Dopo il Feyenoord arriva Salvini. Abbiamo già dato #28F

28f

Queste è una delle immagini usate nella campagna del #28F, una manifestazione che si oppone al corteo del segretario della Lega Nord Salvini, insieme a CasaPound e ad altri esponenti neofascisti e di estrema destra – le cose vanno chiamate col loro nome. #MaiconSalvini è un cartello di gruppi spontanei che si oppone alla calata del segretario lombardo nella capitale specialmente dopo la devastazione che i tifosi del Feyenoord hanno causato proprio a Roma. Da cittadino romano io Salvini non lo voglio, rispetto il suo diritto a manifestare, ma chiedo che la questura e il prefetto, proprio quelli che dovevano impedire incidenti ieri, verifichino se ci sono motivi di ordini pubblico per evitare la manifestazione. Tanto sappiamo come finirà.
Finirà come sono finite tutte le manifestazioni di gruppi e organizzazioni per il diritto alla casa, immigrati, sinistra e estrema sinistra: grandi dispiegamento di forze che aspettano solo un motivo. Una scintilla, una giustificazione, un pretesto e si scateneranno, un mulinare di manganelli, lanci di lacrimogeni, un fiorire di tenute antisommossa e tutto il resto. Tra l’altro perché il corteo del #28F non è stato ancora autorizzato, mentre il segretario leghista non ha problemi?
Forse le autorità capitoline non ricordano cosa è successo a Bologna, prima quando una delegazione leghista entrò in un campo roma e poi il famoso episodio delle sassate alla macchina. Eravamo in campagna elettorale per il sindaco di Bologna.

Sappiamo cosa succederà. La polizia farà il suo lavoro, quello che non ha fatto ieri, perché altrimenti si faceva brutta figura all’estero, mentre darà una bella sistemata ai facinorosi di sinistra. Naturalmente accompagnata da media, alcuni conniventi e strombazzanti, altri con una splendida presa di posizione del silenzio. E diranno: <<Non potevamo permettere il ripetersi dello scempio dei tifosi del Feyenoord>>. Infatti.
E se dicessimo a Salvini di fare la manifestazione a Rotterdam? Magari lo accolgono bene. Forse meglio che da noi nella capitale. Perché qui, in questo città da basso impero, saccheggiata e ridotta male, dove riusciamo a sopravvivere cercando di restare uniti, siamo in parecchi a gridare uniti #MaiconSalvini.

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