Big Little Lies: Hbo e le dive

Big Little LiesVite all’apparenze perfette dietro alle quali si nascondono insicurezze. Insoddisfazioni, infelicità e soprattutto dolore. Fisico e psicologico. L’ultima serie targata HBO, che il prossimo 15 marzo partirà anche in Italia su Sky Atlantic, prende il nome di Big Little Lies. Una miniserie di sette puntate partita, nelle scorse settimane, negli Stati Uniti e che si prepara ad essere una delle serie protagoniste dell’anno. Composta da un cast d’eccezione e diretta dal regista canadese Jean Marc Vallè che ha guidato gli acclamati film Dallas Buyers Club (oscar a  Matthew Mcconaughey e Jared Leto) e Wild (con le candidature di Reese Witherspoon e Laura Dern che ritroviamo proprio nella serie). Big Little Lies è tratto dal libro di Liane Moriarty ed è stata creata da David E. Kelly e racconta la storia di tre donne: Madeline (Reese Witherspoon), Celeste (Nicole Kidman) e Jane(Shailene Woodley).

Tre donne. Tre madri legate dal mondo della scuola frequentata dai loro figli. Proprio l’inizio dell’anno scolastico darà il via a tutta una serie di eventi che, come si capirà già dai primi minuti della prima puntata, porteranno ad un evento tragico. Un delitto. Ma non sapremo chi sarà la vittima. Così la storia parte in un alternarsi di flashback e foreshadowing dove i genitori degli alunni, interrogati dalla polizia, racconteranno le loro impressioni. E il contesto in cui è maturato il delitto. Un contesto in cui invidie, gelosie, ripicche, pettegolezzi e schermaglie tra i genitori dell’alta classe faranno da sfondo assieme all’ipocrisia e alla difficoltà ad essere reali in un mondo di “maschere”.

C’è Madeline, la mamma che vuole risolvere i problemi dell’umanità, c’è Celeste che ha rinunciato alla carriera per dedicarsi alla famiglia e al marito più giovane, poi c’è Renata (Laura Dern) la mamma in carriera e infine c’è la nuova arrivata Jane, la mamma single che nasconde qualcosa e, forse, scappa da un passato che vuole lasciarsi alle spalle. Siamo a Monterey in California. Sull’oceano. E proprio Madeline molte volte dalla veranda di casa osserva il mare. Lo guarda. Lo ammira. Si perde in esso. “Cosa cerchi nell’oceano”? chiederà sua figlia la piccola Cloe all’inizio della seconda puntata. “Nulla” risponderà. “Passi un sacco di tempo a guardare il nulla?”. E Madeline replicherà: “C’è qualcosa di sconfinato, là fuori..l’oceano è davvero straordinario, soprattutto è immenso. È pieno di vita e di mistero. Chissà cosa si nasconde sotto la sua superficie. Mostri, sogni, tesori sommersi. È una grande incognita”.  Una scena significativa e importante in cui, in parte, può racchiudersi il senso della serie:  dietro la bellezza del mare c’è, quindi, un mondo nascosto. Una similitudine per chiarire come  dietro quell’apparenza bella, reale, perfetta c’è tanto dolore. C’è l’insoddisfazione di Madaline, c’è l’infelicità di Celeste con un rapporto molto particolare con il marito Perry (Alexander Skarsgard) padre dei suoi gemelli. Un rapporto di amore malato. Quasi perverso. E che introduce il tema della violenza domestica. Poi c’è Jane che arriva a Monterey con il piccolo Ziggy. Da cosa sta scappando? Che segreto nasconde? Proprio il figlio, il piccolo Ziggy, sarà centrale nella narrazione dal momento che, il primo giorno, sarà accusato di aver aggredito la piccola Amabella, figlia di Renata (Laura Dern) una donna in carriera in competizione proprio con Madeline. E da lì partiranno tutta una serie di episodi di bullismo. Sono molti e diversi, quindi, i temi e gli argomenti toccati dalla serie. Non sappiamo ancora dove si arriverà. Perché sullo sfondo c’è il delitto da risolvere. Le prime puntate sono molto esplorative e si inizia a conoscere meglio ogni singolo personaggio cercando di approfondire le varie sfumature. Per poi delineare il contesto in cui è maturato il delitto. A tratti, la serie, porta subito a ricordare le vicende delle casalinghe di Desperate Housewives ma con Big Little Lies si compie un ulteriore passo in avanti soprattutto per approfondire e descrivere il contesto sociale in cu è maturato il delitto che, in ogni caso, è parte fondamentale della storia.

Una serie che va sicuramente vista e che, per la prima volta, riesce a racchiudere un cast ricco di interpreti e che conferma la tendenza degli ultimi anni degli attori hollywoodiani di cimentarsi anche nelle serie tv. Troviamo, infatti, i due premi oscar (Reese Witherspoon, Nicole Kidman che figurano anche tra le produttrici della serie), la due volte candidata Laura Dern, l’attrice emergente Shailene Woodley e poi ancora Zoe Kravitz, Adam Scott e Alexander Skarsgard. E se ritroviamo una Nicole Kidman (Celeste) intensa, toccante e capace di dar vita ad un personaggio molto complesso, dall’altra parte c’è una Reese Witherspoon (Madeline) in splendida forma.  Un personaggio particolare quello di Madaleine (è anche il più presente nelle puntate) con le sue regole, convinzioni e contraddizioni. Pronto ad aiutare ma anche pronta a comandare. Reese Witherspoon è bravissima nel ruolo e conferma il suo processo di maturazione artistico – professionale e personale dopo l’Oscar del 2005 che l’aveva allontanata un po’ dai progetti interessanti. Già il 2013 aveva sancito il suo ritorno con le interpretazione in Wild e The good lie. Mentre nel personaggio di Madaleine ritroviamo quel concentrato di energia e determinazione, seppur con le dovute eccezioni,  presente nei primi film che hanno lanciato Reese Witherspoon verso il successo. Ritroviamo l’energia di Elle Woods la celebre protagonista di Legally Blonde e soprattutto la forza e la voglia di arrivare di Tracy Flick del film Election del 1999 che aveva lanciato proprio Witherspoon. Altra nota positiva anche i bambini presenti nella serie che riescono ad essere davvero bravi nei loro ruoli. Nel corso delle prossime settimane vedremo come si svilupperà la narrazione: se il livello della serie salirà ancora, è molto probabile che l’ultimo prodotto HBO potrà essere protagonista nella stagione dei premi dei prossimi mesi.

Bruno Apicella

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