Dickensian: la tv inglese gioca con la letteratura

 

Io gli inglesi li invidio. Per il coraggio.
Mettersi a giocare con i loro capisaldi della letteratura, la loro, sappiamo quanto siano orgogliosi non è da tutti. Così la BBC ha realizzato Dickensian, una serie tv che non è una trasposizione di un romanzo di Charles Dickens, ma l’invenzione di un nuovo romanzo prendendo parti dalle sue opere. Siamo a Londra ed è stato uccido un uomo, un usuraio: Jacob Marley, ovvero il socio di Scrooge, proprio quello del Canto di Natale. E non si fermano qui! Siamo nel pieno cut-up.

Ad investigare su questo omicidio è l’ispettore Bucket, interpretato da Stephen Rea, che viene fuori da Casa Desolata, poi ci sono i coniugi Bumble di Oliver Twist, gli Avisham si Grandi Speranze e molti altri che vengono fuori da Tempi difficili, Grandi Speranze e gli altri romanzi di Dickens, che viene riconosciuto come il grande inventore del feuilleton – come dargli torto. Una tradizione che nasce dal bardo immortale, Shakespeare, è che poi prosegue nello sviluppo della letteratura inglese. Immagino alcuni professori di letteratura che abbiano storto il naso, invece penso che sia un bellissimo gioco, un omaggio di come un popolo, una nazione renda omaggio ad un mito delle sue lettere. Immagino anche come sia stato divertente scriverlo per gli autori e decifrarlo per gli spettatori. In Italia manca un po’ questo coraggio, credo che uno scrittore come Salgari con la montagna di romanzi realizzati si presterebbe benissimo a un incastro del genere, per esempio Yanez che va a indagare su cosa sia successo alla capitana dello Yucatan rapita dal corsaro nero. Re-immaginare i classici e incrociarli fra loro.

Diverso, ma non così tanto è The Frankenstein Chronicles, con Sean Bean, proprio lo Stark de Il trono di spade. Qui avviene un miracolo perché Sean Bean non muore. O meglio un po’ si, un po’ no – magari c’è chi lo vuole vedere e non voglio fare spoiler. Qui il libro di Mary Shelley, forse il romanzo gotico più conosciuto e amato al mondo, è stato scritto, ma in realtà ci troviamo in un thriller, spy story che riguarda il furto di cadaveri, il galvanesimo e le necessità della scienza. A parte alcune pause, solo nella prima parte, il resto della serie scorre bene fra i bassifondi di Londra, una città già cosmopolita e crudele, veramente crudele, che non lascia scampo ai deboli. Sean Bean è un ufficiale della polizia fluviale che ha l’incarico di trovare l’assassino di alcuni bambini. Corpi che sembrano ricuciti, come fossero stati assemblati. Di più non vi dico, però non siamo tanto nel soprannaturale, ma più nella scienza estrema.

Mentre noi guardiamo salme scortate nella capitale qualche gioca col proprio passato pensando a un futuro diverso della narrazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *