#MagallialQuirinale: Perché no?

 

Magalli nello studio presidenziale

Già, perché? Perché Giancarlo Magalli noto volto televisivo non dovrebbe essere eletto Presidente della Repubblica Italiana? Ha superato i 60, quindi non è un problema di età. la sua attività televisiva l’ha portato a essere conosciuto in quasi tutte le famiglie italiane, il nucleo fondamentale della società, non solo italiana. Non ha mai fatto dichiarazioni violente, non si conoscono ombre nel suo passato, è sposato con una figlia. Non solo. Pensate che Giancarlo ha fatto il volontario per sette anni con la Polizia municipale di Roma, di cui è agente onorario, andando di pattuglia due notti a settimana – non credo abbia mai fatto una multa. Perché il sondaggio de Il Fatto Quotidiano, le famose Quirinarie, lo vede in testa? I troll? Non penso proprio. Almeno io.

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Philip Dick e il suo alto castello in tv

Amazon, che oramai è diventato un interessante produttore di contenuti audiovisivi, recentemente ai suoi iscritti ha fatto vedere tre puntate pilota, di cui a noi ne interessa solamente una, la più votata. Non è una questione di classifica perché il vincitore è stato The Man in the High Castle. Per chi non amasse il genere fantascientifico diciamo che è tratto da uno dei libri più famosi del genio di Philip K. Dick. Per molti è stato scioccante rendersi conto che l’operazione era già stata fatta, sebbene già da qualche anno si vociferasse di questo tentativo, di mettere in video una delle ucronie più importanti della letteratura (2010 BBC e nel 2013 SyFy). Non è facile mettere in scena un capolavoro della letteratura come questo, perché di letteratura si tratta.

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La dolce Sottomissione di Houellebcq

Mi è apparso sul kindle come una sorta di fuoco di Sant’Elmo durante una tempesta, un dono sconosciuto, anzi un dono da uno sconosciuto, che ringrazio.. Così in due giorni ho letto il nuovo romanzo di Michel HouellebecqSottomissione, edito da Bompiani. Il libro è stato oggetto di una forte polemica alla sua uscita, perché quasi contemporaneo alla strage parigina alla redazione di Charlie Hebdo. Avevo precedentemente letto altri suoi romanzi, che mi erano piaciuti, anche se lui mi è antipatico, però ha una grande dote: scrive bene. Anche qui lo dimostra riuscendo a far scorrere un libro che ha vari livelli di lettura, ma non proprio l’annunciato odio verso l’Islam. Un libro scandalo senza scandalo, però complimenti al marketing degli eventi.

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#AmericanSniper – La guerra produce morti. E fantasmi

 

Lui non è un fantasma e, per non nostra fortuna, non è neanche morto. Anzi. Clint Eastwood è vivo, mi auguro stia bene, e per ora si gode il suo mucchio di candidature agli Oscar. Meritate o no alla fine non è così importante. Quello che conta è il film. American Sniper è un film che comunque ha fatto parlare di sé già prima di arrivare in sala. Ovunque la critica è divisa – come se fosse importante –  ma il pubblico sembra apprezzare gli sforzi,  anche se alcuni hanno dimostrato una leggerezza nell’affrontarlo. Non è un film facile, ma gli epiteti di fascista e guerrafondaio, sono per me ridicoli e indicano che si è rimasti sulla superficie del film. Bisogna proprio dire che Clint si è rimesso il cappello.

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La povera piccola ghostwriter di Renzi

Sembra una cosa scritta da Andersen. Una di quelle fiabe tristi, strappalacrime e spaccacuore. Oddio poverina! Cara Andrea Marcolongo, io non ho niente contro di te, anzi, ti offro la mia solidarietà, visto che anche io, come molti altri ho vissuto una situazione di questo tipo: il lavoro non pagato. Devo ancora finire di ricevere dei soldi per un film che è passato su Raidue. Non è l’unico caso che mi riguarda, su altri c’ho fatto una croce sopra. Però questa storia e soprattutto l’attenzione che ti stanno dando finirà presto. Non è rivolta a te.

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