Addio Downton

Downton Abbey chiude. Il period drama inglese prodotto da Itv è finito, manca solo lo special natalizio, ma sarà l’ultimo atto di una delle serie più famose ed amate nel mondo, che vantava gruppi d’ascolto e fan ovunque, persino in una base in Antartide. Il produttore Gareth Neame volevo solo adattare il romanzo di Julian Fellowes, dall’emblematico titolo Snob, con una miniserie, ma non è andata così. Downton è a mio avviso una dei migliori period drama mai realizzati.A seguito di discussioni si è deciso di costruire una serie tv ambientata in epoca edoardiana e ambientata nel castello qui nella foto in basso, proprio Downton Abbey, nome fittizio, ma che comunque si trova nello Yorkshire.

https://i1.wp.com/simonecorami.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Highclere_Castle_H_1580597a.jpg?resize=394%2C302La serie vanta una miriade fra nomination e premi, compresi quelli per la sigla, giudicata fra le più belle degli ultimi dieci anni, e la WGA (Writers Guild of America) l’ha inserita nelle 50 migliori serie scritte di ogni tempo. Si raccontano le vicende della famiglia Crawley, del conte di Grantham e della sua servitù. I personaggi che si sono succeduti sono stati molti e dopo la terza stagione, nel 2011, la serie è entrata nel Guinnes dei primati per l’unanimità dei giudizi della critica, mai successo a nessun altro show televisivo. E’ superfluo dire che per tutti era eccellente. Se non vi piace è una questione di gusti, o forse siete stati troppo alla playstation, ma in Downton c’è il gusto e l’ambizione della narrazione nel suo registro più ampio.

I personaggi hanno raccontato il passaggio di un mondo attraverso la prima guerra mondiale, l’inizio della democrazia e la fine dell’aristocrazia nel Regno Unito, ci sono amori, matrimoni, morti, non poche, e molto altro. Guardandola in originale si sentiva la netta differenza di un inglese pulito, corretto e soprattutto ben recitato, rispetto alle serie d’oltreoceano, e le differenze di lingua fra le varie classi sociali. Hugh Boneville, il conte di Grantham, guidava il cast, accanto alla moglie Cora interpretata Elisabeth McGovern (proprio quella di C’era una volta in America) e a sua madre Maggie Smith, una vera leggenda dello spettacolo britannico.

La coppia aveva tre figlie, da sinistra, Edith (Laura Carmicheal) la più sfortunata delle tre, poi Mary (Michelle Dockery) la reale protagonista, a cui per un periodo fu dedicato un account twitter per le sopracciglia, e Sybil (Jessica Brown Findlay) che morirà durante la terza stagione, dopo aver sposato l’autista irlandese, all’epoca simpatizzante dell’IRA. Tante le storie che sono successe alla famiglia Crawley, tipiche di un certo gusto del romanzo d’appendice inglese, meno che alla soap opera, e molte le star, compresi grandi attori come Paul Giamatti, Shirley Maclaine e George Clooney, anche se la sua apparizione non fa parte della serie regolare.
Per ogni natale infatti l’Itv produce uno speciale raccolta fondi, chiamata TEXT SANTA. Lo special di 10 minuti vede Lord Crawley perdere tutto e maledirsi, per poi sperare di non essere mai nato. Un angelo lo accontenta e così si ritrova sostituito da un fascinoso Marchese di Hollywood. Basta seguire il link per trovarlo 🙂 Nel cast anche Gordon Ramsay (almeno stando ai credits) e  Jeremy Piven.

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