#2giugno Il cielo dell’ape regina #Trump e quello blu di Rino Gaetano

Donald Trump fa un discorso dal giardino delle rose della Casa Bianca tentando un cambio di linguaggio. Parla della necessità di ristabilire la legge e l’ordine, proprio “Law&Order” è l’espressione usata come una celebre serie tv amata in USA ed anche in Italia. Non è un caso e non è una coincidenza. Non lo è mai nella comunicazione dei leader, almeno non lo dovrebbe essere. Come non lo è il cambio di colore dei capelli, che tende più al bianco che al solito arancione. Si passa dai cani feroci alla “bellezza della legge” e si dice che chi ha ucciso giustizia sarà fatta, sia per l’omicidio di Floyd sia per gli estremisti di sinistra, fra cui gli antifascisti, che stanno creando sommosse e disordini nel paese.
Poteva finire qui. Poteva accontentarsi. Poteva rientrare in una comunicazione di stampo normalizzatore con cui si poteva essere più o meno d’accordo.
Invece no.

Arriva il coup de theatre. Il tentativo frutto dell’ideologia sovranista.
Donald Trump esce dalla Casa Bianca e attraversa la strada.
Intorno a se uno schieramento di agenti in borghese armati e pronti come fossero fuchi in un’alveare che gridano “Proteggete la regina!”
Dall’altra parte della strada si ferma di fronte alla chiesa episcopale e tira fuori una bibbia. Non prega. La alza a favore di telecamere e fotocamere che immediatamente inondano tutti i canali del paese e del mondo. Dice ancora qualche frase sull’importanza della legge del Signore.
Il vescovo episcopale, ministro di culto di quella chiesa, poco si dissocerà da quel gesto.
Il fratello di George Floyd ha riportato gli esiti della autopsia effettuata dai periti indipendenti che hanno stabilito la morte di suo fratello per asfissia. Ha ringraziato chiunque nel mondo stia sostenendo la ricerca della verità e della giustizia nel mondo, però ha chiesto di interrompere le manifestazioni per concentrarsi sull’appuntamento elettorale di novembre: le elezioni presidenziali americane.
Ogni volta che vedo un politico ostentare nella sua comunicazione simboli e discorsi religiosi ho la sensazione che sia arrivato all’ultimo ostacolo, all’estrema ratio della comunicazione. L’ostentazione dell’elemento religioso ci riporta alle crociate e al califfato, quando si invocava di uccidere gli infedeli in nome del proprio Dio.
Oggi noi in Italia festeggiamo la nostra repubblica, l’idea che possiamo vivere in un paese in cui tutte le diversità sono rispettate e tutelate nel nome di valori comuni senza distinzioni.

39 anni fa se ne andava, purtroppo, ma un cantautore straordinario, calabrese, che ha davvero abbattuto tanti steccati usando l’arma del linguaggio: Rino Gaetano.
A rileggere Il cielo è sempre più blu si possono capire molte cose. Quali? Ognuno le cerchi, ognuno si confronti con se stesso e con i suoi valori, ricordando che il cielo è sempre più blu per tutti.
E’ una scelta, una di quelle che facciamo tutti i giorni, tutti i minuti di tutte le nostre vite. I nostri valori li portiamo con noi. Agiamo di conseguenza di quelli, non c’è bisogno di farli vedere.

D’altronde:
E sono ormai convinto da molte lune
Dell’inutilità irreversibile del tempo
Mi svegli alle nove e sei decisamente tu
Non si ha il tempo di vedere la mamma e si è gia nati
E i minuti rincorrersi senza convivenza
Mi svegli e sei decisamente tu

Buongiorno e scusate il disturbo (ma seguite un consiglio, cantatela che vi farà bene. Poi è anche la versione completa, quella più lunga.)

 

Chi vive in baracca, chi suda il salario
Chi ama l’amore e i sogni di gloria
Chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria
Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio
Chi vuole l’aumento, chi gioca a Sanremo
Chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno
Chi ama la zia, chi va a Porta Pia
Chi trova scontato, chi come ha trovato
Na na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu
Ma il cielo è sempre più blu
Chi sogna i milioni, chi gioca d’azzardo
Chi gioca coi fili chi ha fatto l’indiano
Chi fa il contadino, chi spazza i cortili
Chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia
Na na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu
Il cielo è sempre più blu
Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca
Chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori
Chi legge la mano, chi regna sovrano
Chi suda, chi lotta, chi mangia una volta
Chi gli manca la casa, chi vive da solo
Chi prende assai poco, chi gioca col fuoco
Chi vive in Calabria, chi vive d’amore
Chi ha fatto la guerra, chi prende il sessanta
Chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro
Na na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu
Il cielo è sempre più blu
(Ma il cielo è sempre più blu)
Chi è assicurato, chi è stato multato
Chi possiede ed è avuto, chi va in farmacia
Chi è morto di invidia o di gelosia
Chi ha torto o ragione, chi è Napoleone
Chi grida “al ladro!”, chi ha l’antifurto
Chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri
Chi reagisce d’istinto, chi ha perso, chi ha vinto
Chi mangia una volta, chi vuole l’aumento
Chi cambia la barca, felice e contento
Chi come ha trovato, chi tutto sommato
Chi sogna i milioni, chi gioca d’azzardo
Chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo
Chi è stato multato, chi odia i terroni
Chi canta Prévert, chi copia Baglioni
Chi fa il contadino, chi ha fatto la spia
Chi è morto d’invidia o di gelosia
Chi legge la mano, chi vende amuleti
Chi scrive poesie, chi tira le reti
Chi mangia patate, chi beve un bicchiere
Chi solo ogni tanto, chi tutte le sere
Na na na na na na na na na na
(Ma il cielo è sempre più blu)
Fonte: LyricFind

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