#29Marzo Lentezza e Seduzione

Notte a Passo Lento

lumaca

Ieri a quest’ora le luci dell’alba invadevano il terrazzino della cucina. Stavolta no. Ora legale. Almeno un’abitudine rimasta che ci riconduce alla vita del prima. E’ stata una notte insonne, non la prima, può succedere, per fortuna aveva un buon libro a farmi compagnia, la lettura è una splendida brutta abitudine che uno dovrebbe sempre avere.
Passo lento. Nel mondo che prima correva accelerato ci siamo accorti che noi siamo costretti alla lentezza. Perché allora non riscoprirla?

Aristotele disse: Si decide in fretta di essere amici, ma l’amicizia è un frutto che matura lentamente.

Qualsiasi rapporto umano può travolgerci all’inizio ma ha bisogno di tempo per consolidarsi.

Schopenauer scrisse: Tutto ciò che è squisito matura lentamente. Continua a leggere

Share and Enjoy !

#28Marzo Papa Francesco:”Su questa barca ci siamo tutti”

Noi e Papa Francesco
Una moltitudine di solitudini

papa francesco

Il momento di ieri è già storia, è già un mattone che fa parte del nostro immaginario e del nostro vissuto. Bergoglio, uomo per cui nutro una grandissima stima, al di là di quella che può essere la fede, ieri è davvero stato il simboli di ogni uomo nel mondo che sta affrontando questa pandemia.

Da romano non ho mai visto Piazza San Pietro così vuota, neanche passandoci accanto con la macchina di notte. E’ stato un momento che forse non è neanche possibile raccontare a parole per l’intensità emozionale che ha trasmesso. Il suo percorrere in solitudine quella piazza è stato come prendere in carico su di sé tutte le nostre solitudini, le nostre ansie e la nostra necessità di speranza. Continua a leggere

Share and Enjoy !

#27Marzo Fiore da Combattimento

Ricordare se stessi e ricordare la storia

labirinto

So che ultimamente è andata in onda una fiction italiana che riguarda un medico che ha perso la memoria, che ha avuto un’amnesia. Nonostante io sia uno sceneggiatore e scriva anche di serie tv quelle sono cose che evito perché è un argomento che mi tocca personalmente.

Dalla rimozione del tumore ad oggi io ho sicuramente fatto grandi passi in avanti, prima di tutto perché sono ancora vivo e le quotazioni non erano a mio favore come direbbero gli incalliti giocatori di cavalli agli ippodromi, perché cammino, parlo e faccio quasi tutto. Quasi. Un termine dove passo moltissimo.
Ho affrontato il fatto di non ricordare moltissime parti del mio passato, anni interi, persone, episodi e tanto altro. Pensare che una volta la mia memoria era ottima. Lentamente ricostruisco, cerco, scovo, come fossi una sorta di minatore in una cava o di Teseo perso nel labirinto che cerca la sua Arianna e deve stare attento al Minotauro. In realtà io in questa similitudine con l’antico mito sono il giocatore ed il campo da gioco. Continua a leggere

Share and Enjoy !

The English Game: quando il calcio era un gioco per gentiluomini e padroni

Il calcio: una passione nata per i ricchi

The English Game

In un momento difficile come questo non possiamo uscire per la pandemia, vengono meno dei rituali che scandivano le nostre vite. Alcuni erano legati al calcio. Una volta era il guardare la rassegna dei goal la domenica sera, prima che il campionato diventasse lo spezzatino che è oggi, oppure la colazione del lunedì mattina con tutti che commentavano i risultati con la colonna sonora fatta dal frusciare del quotidiano sportivo appoggiato sul frigo dei gelati, dalla macchina del caffè che faceva espressi e cappuccini e dal tintinnio dei cucchiaini. Poi come in un’orchestra c’erano assoli fatti di “era fuorigioco” oppure “l’ha sdraiato, rigore netto”, con il sottofondo di “ma che dici” che contrastavano con i vari “ladri”. Il calcio accende le passioni di uomini e donne. Osvaldo Soriano, scrittore argentino, nel suo meraviglioso “Pensare con i piedi” – che vi consiglio – scrive: “Il calcio ha le sue ragioni misteriose che la ragione non conosce”. Chi lo sapeva benissimo era un grande narratore del calcio, e del ciclismo, come Gianni Mura, purtroppo scomparso la scorsa settimana dopo una lunga malattia. A lui dedico questa puntata di Percorsi Seriali, a lui che davvero sapevo far amare qualcosa del genere anche se era lontanissimo da te. Eppure il calcio ha infiammato e infiamma popoli interi in ogni angolo del mondo. Lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano ricordava che “Ci sono alcuni paesi e villaggi del Brasile che non hanno una chiesa, ma non ne esiste neanche uno senza un campo di calcio”. Vero che in Sudamerica il calcio è amatissimo, ma non di meno in Europa, o in Asia e nel resto del mondo. Il calcio oramai ha colonizzato il mondo riuscendo in qualcosa in cui nessun’altra ideologia, condottiero o paese ha sempre fallito. Continua a leggere

Share and Enjoy !

Homeland: Carrie è ancora il volto tormentato degli USA

Homeland per l’ultima stagione

Carrie Mathison

Alex Gansa ci parla della chiusura della serie

Zygmunt Bauman, il grande filosofo teorizzatore della società liquida, ha scritto: “Come porre termine, come chiudere: è su questo e non certo su come iniziare o aprire qualcosa che chi vive la vita liquida moderna ha bisogno di istruzioni”. Raccontare una fine non è mai facile, soprattutto nella contemporaneità, nell’epoca del “to be continued”, della serialità espansa. Eppure ci si arriva. Così siamo arrivati all’ottava e sembra, irrevocabilmente, ultima stagione di una delle serie che più ha appassionati il pubblico internazionale, riscrivendo nel corso degli anni alcune delle regole del dispositivo delle spy story. Parliamo di Homeland e della sua protagonista Carrie Mathison, che si contrappone in tutto e per tutto al sicuro e sempre performante britannico James Bond, mettendo in campo la sua fragilità emotiva e la sua bipolarità psichiatrica, di cui è riuscita a fare un’arma straordinaria. Continua a leggere

Share and Enjoy !