L’Altra Grace: Netflix vince ancora con la Atwood

La notte del 17 settembre di quest’anno è stata importante per il mondo delle serie tv, infatti è stata quella in cui sono stati consegnati gli Emmy Awards, i premi più importanti per il mondo della televisione, specialmente per la serialità. C’è un motivo per cui ricordo questo evento: il premio fu meritatamente vinto da The Handmaid’s Tale (Il racconto dell’ancella) a mio avviso davvero notevole, prodotto da Amazon, interpretata dalla bravissima Elizabeth Moss, che è stata una delle protagoniste di un’altra serie molto bella e pluripremiata come Mad Men – se le avete perse recuperatele. Però il motivo di questo preambolo è che il romanzo da cui è tratta la miniserie è stato scritto della canadese Margareth Atwood. Fra una decina di giorni questa signora della letteratura compirà 78 anni e finalmente comincia ad avere il meritato riconoscimento in tutto il mondo. Netflix ha da poco rilasciato una nuova serie tv, precisamente una miniserie, tratta da un suo romanzo di ambientazione storica: Alias Grace (L’altra Grace).

La Atwood ha lavorato molto sui generi, una delle poche donne che può essere considerata un’autrice di fantascienza, ma ha trafficato anche nel mondo della distopia, nella detective story e nel giallo. Per distopia (o antiutopia, pseudo-utopia, utopia negativa o cacotopia) s’intende la descrizione di una immaginaria società o comunità altamente indesiderabile o spaventosa, come il già citato Il racconto dell’ancella.

La storia de L’altra Grace si svolge nel diciannovesimo secolo in Canada e racconta di Grace Marks, incarcerata per duplice omicidio, a cui fu accordato il regime della semilibertà per servire come domestica nella casa del direttore della prigione. Si formò un comitato di gentiluomini e gentildonne convinti della sua innocenza, che ingaggiarono un alienista – all’epoca il termine indicava uno psicoterapeuta – di fama, il dottor Jordan. C’era un grosso ostacolo per dimostrare l’innocenza della donna: lei non ricordava nulla. Già da qui si comprende come fosse davvero complicato riuscire a ricostruire gli eventi che portarono alla condanna di Grace, che fu addirittura sottoposta a sedute di ipnosi per riuscire a scavare nei reconditi della sua mente e della sua coscienza. Così Jordan inizio questo viaggio aiutata sì da Grace, ma anche dal pastore metodista, interpretato dal grande regista David Cronenberg (Videodrome, La promessa dell’assassino e molti altri), all’interno delle sue memorie. Difficile è dir poco, anche perché non c’è mai una certezza nelle parole di Grace, che è anche di una bellezza particolare, quasi un angelo caduto con i suoi colori chiari e i suoi modi freddi ma sempre gentili.
Le vicende spesso cambiano direzione, lasciandoci proprio come fossimo su una barca in balia del suo mare di ricordi, senza avere un timone o un ancora. C’è anche una forte attrazione fra Grace e il dottor Jordan, che non sembra insensibile, ma è un professionista serio, talmente serio che alla fine non porterà a termine il suo incarico, ma, nonostante questo, alcuni anni dopo, a Grace sarà concessa la grazia. Il medico, essendo degli Stati Uniti, deciderà di partire per la guerra di secessione, tornando malato. Grace, invece, sposerà un uomo, che aveva conosciuto durante il servizio alla fattoria dove si diceva avesse ucciso il proprietario e la sua amante – governante.
Terminata la visione si resta fortemente affascinati e pieni di domande riguardo Grace e non solo, ci si chiede anche quali personaggi esistano davvero o e quali siano frutto della sua immaginazione. L’Altra Grace, questo il titolo italiano, presenta delle differenze rispetto al libro della Atwood, la scrittrice sottolinea come la storia sia frutto di vicende reali, però i toni e le atmosfere sono stati raccontati in maniera eccellente, tanto da lasciare gli spettatori spiazzati e con la domanda più annosa: qual è la verità? Ancora una volta la scrittrice femminista Margareth Atwood ci lascia interdetti in maniera piacevole, come fossimo non al buio, ma in mezzo ad una tempesta di luci. Però qual è quella giusta?

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