#31maggio Affogando dentro un’ondata di follia arancione

Ieri in alcune città italiane hanno manifestato alcune centinaia di persone che si identificano come “gilet arancioni”. Una volta l’arancione era il colore degli Hare Krishna, movimento fondato negli anni 60 da un maestro spirituale indiano per diffondere un ideale di pace spirituale e fratellanza. Solo a guardarli questi col gilet da parcheggiatori sotto la pioggia mi sembra che in comune abbiano solo il colore!

Parliamo di una sorta di movimento di estrema destra, sovranista – oramai sembra un biglietto da visita necessario per andare sui giornali – che predica l’uscita dall’Unione Europea, il ritorno all’italica lira e sono negazionisti. Una volta questo termine indicava chi negava l’esistenza della Shoah, dello sterminio dei campi nazisti, adesso loro negano l’esistenza del Covid 19. Si tratterebbe di un’altra grande manovra del “grande capitale” per vendere il nostro paese ai poteri forti. Alla testa del movimento a Milano c’era questo signore, che lo so che sembra un imbonitore da televendita, io credevo che mi avrebbe mostrato un materasso e poi offerto una mountain bike con cambio Shimano, ma quella era roba da millennio scorso!

Generale Pappalardo

Sicuramente questo non è il generale della canzone di Francesco De Gregori. Lui è un nome nuovo della politica. Nuovo? Non direi proprio. Prendo informazioni dal profilo dal sito del Corriere:

L’uomo che ha portato in piazza i «gilet arancioni» disobbedendo a tutte le regole di distanziamento sociale, viene dalla prima Repubblica: sostiene che il coronavirus è un grande inganno che si può curare con lo yoga, vuole tornare alla lira ed è a processo per vilipendio al capo dello Stato. L’ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo, palermitano classe 1946, da anni cerca di ritagliarsi visibilità sul proscenio della politica italiana grazie a sortite di varia natura e riscontri elettorali non all’altezza dei suoi roboanti proclami: l’ultimo, un tentativo di farsi eleggere governatore dell’Umbria, con il quale ha raccolto poco più di 500 voti.

Sottosegretario con il Psdi

Ufficiale di carriera all’interno dell’Arma, Pappalardo transita dalle stellette alla grisaglia del politico nel 1992, quando viene eletto deputato nelle liste del partito socialdemocratico nel collegio di Roma. Nel crepuscolo della Prima Repubblica riesce ad arrivare a ricoprire anche la carica di sottosegretario alle finanze nel governo presieduto da Carlo Azeglio Ciampi (maggio 1993). Quello risulterà anche lo zenith della sua parabola politica anche perché è costretto alle dimissioni dopo una condanna per diffamazione ai danni del comandante generale dei carabinieri Antonio Viesti. Da lì in avanti l’ex generale passa in rapida successione per il Patto di Mariotto Segni, Alleanza Nazionale, il Movimento per le Autonomie dell’allora governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, per poi tornare al Psdi. Lesto a posizionarsi e ad assecondare ogni vento di protesta ma senza mai centrare l’obiettivo di un’elezione.

Alla testa dei forconi

A partire dal 2016 Antonio Pappalardo si mette alla testa del cosiddetto «Movimento dei forconi» (o «Movimento di liberazione dell’Italia») facendosi notare per le sue intemperanze. Pretende di andare al Quirinale a notificare a Mattarella un ordine di arresto «in nome del popolo italiano» ritenendo abusiva la sua azione di presidente (e rimedia un rinvio a giudizio per vilipendio al Capo dello Stato). Fonda poi i «gilet arancioni» variante cromatica con la quale spera di imitare i «gilet gialli» francesi. di Nei suoi incendiari discorsi in piazza o sui social si scaglia contro il «regime comunista» di cui l’Italia sarebbe preda, proclama di voler «stampare moneta», contro i partiti e a favore del «popolo italiano», si schiera con i no vax. Ultima sua battaglia è quella contro il coronavirus, o meglio quella che l’ex militare ritiene un espediente che serve solo «a tenere il popolo agli arresti domiciliari». La dimostrazione? «Un mio amico di Bergamo ha avuto i sintomi ed è guarito facendo yoga, perché l’uomo è fatto di fisico ma anche di mente».

Poi dicono che i militari sono quelli seri, uomini duri e puri che vogliono curare il Covid con lo yoga?!? E poi dite dell’omeopatia! Poi tutti sovranisti con smartphone che al 90% venivano dalla Cina! C’è anche chi ha detto che la triste e macabra sfilata dei camion militari che usciva da Bergamo era tutta una messa in scena. Non c’è mai fine al peggio.

Un’altra tonalità di Arancione

Un arancione arancino è anche Donald Trump che oramai sembra essere pieno di rabbia per i disordini e le proteste che stanno percorrendo gli USA dopo la morte di George Floyd, l’afroamericano vittima della violenza di un agente di polizia suprematista bianco. L’autopsia ha detto che Floyd non è morto per soffocamento. La famiglia ha richiesto una nuova perizia da un’autorità indipendente. Ricordo che l’agente di polizia in questione ha già un altro omicidio di un sospettato e ben 17 episodi di violenza ed infrazioni al codice di comportamento nel suo curriculum. Le proteste stanno crescendo ed anche le star afroamericane che prima appoggiavano il presidente stanno ritirando il loro appoggio, anche dopo l’ultima uscita. Il presidente ha dichiarato infatti che se i manifestanti fuori la Casa Bianca avessero sfondato i cancelli si sarebbero trovati addosso i cani più feroci ad azzannarli. Queste sono parole di un monarca arrabbiato a cui sta sfuggendo la corona. Ci si dimentica sempre che “mandato popolare” non significa una cambiale in bianco, che bisogna sempre rendere conto a chi ti ha eletto. Almeno questo in democrazia.

Dalle stelle alla Casa Bianca

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Visto che le cose a terra non vanno bene allora bisogna rivolgere gli occhi al cielo e sperare, non nell’intervento divino, ma in quello di Elon Musk, il “visionario” imprenditore che con il volo della Space X ha iniziato le operazioni per un prossimo e futuro turismo spaziale. Francamente la narrazione fatta su di lui, anche prima sui suoi veicoli non mi emoziona affatto. La scienza e la fantascienza, di cui sono sempre stato appassionato mi hanno insegnato ad avere il gusto per il dubbio e a coltivare il retroscena. Elon Musk non è altro che una versione aggiornata di Donald Trump, già miliardario prodigio, non per niente è stato indicato come il “figlioccio” di Donald proprio dal grande ideologo

della destra sovranista mondiale: Steve Bannon, nella foto qui con Giorgia Meloni. A me sembra molto più verosimile che Musk prima di arriva su Marte voglia fermarsi a pennsylvania avenue, la via di Washington dove si trova la Casa Bianca. C’è quel detto popolare che dice “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”.

Le vacanze arancioni e la guerra del turismo

Il sovranismo sembra un virus che contagia tutti. Persino Giggino Di Maio, era un po’ che non si faceva sentire sembra aver ceduto ed aver riesumato il vecchio fascistissimo “Spezzeremo le reni alla Grecia!”

Non scordiamo che proprio Steve Bannon aveva avuto prima parole di elogia per il M5S per poi dire che avevano ceduto alle lusinghe e ai soldi dei comunisti cinesi. Sono strani questi sovranisti, parlano che “uno deve essere padrone in casa propria” e poi parlano sempre delle case degli altri. Tra l’altro fino a pochi giorni fa si diceva che eravamo oramai nel baratro ed ora il problema sono le vacanze. Si predicava di rianimare il turismo interno ed ora si guarda alle spiagge di tutto il mondo. Si sa che a molti piace fare i sovranisti dalle spiagge internazionali, soprattutto quello dove ci sono razze meridionali da colonizzare ed aiutare come direbbe Feltri.
Io se fossi il governo italiano che sta aprendo tutto fra le regioni aprirei tutto verso gli altri paesi per promuovere il turismo nostrano.
A riaperto la Torre di Pisa e tutta la bellissima Piazza dei Miracoli. Hanno riaperto oltre 20 destinazioni archeologiche in sicilia, dalla Valle dei Templi al Percorso Arabo-Normanno. C’è stato un vero boom di prenotazioni! A Pompei è stato aperto un nuovo itinerario più grandi di quello visitabile prima del Covid.
Queste notizie però sono sempre messe in mezzo al panino di certi organi di informazione. Perché? Non interessano si dice, vuoi mettere la presa di una navicella spaziale in alto nello spazio, che magari è solo una stella o una cometa che passa!

Vivere e ConVivere

Lo scrittore ungherese Sandor Marai scrisse: È il peggior dolore che si possa provare nella vita, amare qualcuno e non riuscire a viverci insieme.
Finchè Elon Musk non aprirà il turismo spaziale su Marte – attenzione che non basterà il bonus vacanze del governo – noi dovremmo convivere su questo pianeta che non è affatto nostro. Questo senso di proprietà che noi diamo alle cose è talmente inutile. Noi siamo solo dei custodi e ci comportiamo nel peggior modo possibile: distruggiamo le cose. Non lo facciamo con le cose di cui crediamo di avere possesso però con il nostro habitat ci permettiamo di devastarlo. Dobbiamo sfuggire alle retoriche del possesso, comprese quelle che “L’Italia è il paese più bello del mondo!” e allora significa che trattarlo male è il modo migliore di amarlo!?!
Se gli altri chiudono le frontiere, notizia che è stata data malissimo, noi apriamole, attiriamo i visitatori degli altri paesi in modo che possa riprendere anche la nostra economia. Non capisco che cosa ci sia di mostruoso in questo. La cosa che mi fa veramente schifo di questo sovranismo è che invece di pensare di migliorare il posto dove si vive si pensa di peggiorare tutti gli altri posti così da vincere la gara! E poi cosa si ottiene? Solo macerie.
Vogliamo essere il “paese più bello del mondo”? Ok. Cominciamo a comportarci come tale in ogni campo, compresa la convivenza civile e sociale. Troppo difficile? Preferiamo guardare l’ennesimo miliardario a forma di puntino che sta tentando di andare alla casa bianca e ritirare i soldi senza passare dal Via come a Monopoli? Io no. A me piacerebbe guardare un bellissimo cielo stellato in un paese in cui sono contento di vivere e dove anche gli altri lo sono.

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