#BoicottaBeppeGrillo – Chi di rete ferisce di rete perisce

 

E’ scoppiato come un virus l’hashtag #boicottabeppegrillo, come un boomerang tornato indietro al capopolitico e capocomico del M5S. Siamo in questo momento nell’ordine dei 16mila tweet e da ieri nei primi dieci trending topics. Non che la cosa debba sconvolgere la nostra routine ci sono delle cose curiose. La questione è nata dall’immagine che vedete sopra, cioè quelle strisce messe sopra gli spettacoli della turné-campagna elettorale in vista dell’elezioni europee. Si trattava di una inziativa contro la detenzione carceraria realizzata dal Coordinamento dei detenuti. Grillo e i suoi hanno pensato ad un boicottaggio ad personam, come sintetizzato in questo post del suo blog:

«A Grottammare (AP), San Benedetto del Tronto (Ap), Martiniscuro (Te), Alba Adriatica (Te), Tortoreto (Te), Giulianova (Te) e altre località del centro Italia hanno appiccicato un adesivo falso sopra i manifesti del tour di Beppe Grillo “Te la do io l’Europa” in cui si dichiara che la data ad Ancona il 5 aprile è stata annullata in sostegno di una fantomatica “mobilitazione anticarceraria”. In altre cittadine hanno direttamente strappato i manifesti. Nonostante itentativi di sabotaggio lo spettacolo del 5 aprile ad Ancona al Pala Rossini si farà. Vi aspetto»

Però l’ossessione aveva fatto il danno, perché non si trattava solo di Grillo, come si vede dalla foto successiva sono molti gli spettacoli “oscurati”, da Samuele Bersani a Gianni Morandi:
Chi di rete ferisce, di rete perisce potremmo sintetizzare, visto lo scatenarsi totalmente spontaneo dei messaggi ironici verso i cinquestelle. Un’inversione di hashtag che ha sommerso la marea cinquestelle.

grilloHo realizzato un piccolo storify sulla questione, solo per vedere se ci fosse una regia, un’omogeneità in questo fenomeno. Difficile trovarla, perché siamo davanti ad una polifonia scatenata anche dal risentimenti nei confronti dei cinquestelle, nei loro comportamenti, nel loro linguaggio in rete, nella loro unificazione di stile col capocomico. Io cerco di restare neutrale di fronte al fenomeno, non di fronte a lui, che detesto e lo dico senza problemi, come il suo portavoce Messora, o ad una superiorità che alcuni di loro manifestano.
La questione però è il concetto di complotto a cui Grillo sembra credere in maniera inossidabile e che lo rende miope rispetto al resto. Bastava farsi un giro per accorgersi degli altri cartelli, invece si voleva fomentare una situazione a proprio vantaggio, invece non è andata così. Come quando diceva che oramai in Wikipedia c’era tutta la conoscenza del mondo, poi ci siamo accorti dei molti errori presenti.
D’altronde siamo nel post-presente, “bellezza”!

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