Meno Magris, più Bieber

Meno Magris, più Bieber

Oggi iniziano gli esami di maturità. Da giorni già pronti gli speciali coi ricordi dei vip. Consigli, per lo più fasulli, su come sfangarla. Io ho passato la maturità vent'anni fa, il che mi qualifica come lontano, credo. Comunque capisco cosa devono aver provato quei ragazzi che oggi ascoltando le tracce della prima prova hanno sentito il nome di Claudio Magris.
"CHI?????"
Sgombriamo il campo da equivoci, Magris è un grande scrittore, però non si studia, come non si studiava Pavese e Vittorini, autori che capitarono alla maturità del 1993, la mia. Si son passati vent'anni. Poi scopro che gli esami di quinta elementare non esistono più, ci sono le prove Invalsi, che per la licenza media fanno già quattro scritti, dal prossimo anni cinque!
Quello che mi chiedo è perché si continuano a dare tracce così interessanti ma senza strumenti per affrontarle? Come si arriva a Magris si saltano scrittori come Flaiano o intellettuali come Longanesi? Oppure cambiamo proprio le carte in tavola e chiediamo ai ragazzi di analizzare i testi delle canzoni di Justin Bieber, o di Fabri Fibra, o ancora una dichiarazione di Mario Balotelli. O anche di Bepper Grillo. Perché no?
Perchè un ragazzo non dovrebbe poter esporre le sue considerazioni su quello che conosce meglio, invece di cercare i foglietti appesi nella sua "cartuccera" artigianale? Oppure quello che ha scritto sulle caviglie?
Se l'esame nelle intenzioni dei riformatori non deve essere più nozionistico allora perché si continua a chiedere qualcosa che comunque ha libri sconosciuti come punto di riferimento?
Cosa si vuole da un ragazzo di 18-19 anni? Questa è la domanda. Tanto sappiamo che non sarà fatta, perché quello che conta è mandare avanti la baracca.
Il problema della scuola e dello studio è come sono concepiti, non come categorie in se stesse. Magari qualcuno di questi giovani poteva regalare lampi di genio su Bieber, o analizzare con ironia i One Direction, oppure parlare della scienza con delle annotazioni illuminanti. Ma ha senso chiedere un commento o un analisi che in realtà è solo la ripetizione di quello che hanno dei critici?