La saudita e la macchina. Da presa

La saudita e la macchina. Da presa

Non so quanti lo sappiamo ma in Arabia Saudita c’è un movimento femminile molto forte perché anche alle donne sia possibile prendere la patente e guidare un auto. A noi la cosa può far anche sorridere, ma per certi paesi non è così, anzi è un cambiamento non da poco.

Mi sono ricordato che l’anno scorso a Venezia fu presentato un film dal titolo La bicicletta verde (Wadijda), di Haifaa al-Mansour, la prima donna saudita a fare il mestiere di regista, per fortuna non c’è nessuna legge che lo impedisca, anche se lei vive in Inghilterra ed è sposata con un diplomatico americano.

Ora la signora Mansur quest’anno è tornata a Venezia, come presidente della giuria della miglior opera prima. Ora però smetto di scrivere e vi prego di ascoltare questa intervista interessante, dove la Mansur parla del suo lavoro e del suo paese. L’intervista è dello show inglese,Hardtalk della BBC.

Buona Visione

Da Zapruder a Obama. Noi vogliamo essere spiati.

Da Zapruder a Obama. Noi vogliamo essere spiati.

Il Datagate non è morto.Anzi. Le rivelazioni sul cellulare spiato della cancelliera Merkel hanno buttato benzina sul fuoco, provocando ancora più imbarazzo nell'amministrazione Obama. Io, come altri, non capiamo come in Italia questa faccenda venga quasi messa in secondo piano, come una cosa senza importanza, mentre si tratta di una vicenda molto più grosso di Wikileaks e Assange, ma forse si trova ridicolo che loro, gli americani, vengano a spiare gli europei. Chiariamo però un punto: tutti spiano tutti. Era così in passato, dall'impero romano, alla serenissima dei Dogi, che pare abbia avuto quasi un terzo dei suoi sudditi come delatori.

Da Zapruder a Obama. Noi vogliamo essere spiati.Da Zapruder a Obama. Noi vogliamo essere spiati.

WIKILEAKS VS DATAGATE

Ovvero Assange VS Snowden, i due volti simbolo, le due icone dei casi che hanno rivelato i cable e i file segreti delle guerre in Iraq e Afghanistan, più il sistema di sorveglianza Prism dell'NSA, National Security Agency americana. I primi riguardavano anche gli alleati, i secondi sono sullo spionaggio degli alleati oltre che dei cittadini. Eppure oramai sembra che tutti siano consapevoli di essere spiati, sembrano quasi accettare il fatto come una condizione normale. E' così, dato che anche nei pneumatici delle auto che guidiamo c'è un codice RFID che permette il riconoscimento a distanza, per non parlare delle miriadi di videocamere sparse ovunque. Non basta tenere spenta la webcam del computer con cui riuscite a conversare con un amico, perché può essere attivata in qualsiasi momento.
Il grande errore in tutta questa faccenda è che la CIA e l'NSA si sono fatti beccare. Dal Patrioct Act in poi, stiamo sulla contemporaneità, c'è stata la convinzione che gli Stati Uniti, giusto o sbagliato che fosse, sapessero fare bene il loro lavoro di intelligence. Oggi sappiamo che non è così. Perchè il DATAGATE è la dimostrazione che un sistema di sorveglianza di questo tipo non ha retto. Se è bastata la delazione, volendo la diserzione, di un uomo, analista di prima nomina, di un singolo per mostrare il Re Nudo, allora il Re non aveva nessun vestito addosso, neanche un misero straccio. Davvero le intelligence degli altri paesi non sapevano? Ancora non è certo, ma sembrarebbe davvero troppo singolare come accadimento. E i cittadini?

Da Zapruder a Obama. Noi vogliamo essere spiati.

DALLAS, ZAPRUDER E KENNEDY

Il 22 novembre 1963 un sarto nato in Russia, ma oramai residente nella città texana, decide di andare al lavoro. Quel giorno sotto il suo ufficio sarebbe passato il corteo presidenziale, siamo in campagna elettorale e John Fitzgerald Kennedy è in piena attività per la sua rielezione. Il Texas è uno stato storicamente repubblicano, ma Kennedy aveva un carisma incredibile.Abraham Zapruder, il sarto, appena arrivato, viene convnto dalla receptionist, Marylin Sitzman a tornare a casa per prendere la sua cinepresa 8 mm. Zapruder , dopo, si mette alla ricerca del miglior luogo da cui filmare il passaggio del corteo. C'è un terrapieno sul lato destro di Elm Street, un muretto di cemento e il sarto lo elegge come punto di osservazione. C'è un grande movimento di uomini e mezzi, sono pochi a essere veramente consapevoli di quello che sta per succedere, forse meno delle dita di una mano e Zapruder non è tra questi. Eppure in ventidue secondi (altri quattro che compongono i ventisei totali non riguardano il corteo presidenziale) impressi su una pellicola 8 millimetri Abraham Zapruder filma la scena: l'assassino del presidente degli Stati Uniti d'America. Presto saranno il cinquantesimo anniversario di una ferita ancora aperta, ma in realtà quello che m'interessa è che Zapruder aprì la strada ai videoamatori, un fenomeno che con la tecnologia contemporanea nutre tutta l'entertainment mondiale, basta pensare a Youtube.

E' stato un caso? Una cinepresa 8 mm passa dai filmini familiari a riprendere la storia, anzi la Storia. Quell'occhio poi si è moltiplicato, la tecnologia è avanzata e si è incrociata con tutte le altre. Il pianeta oggi pullula di occhi e di schermi, di masse di dati enormi che neanche vengono esaminati, guardati, ascoltati, ma semplicemente raccolti. Il sarto russo ha dato il via ad un fenomeno incredibile di cui non si è reso conto. Lui era lì ed è diventato la storia, non ha fatto solo il testimone,

La personalizzazione dei servizi, non parlo Nutella e Coca Cola, ma del fatto che esistono servizi che mi propongono le cose che mi servono, o che mi piacciono, o che desidero, consapevole o inconsapevole, hanno avuto un prezzo: le nostre identità molteplici e frammentate. Penso che solo una percentuale intorno allo 0,1% legga i Terms and Conditions, dove sicuramente abbiamo dato il permesso che i nostri dati possano essere usati per ricerche di mercato, archivi e le nostre foto, i nostri pensieri e le nostre notizie non siano più nostre. Ci indigniamo per qualcosa a cui abbiamo detto si. Ricordatevi che c'è gente, tanta gente, che ha creduto che, mettendo uno status di una decida di righe, avrebbe potuto fermare e aggirare le policy dei social network, oppure che ha firmato una petizione perché Facebook rimanesse pubblico! E da quando lo è?
Siamo arrabbiati eppure non smettiamo di mettere dati su dati.

Perché lo facciamo? Difficile domanda, ma credo che ci sia una domanda più calzante rispetto alla paura di essere spiati. Mi è venuta in mente stamattina leggendo una vignetta di Silvia Ziche, dove una ragazza dice: Io non ho paura di essere spiata, ma che chi lo fa mi trovi molto poco interessante.

Metodo Cinquestelle

Metodo Cinquestelle

Molto tempo che non scrivevo degli "amici" cinquestelle, non mi mancava però qui abbiamo raggiunto un'apice incredibile.
Facciamo un po' d'ordine.

Due senatori cinquestelle Maurizio Cioffi e Andrea Buccarella propongono un emendamento per l'abolizione del reato di clandestinità dalla Legge Bossi-Fini, legge ignobile, non nascondo che ho firmato per il referendum circa la sua abolizione.
L'emendamento passa.
La notizia fa il giro del web, anche perché l'eco delle vicende e delle vittime di Lampedusa non si è ancora spento, anzi.

Qualcuno avanza lo spettro che ora, visto che non c'è la necessità dell'arresto e del processo, le espulsioni sono più facili. Vero, però se si vuole fare una nuova legge da qualche parte si deve cominciare.
La notizia più incredibile è la sconfessione del dinamico duo Grillo-Casaleggio, praticamente la questione non era nel programma, dicono, aggiungendo che se avessero proposto l'abolizione della clandestinità la gente non li avrebbe votati. Poi, non paghi, aggiungono che si tratta di una questione di metodo, perché non solo non era in programma, praticamente un vangelo pentastelluto, ma non è stato sottoposto al vaglio dei famosi iscritti, che oramai sembrano sempre più i pochi lettori de I Promessi Sposi come diceva il Manzoni.

Cosa significa questa cosa? Se viene fuori una questione non prevista bisogna rispettare una lunga trafila prima di arrivare a votare in Parlamento? Sono stati eletti, hanno pieno mandato elettorale, cosa devono aspettare? Un suggerimento? Si era rotto il chip per caso?

Il duo ci va giù pesante e poi qualcuno cerca di metterci una toppa, lo stesso Buccarella dichiarerà in seguito

«Forse abbiamo sottovalutato la portata dell'emendamento, convinti che la maggioranza lo avrebbe respinto» .

Non ho capito, voi proponete un emendamento sapendo che lo bocceranno? Non so se davvero si comprenda il senso di questa dichiarazione, ma spero che lo capiscano i loro elettori, perché io mi arrabbierei parecchio, ma non sono fra questi.

Anche dire che se lo avessero messo nel programma significava non prendere voti non ricalca la linea del rinnovamento per il paese, piuttosto la solita pappetta politichese. Per favore se dovete fare una porcata alla fine coordinatevi.
In mattinata si discuteva del finanziamento ai partiti. Arriva l'intervento dei cinquestelle con la solita tiritera ed infini l'epiteto LADRI ai presenti in aula, ma esteso a tutti i politici eletti. Costruttivo, soprattutto visto che oramai anche i cinquestelle sono là in mezzo. Comincia a scricchiolare la famosa differenza. A me questa è sembrata un'altra toppa messa lì, come la dichiarazione di un altro parlamentare cinquestelle che ricordare che tutto poi dipenderà dall'Assemblea, ma il governo è disposto a fare suo l'emendamento. Sono guai.
Comunque la ramanzina di Grillo-Casaleggio non ha sfondato, visto che molti parlamentari del M5S si sono schierati con Bucarella e Cioffi, che hanno ammesso l'errore nel metodo, però hanno convocato un assemblea dei gruppi e che sarà quella a decidere e non i diarchi. Poi i malpancisti non c'erano eh.

Francamente oramai direi che è ora di finirla con la scusa della rete per fare qualsiasi cosa. Ha sottolineato bene Rodotà, primo portato da Grillo come unico degno e puro per il Quirinale per poi essere ripudiato alla prima critica. Credo che si stia abusando de L'Internet, uso apposta questa definizione, o di quello che è diventato.

«Una forza politica non può andare in Parlamento e dire le opportunità parlamentari non le voglio cogliere perché obbedisco alle logiche della Rete», (qui l'articolo sul suo intervento) sottolinea Rodotà, anche perchè esiste un kairos, termine più elegante di timing, confermando che alla fine l'uso della tecnologia porti ad un ulteriore rallentamento del processo decisionale. Però a mio avviso c'è un punto, forse più sotterraneo e dietrologico, sulla "sconfessione", il fatto che nelle commissioni si stava creando un'asse fra PD e M5S. Le famose maggioranze variabili. Non sarà che qualcuno nel PD, con la storia dell'amnistia/indulto, che sono sicuro non avrebbe riguardato Berlusconi, anzi, ora con il tentativo di abolire la Bossi-Fini, stia tentando di modificare il PD? Io vi metto il dubbio, il resto è opinione. Fino ai fatti.

TV e TW: come la tv è sopravvissuta alla rete

TV e TW: come la tv è sopravvissuta alla rete

Eppure doveva essere morta. L'avevano detto in parecchi, l'avevano annunciato proclamato, come profeti invasati, predicando un futuro, quasi vulcaniano, di pace e prosperità, c'è chi ancora ci crede. La TV è ancora viva, anzi sembra che siano stati proprio i social network. Che si chiami second screen o altri, oggi Twitter, maggiormente, è occupato per la metà da commenti sugli show televisivi. Potremmo sostenerlo dando un'occhiata alle nostre TL, ma in soccorso chiamo un post del NYT, uscito dopo il season finale di Breaking Bad. Potrei citare anche le liste dei vincitori di quest'anno dei Tweet Award e della Blogfest, per sottolineare quanti di loro sono personaggi non solo con molti passaggi televisivi, ma soprattutto di quanto siano connessi allo schermo.
Non è la televisione di prima, come non è la rete di prima. Credo sia dalla fine degli anni 90 che io insisto sull'ibridità e sulla liminalità di certe zone di visione e intrattenimento, quando per un periodo l'intrattenimento è stato definito un crimine, ma si scontano i ritardi sulla comprensione del pop, tanto i soloni e le cassandre ci sono sempre, lanciano anatemi e poi camminano sui red carpet. Aggiungo anche quelli che invocano il razionalismo scientifico ma si comportano in maniera fideistica con la tecnologia, dimenticando la lezione di Pirsig in Lo Zen e l'arte di manutenzione della motocicletta. Si ricomincia anche a parlare di Auditel, mai scomparso, incrociato col traffico dei tweet e degli hashtag, cercando di fornire una panorama sempre più preciso, cosa molto difficile, in un panorama dove la molteplicità e la competitività delle fonti è al suo apice, almeno per ora.

Siamo immersi in una media-sfera totale, anche se fisicamente non siamo in prossimità di uno schermo, siamo nei social, anche se non ci siamo iscritti, perché tutto rimanda a questo universo, anche la carta stampata, che è stata la più snob in questo senso, oggi è totalmente agganciata a questo scenario. Il cambiamento è quello, come ricorda Pierluca Santoro in un suo post, quello dall'economia dell'attenzione a quella dell'intenzione.

TV e TW: come la tv è sopravvissuta alla rete

I player devono andare a prendersi i propri fruitori, sempre nella logica del "pull" e non del "push", come si diceva nel marketing anni 90. Un fruitore decide a chi dedicare il proprio tempo, e le risorse, e la difficoltà sta nell'intercettarlo. Di qui c'è la questione di quale strategie usare. Alcuni credono ancora che sia la "quota di voce" ancora la parte più importante, eppure abbiamo visto fenomeni prendere campo senza essere così presenti, come ne abbiamo visti altri riuscire ad imporsi senza risorse economiche stanziate potenti, o fallire in presenza di grandi investimenti. Alla base di tutto questo credo ci sia il grado di pervasività che aumenta ma in un'accezione differente da prima. Così la televisione si è riguadagnata un posto di nuovo principale, perché grazie alla tecnologia dei personal media, è di nuovo ovunque.

3 anni di Lampedusa

3 anni di Lampedusa

Tre documenti su Lampedusa, perché non può passare. Tre documenti su quello che è successo.
Il primo è un vecchio si Tolleranza Zoro del 2011, poi Berlusconi a Lampedusa nel 2012, quando aveva la soluzione, e infine Makkox del 2013.

Aggiungo una immagine realizzata da Matteo Bianx, che ringrazio, con dei tweet di oggi, tanto per far ricordare quando qualcuno voleva candidare Internet al premio Nobel per la pace. Tipo Riccardo Luna.

Giusto per riflettere.

Buona Visione

3 anni di Lampedusa