Berlin Station: il sapore della spy story

Anche quest’anno a Roma ci sarà il Roma Fiction Fest – chi può vada – dove saranno presentate nuove serie tv, anche straniere. Ci sarà anche una spy story della Epix che sta convincendo lo staff di Io e Orson: Berlin Station. Un paio di giorni ho letto una recensione che parlava di un cast di gran livello, ma diceva che la serie mancava di mordente. Non voglio dirvi ciò che realmente penso di un giudizio del genere, avanzo l’ipotesi che chi ha scritto non l’abbia vista. Peccato per lui.

Alcuni hanno accostato la vicenda di Thomas Shaw a quella di Edward Snowden, ma le differenze sono pesanti al di là di qualche analogia, però come strategia marketing ha funzionato. Rimaniamo sul cast perchè ci sono presenze importanti come Richard Jenkins, ottimo attore, e Richard Armitage, che ha lavorato sia in Spooks, una di quelle serie inglesi di grande successo che non so se in Italia sia mai arrivata, e alcuni episodi di Hannibal. Non si può dimenticare Rhys Ifans, icona del cinema indipendente, che ha recitato anche in Harry Potter e i doni della morte, ed è stato anche vocalist dei Super Furry Animals, band gallese di alternatice rock. Ha una faccia e un fisico che si fanno ricordare, soprattutto per l’ambiguita e l’ansia che esprime. Sul lato femminile Michelle Forbes star di True Blood, The Killing e molto altro. Il tema musicale colpisce subito, è I’m afraid of Americans di David Bowie e ci sta visto che parliamo della stazione della CIA a Berlino. Una scelta facile anche dopo la quinta stagione di Homeland andata in onda – la sesta comincerà a Gennaio. Una nuova stagione per le spy story si deve anche all’interesse verso i libri di John Le Carrè, soprattutto alla splendida miniserie tratta da The night manager, che qui abbiamo visto e recensito.
C’è una talpa nella stazione di Berlino, Thomas Shaw, che diffonde le faccende sporche della Cia, che coinvolgono agenti operativi e non, ma anche membri dei servizi tedeschi. La tensione sale. Non è il plot il punto centrale della serie, ma i personaggi, soprattutto quell’aria decadente che hanno alcuni. Siamo lontani dalla guerra fredda, c’è l’estremismo islamico, ma soprattutto le operazioni nascoste per reclutare militati cinesi. Non esiste un grande nemico comune, però c’è la confusione dei nostri giorni, anche perchè abbiamo informazioni, ma spesso sono le fake news dei social network. Un giorno chiederemo all’amico Walter Quattrociocchi se vuole spiegarci il meccanismo fra serie tv, echo chambers e soprattutto Pandoro’s Box.
Per ora buona visione, come sempre

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