Hunters: Come fai a non odiare i nazisti?

HUNTERS: Questione di Storia e di Storie

Nel bel thriller Yeruldelgger, Morte nella steppa, scritto dall’autore francese d’origine armena, Ian Manook (non lo conoscevo e devo ringraziare gli amici di Twitter @Superetero e @MenorraPiccicud per averlo portato alla mia attenzione),  ad un certo punto proprio il commissario Yeruldegger parlando con la sua sottoposta l’agenda Oyun, si chiede come lì in Mongolia, ci possa essere un gruppo neonazista che inneggia a Hitler, dopo i 6 milioni di morti dell’olocausto. L’agente gli dice perchè quella non è la nostra storia, non lo conosciamo, ma quei morti non valgono meno dei 40 milioni del regime staliniano e dei cento di quello di Mao, o del milione morto nel recente genocidio del Ruanda fra Hutu e Tutsi. Quanti olocausti ci sono stati? Di quanti massacri la storia è composta? Questa breve premessa mi serve per introdurre la serie di cui voglio parlarvi questa settimana, Hunters, in onda su Amazon Prime, che ha nel suo cast un big come Al Pacino nel ruolo del co-protagonista. Continua a leggere

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La dittatura della nostalgia

Io ho paura dei nostalgici. Io ho paura di chi fa del sentimento della nostalgia un’ideologia e un programma politico.
Si tratta di una tipica evoluzione del pensiero che avviene andando avanti con gli anni, ma ora vediamo truppe di giovani pronte e armate a favore dell’ideale della nostalgia. Il grande poeta e scrittore portoghese Fernando Pessoa scrisse: Non c’è nostalgia più dolorosa di quella delle cose che non sono mai state!

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La Serialità Espansa

Digressione

Proust era un neuroscienziato

Nel 2007 John Lehrer diede alle stampe un saggio dal titolo intrigante e provocatorio: Proust era un neuroscienziato. L’autore è un giovane saggista statunitense, nato nel 1981, laureato alla Columbia University di New York, e scrive di psicologia e neuroscienze, occupandosi specialmente dei rapporti tra la scienza e le discipline umanistiche, una branca del sapere che ha sempre interessato anche il sottoscritto. L’autore nel libro mette in relazione le neuroscienze con l’arte e la letteratura e, in una sintesi tra cultura umanistica e cultura scientifica, analizza l’opera e le intuizioni di alcuni artisti, argomentando l’idea che la scienza non è l’unica via possibile per la conoscenza. Nel capitolo su Proust, Lehrer fa riferimento a uno studio del 2002 pubblicato da Rachel Herz, una neuropsicologa della Brown University, secondo cui il gusto e l’olfatto sono in collegamento diretto con l’ippocampo, che svolge un ruolo importante nella memorizzazione, e i due sensi hanno un ruolo importante sia nella formazione dei ricordi che nella loro evocazione. Continua a leggere

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Perché #Salvini ha vinto

Premessa

Questo post non intende analizzare l’operato del politico Matteo Salvini, piuttosto si concentra sulla comunicazione, sul linguaggio e sul marketing che sono fattori incisivi ed importanti, forse anche di più sull’attività di Matteo Salvini. Proprio per questo viene lasciato il simbolo dell’hashtag. Continua a leggere

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Rocco Schiavone: il giallo italiano che piace

Un impegno è un impegno. Di che grado o livello dipende dalla persona che lo prende. Con voi lettori lo avevo preso qualche settimana e per me è una questione che oscilla fra il settimo e ottavo livello. Come avrete capito oggi parliamo di Rocco Schiavone, della terza stagione, del vicequestore della polizia dall’anima e dalle radici capitoline che lavora nell’estremo nord di Aosta. Perché lo faccio? Continua a leggere

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