Zero Zero Zero: la droga corre come i virus

Zero, Zero, Zero: La droga è un virus, oppure il virus è una droga?

Ogni tempo, ogni luogo, ha un suo tempo ed una sua velocità. Lo stiamo imparando molto bene in questo periodo in cui il Covid-19, il coronavirus del momento che sta colpendo il mondo, e ci sta dando una nuova dimensione del tempo e dello spazio. Perchè il virus non conosce muri, né frontiere. C’è un’altra cosa che non conosce frontiere e muri: la droga. Nonostante i dati più recenti dimostrino che in Italia non esiste un’emergenza criminale – l’Istat registra oltre 500.000 crimini in meno negli ultimi cinque anni rispetto al quinquennio precedente – c’è invece un’emergenza che riguarda il consumo delle droghe sempre più alto. L’età del consumo, inoltre, si abbassa sempre di più. Recentemente mi è capitato di leggere un dossier che parla di bambini di otto anni che iniziano a sniffare colla per poi passare a cocaina e pasticche. Si, parliamo di bambini. Se vi chiedete dove trovano i soldi allora siete rimasti ad un’immagine molto vecchia della cocaina come droga dei ricchi, mentre oggi è un prodotto di basso livello sempre più economico, riempito di additivi chimici che la rendono ancora più pericolosa per i consumatori. Un’espansione che avviene in un regime di totale proibizionismo delle droghe. Questa introduzione è necessaria per parlare di Zero, Zero, Zero la serie tv in onda su Sky, una grande coproduzione internazionale, fra cui l’Italia ha un posto di primo piano, tratta dal libro-inchiesta di Roberto Saviano. Un prodotto narrativo fortemente ambizioso, che racconta una consistente parte dell’economia criminale del mondo, molto diverso da Gomorra, che nasceva anch’essa da un libro di Saviano, e da Suburra, che avevano  dimensioni più metropolitane e legata alla criminalità di un contesto geografico chiaramente più definito. Qui il campo da gioco è il mondo intero e gli steccati ed i confini sono saltati. Sono i soldi a parlare in ogni settore sociale, in ogni lingua, in ogni paese. Continua a leggere

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La dittatura della nostalgia

Io ho paura dei nostalgici. Io ho paura di chi fa del sentimento della nostalgia un’ideologia e un programma politico.
Si tratta di una tipica evoluzione del pensiero che avviene andando avanti con gli anni, ma ora vediamo truppe di giovani pronte e armate a favore dell’ideale della nostalgia. Il grande poeta e scrittore portoghese Fernando Pessoa scrisse: Non c’è nostalgia più dolorosa di quella delle cose che non sono mai state!

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La Serialità Espansa

Digressione

Proust era un neuroscienziato

Nel 2007 John Lehrer diede alle stampe un saggio dal titolo intrigante e provocatorio: Proust era un neuroscienziato. L’autore è un giovane saggista statunitense, nato nel 1981, laureato alla Columbia University di New York, e scrive di psicologia e neuroscienze, occupandosi specialmente dei rapporti tra la scienza e le discipline umanistiche, una branca del sapere che ha sempre interessato anche il sottoscritto. L’autore nel libro mette in relazione le neuroscienze con l’arte e la letteratura e, in una sintesi tra cultura umanistica e cultura scientifica, analizza l’opera e le intuizioni di alcuni artisti, argomentando l’idea che la scienza non è l’unica via possibile per la conoscenza. Nel capitolo su Proust, Lehrer fa riferimento a uno studio del 2002 pubblicato da Rachel Herz, una neuropsicologa della Brown University, secondo cui il gusto e l’olfatto sono in collegamento diretto con l’ippocampo, che svolge un ruolo importante nella memorizzazione, e i due sensi hanno un ruolo importante sia nella formazione dei ricordi che nella loro evocazione. Continua a leggere

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Perché #Salvini ha vinto

Premessa

Questo post non intende analizzare l’operato del politico Matteo Salvini, piuttosto si concentra sulla comunicazione, sul linguaggio e sul marketing che sono fattori incisivi ed importanti, forse anche di più sull’attività di Matteo Salvini. Proprio per questo viene lasciato il simbolo dell’hashtag. Continua a leggere

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Carnival Row: quando il fantasy descrive la realtà

Su Amazon Prime, la piattaforma di video streaming del gigante dell’e-commerce, potete vedere uno dei titoli migliori di questa nuova stagione: Carnival Row. In questo momento è disponibile solamente la versione sottotitolata, ma dal 22 Novembre sarà possibile vederla anche con doppiaggio in italiano. Lo dico perché francamente vale la pena non perdere un titolo davvero ottimo sotto molti aspetti e che fa vedere quanto gli investimenti fatti nella serialità televisiva diano risultati eccellenti quando si lavora bene. Naturalmente non tutti sono d’accordo con queste considerazioni, alcuni lo vedono acerbo, altri come un’occasione sprecata. Sono opinioni legittime e diverse, però se i prodotti non riusciti ed acerbi avessero questo livello di qualità vivremo in un paradiso narrativo, cosa non vera, comunque alla fine il giudizio più importante è quello del pubblico che ora sta premiando la serie nata da un’idea della mente fervida di Guillermo Del Toro, vero maestro del fantasy e della contaminazione dei generi con gli elementi della cultura pop e del fumetto, basta pensare ad Hellboy, a Pacific Rim o a La Forma dell’Acqua, film che gli valse la Palma d’Oro a Venezia 74. Continua a leggere

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