter proprio su Jennifer Lawrence che recitava nel titolo: “Attrice o Pornostar?”
Siamo nel 2014, tutti connessi, tutti sempre digitanti o giù di lì eppure siamo come dei funzionari di corte medievali, sempre pronti a giudicare, a emettere sanzioni, torture e sentenze. Eppure. Colpa del dilagare della pornografia e della licenziosità dei costumi? Stronzate, ci sono state epoche molto più licenziose e disinibite, come la Babilonia di Semiramide, la decadenza dell’Impero Roma, alcuni passaggi del Rinascimento, poi nel ‘700, la belle epoque e se vai a scavare ce ne sono altre. Anzi noi oggi viviamo una fase di restaurazione del moralismo, per me molto preoccupante.

Jennifer Lawrence è un’attice americana, famosa, ha all’attivo due premi oscar, uno per Il Gelido Inverno nel 2010, poi sue anni dopo per Il lato positivo. Oltre questo tanti film di successo, fra cui X-Men e i due capitoli della serie Hunger Games.
Se una donna, ma anche un uomo, e se potesse anche un animale, decide di fotografarsi, o di farsi fotografare, nuda, è solamente una sua scelta, anche se stesse facendo sesso, attività che accomuna tutti gli esseri viventi del pianeta – per il resto dell’universo non sappiamo ancora. Certo che se poi questo materiale diventa pubblico, non significa che la carriera, l’attività di una persona debba essere annullata. Una pornostar è una persona che fa sesso per denaro, anche quella una libera scelta – non sempre – però se lo si dice ad un’attrice lo cosa è pesante e senza giustificazioni. Non dico questo perché la Lawrence è anche una bella ragazza, ma perché le scelte legate alla sfera del proprio corpo e della sessualità sono del tutto personali, compresa la loro pubblicità. Fosse stata una commessa di Linkoping in Svezia, o un pastore di Punta Arenas in Cile la sostanza non cambia e non deve cambiare. Ma cambia, nella sua dimensione e nella sua popolarità.
Ho sentito donne discuterne fra loro in metropolitana e lanciarsi in appellativi pesantissimi, in confronto puttana sembra uscito dall’asilo. Invidia del successo? Forse, ma soprattutto il bieco moralismo di un mondo drogato del gossip altrui che in casa sua guarda poco, nel suo privato non indaga e non si mette mai in discussione. Pensavamo che la rete potesse essere un’utopia, il superamento di una dimensione umana spesso meschina, ma ci stiamo rendendo conto che è piena di persona, cioè noi, pronti a puntare il dito, a denunciare senza mai tentare di capire. Si parla tanto di privacy senza capire che cosa sia veramente.

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