Dirk Gently: oltre il towel day

I protagonisti di Dirk Gently

Siamo in ritardo? Un po’ si, perché Dirk Gently, la serie è su Netflix almeno da un mese, credo. Avevo iniziata a vederla, poi ho lasciato stare. Non era mia intenzione, però impegni e altro mi hanno distratto, deviato e portato lontano. Succede. Errore. Alla fine il risultato c’è e con tutte le sue imperfezioni, si lascia guardare. Otto episodi realizzati da Netflix e BBC America, due produttori che si stanno muovendo davvero molto bene e che non vogliono smettere.
Eppure questo non è il primo Dirk Gently.

La serie è tratta dai romanzi di Douglas Adams, quello di Guida Galattica per autostoppisti, tutta la saga, che sono riuniti nel volume Dirk Gently – Agenzia di investigazione olistica. Io sono uno di quelli che il 25 maggio potete trovare in giro per strada col suo asciugamano, perché festeggio il Towel Day, così noi commemoriamo lo scrittore scomparso nel 2001. Qualcuno si chiederà se questo tale Adams sia uno scrittore così importante. Si, anche perché ha inventato un genere, o sottogenere, ma la fantascienza umoristica, è nata con lui e vive con lui. Dirk Gently è un personaggio straordinario, che in questa versione televisiva è stata anche ben reso. Interpretato da Samuel Barnett, mentre il suo aiutante è Elijah Wood, il Frodo di Peter Jackson, all’inizio non mi aveva convinto. I personaggi c’erano abbastanza ma la serie procedeva lenta. Nelle storie di Adams bisogna entrarci, perché hanno un sapore dadaista, sono una celebrazione del nonsense e bisogna anche ritrovare il mood più giusto. Ho letto delle recensioni che utilizzano l’aggettivo assurdo, che fra l’altro fu usato anche per autori come Beckett e Ionesco.
Lui svolge le sue indagini all’insegna della connessione di ogni elemento, le coincidenze non esistono, ogni cosa è collegata. Pensieri che non fanno ridere, ma le situazioni che lo raccontano si, come vedere lo spirito di un pesce martello che è nascosto dentro un gattino! Per non parlare del gruppo punk-metal Rowdy 3, che gira in un furgone e che sembra possedere incredibili poteri taumaturgici. Certo il ritmo non è altissimo all’inizio, anche se poi accelera, parecchio, e mette in mostra una bella gallery di personaggi. C’è la sorella di Todd, Amanda, interpretata da Hannah Marks, affetta da “pararibulite”, una malattia che le causa periodicamente allucinazioni terrificanti o dolorose, percepite come reali. Oppure Bart Curlish (Fiona Dourif), che è il contraltare di Dirk, visto che crede che l’universo le indichi le persone da uccide. C’è anche Farah, ex poliziotta, che poi diventerà collaboratrice di Dirk e Todd. Sono personaggi tutti fuori di testa, tutti con una loro bellezza particolare.
La BBC aveva già realizzato una sua versione delle avventure di Dirk Gently nel 2010, con Stephen Mangan, protagonista di Episodes, nei panni di Gently, e scritto da Howard Overman, di cui abbiamo parlato sia per Crazyhead che per Misfits. Solo 4 episodi, mentre stavolta abbiamo letto che ci sarà sicuramente una seconda stagione. Stavolta qualcuno ci capirà ancora meglio quando il 25 maggio andremo di nuovo in giro con l’asciugamano.

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