Stranger Things 2: il business della nostalgia funziona

Inizio scialbo, ma poi si riprende bene

La nostalgia è un business. Questo è un pensiero di cui dobbiamo tenere conto soprattutto se parliamo di televisione, basta guardare la televisione d’estate, fra repliche e riprogrammazioni, per capire come le novità siano sempre più scarse – magari anche per il costo dei formati e dei contenuti nuovi. Però a volte la nostalgia è fornitrice di nuovi percorsi, soprattutto se ci si sa giocare e lavorare – è la lezione del postmoderno. Netflix, il gigante della tv online, c’era riuscito già con la prima stagione di Stranger Things, che aveva visto anche il ritorno di una delle star più amate degli anni ’90, Winona Ryder, famosa per Edward Mani di forbice, Dracula di Bram Stoker. e L’Età dell’innocenza. Adesso è uscita la seconda stagione di Stanger Things con un battage pubblicitario che ha invaso non solo i piccoli schermi, ma anche la rete. L’attesa c’era. 

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