Cinquestelle, adesso basta

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La sbronza elettorale è passata e bisogna rimettersi subito in carreggiata. Di lavoro ce n’è tantissimo da fare, in Italia ci sono queste riforme da completare, anzi da fare e da fare presto nel modo migliore possibile. Renzi e il Pd non pensino che incassato questo successo sia vita facile, come ho già scritto il voto d’opinione è volatile e bisogna lavorare per meritarselo. C’è l’Europa, non solo per un nuovo Parlamento che si insedia, ma perché a luglio inizia il semestre di presidenza italiano, un’occasione da non sprecare. Servirà il coinvolgimento di tutti gli attori politici, M5S compresi.Usciamo dalla continua presa in gira del movimento e speriamo che al più presto possibile si rendano conto di quello che è successo. C’è un clima da resa dei, pare sia nato un fronte pro-Pizzarotti, attuale sindaco di Parma, città in cui però il Movimento è andato sotto la media nazionale e uno su due ha votato il partito democratico. Il primo cittadino parmense si è messo alla testa di un gruppo che chiede l’autocritica, mentre Grillo continua a dire, dopo aver falsamente dichiarato la sconfitta che è stata un’affermazione – peggio di Bersani quando disse che il Pd aveva non vinto. Questo non fa bene al movimento, visto che comunque ancora detiene la fiducia del 21% degli italiani e comunque porta avanti delle istanze più che legittime. Grillo trova anche il tempo di litigare con un suo parlamentare per un’intervista su L’Espresso, dandò a Currò del “miracolato della poltica”. Poi da un tweet di Salvini stamattina, che andava a Bruxelles per un pranzo con la Le Pen, sappiamo che ha avuto un proficuo colloquio con il segretario della Lega. Grillo è andato a incontrare Nigel Farage, leader dello Ukip che ha ottenuto una grande affermazione nel Regno Unito. Scopo è vedere se si possa fondare un gruppo parlamentare via dagli europopulisti – chiamiamoli così – stile Le Pen, è intavolare una forte azione per la revisione dei trattati. Sarà dura visto che Farage punta all’uscita degli inglesi dall’Unione e dovrà anche vedersela col referendum indipendentista scozzese, previsto per il 18 settembre prossimo. Poi anche la neo-formazione è pattugliata da elementi di estrema destra, ultraliberisti e ha visto la fuga di molti candidati di altre etnie visti la tendenza razzista dei suoi componenti.
Se non bastasse c’è anche all’orizzonte il concreto profilarsi di un nuovo gruppo parlamentare, Democrazia Attiva, fatto dagli ex M5S, che saranno al senato 12 su 14. Potrebbe essere la nuova sponda per altri parlamentari delusi. Si perché continua a crescere il numero di chi chiede le dimissioni del comico, che lui stesso aveva promesso, e anche un turn-over del trio duro dei grilliners,ovvero Di Battista, Di Maio e Fico. Non credo che basterebbero solamente le dimissioni di Grillo e quelle di Casaleggio, magari si dovrebbe ritrovare quello spirito di movimento vero, ascoltando davvero la base e non convocandola per delle consultazioni online, che alla fine coinvolgono trentamila persone appena, ben poche in confronto al bacino elettorale.

Si deve anche smettere con questo non accettare la sconfitta delle elezioni. Dopo le prime risate è diventato imbarazzante leggere di gente che non riesce neanche a vedere una semplice percentuale o a cercare di capire che per fare dei brogli elettorali di quelle dimensioni servirebbe un numero di complici altissimo, senza contare il ruolo dei rappresentanti di lista e degli altri controlli. Anche i toni devono cambiare, prima delle elezioni si era creato un clima pessimo che ricordava la notte dei lunghi coltelli, fra minacce e vendette, non solo non è democratico, ma non è sano per la vita di un movimento che si diceva aperto alle istanze della gente. Anche i parlamentari diventassero davvero indipendenti dalla loro diarchia e si sedessero insieme agli altri politici per le riforme.
Spero per loro, e per noi, come membri di un paese, che alla fine è una grande comunità, si ritrovino a partecipare all’attività politica in una maniera nuova e collaborativa.
Comunque, continueremo a tenerli d’occhio.

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