Quante volte deve morire Federico?

Quante volte deve morire Federico?

Quante volte dovrà morire ancora Federico Aldrovandi? Quanto dovrà ancora soffrire sua madre prima di avere un po' di pace, o almeno di essere lasciata in pace?

Ieri i poliziotti aderenti al sindacato COISP,poche decine per fortuna, hanno inscenato una manifestazione sotto il comune di Ferrara dove lavora Patrizia Moretti, madre di Federico. L'avvocato della donna ha querelato per diffamazione il segretario Coisp Franco Maccari e l'ex senatore Alberto Balboni, (Pdl), dopo il presidio di ieri sotto l'ufficio della donna.

Quante volte ancora?

Lo streaming è pornografia

Lo streaming è pornografia

Finalmente è arrivata la rivoluzione! Così abbiamo sbadigliato tutti.

C'è stata la diretta streaming dell'incaricato Bersani, col fido Letta, che incontrava Vito Crimi, Simona Lombardi e altri che non ho identificato – mea culpa. Comunque Pd e M5S. Oppure dovrei dire Pd VS. M5S? La cosa non è ancora chiara, neanche dopo lo streaming, che in fondo ha mostrato delle chiacchiere che già conoscevamo. Perchè? Perchè in queste occasioni, che diventano "pubbliche" nessuno si sbilancia, tutti rimangono nei loro ruoli, ufficiali. Perché? Perché così è, perché c'è un ruolo da rispettare, come insegna Goffman. Lo sapeva Crocetta e ora lo so anche Battiato, rimosso dal suo incarico alla Regione Sicilia dopo la sua uscita di ieri sul Parlamento pieno di troie (Zichichi e raggi cosmici compresi). Scelta dolorosa perché potrebbe significare la fine del famoso Modello Sicilia. Staremo a vedere.

C'è una profonda confusione in tutto questo, quella fra trasparenza e streaming, se facciamo vedere tutto non sarà più possibile ingannare le persone, gli elettori, la gggente. Oggi lo streaming, quindi la tecnologia ha mostrato il suo lato debole. Sono stati 17 minuti di niente. Per me fra trasparenza e streaming passa la differenza che Roland Barthes descrisse fra erotismo e pornografia.

Dice bene Dino Ameduni che nel suo breve post:

3. Se il vostro capo vi osservasse mentre siete in una riunione interna, o con un cliente, o in pausa pranzo, direste le stesse cose che direste senza essere osservati?

4. Perché alcune riunioni politiche sono in diretta streaming e altre no? (qual è il discrimine? È stato deciso democraticamente e via streaming?)

Contropiede

Vi consiglio di leggerlo. Come consigliato è il pezzo di Giovanni Cocconi su Europa, Contro il mito dello streaming, bello perché richiama il Lincoln di Spielberg.

La diretta streaming viene oggi sbandierata come misura della democrazia interna, metodo anti-Casta, prova regina delle proprie buone intenzioni. Una china pericolosa. L’onere della prova si è come rovesciato: quello che non viene trasmesso in streaming puzza di opaco, sporco, oscuro. Le stesse parole regine della politica (trattativa, compromesso, mediazione) diventano qualcosa di cui vergognarsi.

Europa

Ostentare tutto è pornografia. Cosa resta? Il visibile. Niente sottotesto, niente senso, niente negoziazione, cioè tutto quello che rende umano il nostro vivere. Certo che è necessario rendere la politica trasparente, ma vedere tutto a cosa serve? Perché allora non fa vedere tutte le sue sedute in streaming, compresa la lite prima dell'elezione di Grasso? Anche loro fanno delle scelte allora. Per loro è giusto e perché per gli altri no? L'erotismo della trasparenza, non nel senso della lingerie, è diverso, è la capacità di raccontare un processo in maniera chiara e di sapere come funzionano i meccanismi che lo regolano.

Bersani in questo momento è un uomo solo ostaggio di se stesso. Lo sottolinea bene Francesco Costa nel suo post.

Malgrado la retorica sulla tragica urgenza di fare subito immediatamente adesso un governo dei miracoli, infatti, con le sue mosse Bersani sta chiarendo che la priorità del Partito Democratico non è dare al paese un governo bensì dare al paese un governo guidato da Bersani. L’ipotesi di dare al paese un governo guidato dal Partito Democratico ma non da Bersani, proponendo una figura nuova che sparigli i giochi, ripetendo quanto fatto alle camere con Grasso e Boldrini, non è stata presa in considerazione. L’ipotesi di dare al paese un governo sostenuto da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle e guidato dal Movimento 5 Stelle, come loro chiedono di fare, non è stata presa in considerazione. Io ne ho scritto molto ormai settimane fa e la considero l’unica strada per evitare di andare a votare, a meno di voler cercare un accordo con il PdL o la Lega.

Francesco Costa

Trafiletti: l’affaire Bergoglio

Trafiletti: l'affaire Bergoglio

Stamattina, mentre prendevo il caffè, rileggevo i giornali di ieri, è una pratica che fanno in molto. Capita sempre di dare attenzione a qualcosa che è sfuggito. Su una pagina di Repubblica, che raccontava di una strana faccenda fra Vaticano e Mps, c'era una trafiletto che raccontava di come il premio nobel per la pace nel 1980, Adolfo Esquivel, sia stato ricevuto dal Papa. Ora Esquivel, come ho già detto precedentemente, aveva difeso Bergoglio dalle accuse di essere un collaborazionista del feroce regime dittatoriale di Videla. Ma c'è di più.
Viene data la notizia che l'accusatore numero 1, Horacio Verbitski,l'uomo che aveva detto "Ho le prove!", ha fatto marcia indietro. Sul quotidiano argentino Pagina 12, Verbitski ha scritto che viste le dichiarazioni del gesuita Francisco Jalics, arrestato e imprigionato dai militari di Videla, che scagionano il nuovo papa, non esistono evidenze di responsabilità del papa nella vicenda. Nell'articolo di Verbitski viene ricostruita la vicenda di Jalics con nuovi particolari. Bergoglio era stato accusato, in maniera accalorata, di essere il mandante dell'arresto di Jalics e del suo compagno.
Ma le famose prove? Sono scomparse? O forse si tratta di altro. Forse, visto l'incontro fra la presidentessa argentina Kirchner, durante l'inizio del ministero petrino, in cui lei stessa ha chiesto al papa un ruolo di mediazione per la questione delle Falklands/Malvinas, le cose sono cambiate.
Restavano le madri di Plaza de Mayo, ma dopo la grande folla che ha assistito sui maxischermi alla messa iniziale del nuovo papa, non sono arrivate altre repliche o dichiarazione. Come non sono arrivate dai grandi accusatori sui social network.
L'articolo è a pag. 21 di Repubblica del 22 Marzo.

Quanto ti stimo #Messora!

Quanto ti stimo #Messora!Quanto ti stimo #Messora!

Volevo scrivere un post dal tono diverso. Più irriverente, più antipatico, l'oggetto era Claudio Messora. Volevo farlo come la "cittadina" Serenella Fucksia ha fatto con la Boldrini, a cui non piace la neo presidente della Camera perchè:

“Perché ne parlano tutti bene ed è fin troppo facile parlarne bene”. In che senso? “Lei ha un curriculum fin troppo bello, con questi incarichi troppo veloci e troppo facili. E' figlia di una famiglia che sicuramente l'ha sostenuta e gli ha permesso di fare quello che ha fatto. E a me le persone che si fan belle…”

Un giorno da pecora

Volevo scriverlo perché Messora ha fatto il musicista, il project leader, l'amministratore delegato e chissà che altro ancora . Lo volevo anche perché Messora, prima circa 18 mesi fa, Messora aveva delle opinioni molto diverse dai cinquestelle su finanziamento pubblico ai partiti e numero dei parlamentari, basta leggere questo post scritto per Il Fatto.

L'avrei fatto con la colonna sonora dei Gazosa che cantavano www mi piaci tu, cambiata in blu blu blu messora sei tu – la melodia restava la stessa. Magari avrei anche ricordato il doppio dvd realizzato sul fantomatico metodo Giuliani sulla previsione dei terremoti, che dopo la tragedia de L'Aquila, è scomparso e che la comunità scientifica, internazionale e nazionale ha mai preso in considerazione. Avrebbe fatto comodo per l'Emilia. Magari è un po' come le scie chimiche.

Magari gli avrei chiesto che cosa fa davvero lì per i cittadini del m5s, perché non è proprio chiaro.

Quanto ti stimo #Messora!

Che vuol dire? Quanti sono i portavoce? Uno per eletto? Ma non dovevano tagliare gli incarichi, gli sprechi, abbattere la casta, riportare tutto a Gaia? Invece ci siamo di fronte agli ennesimi epiteti, tipo spalatori di merda, oppure di fronte all'ennesimo scherzo fatto al senatore Campanella, che per due giorni di seguito ha creduto che dall'altra parte del telefono ci fosse Nichi Vendola che tentava di comprarlo per passare a Sel! Due volte in due giorni. Quest'uomo chi è al Senato della Repubblica Italiana.

Poi invece la realtà ci sorpassa e ci sovrasta.

Claudio Messora, nominato tra i coordinatori per le comunicazioni esterne del Movimento 5 stelle, sarebbe indagato dalla procura della Repubblica di Monza per ricettazione, violazione, sottrazione, e rivelazione del contenuto di corrispondenza.
HACKER LEGATI AL M5S. Lo ha scritto il quotidiano online LaVoce, secondo cui il blogger è indagato, insieme con un altro giornalista, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti di hacker legati al M5s.
Sembra che sia imminente l'apertura di un fascicolo a carico di una cinquantina di attivisti grillini per minacce.

Lettera 43

Non fai neanche in tempo a fare un banale caffè che arriva una precisazione, neanche riesci a sentire tutti i commenti sulla giustizia ad orologeria, la stessa di Silvio Berlusconi, ma in modo diverso, non so come, ma sicuramente diversa.

Sarebbe già stata richiesta l'archiviazione nei confronti di Claudio Messora, il consulente per la comunicazione del gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera indagato dalla Procura di Monza. Stando a quando sostiene il quotidiano online La Voce d'Italia, Messora era finito nel registro degli indagati per un atto d'ufficio, in seguito alla denuncia dei Pirati Italiani di Marco Marsili.

IL SIMBOLO CIVETTA
La vicenda risale al gennaio scorso. I Pirati italiani (da non confondere con la costola italiana del movimento internazionale fondato nel 2006) beffarono Beppe Grillo presentando al Ministero dell'Interno un simbolo del tutto simile a quello del Movimento 5 Stelle, rischiando di fatto di escludere il movimento dalle elezioni Politiche di febbraio.

Claudio Messora, consulente per la comunicazione del gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera
LE IMMAGINI DELLE CHAT
Poche ore dopo Messora pubblicò sul suo blog una mail ricevuta da sedicenti attivisti di Anonymous, in cui venivano erano contenuti dei link che portavano ad alcune immagini pubblicate sul web: erano tre screenshot di conversazioni private avvenute sulla chat di Facebook tra alcuni attivisti dei Pirati italiani. Le conversazioni mostravano la responsabilità di questi ultimi nella presentazione del simbolo civetta.

LA DENUNCIA
In seguito alla pubblicazione, Marco Marsili, responsabile dei pirati italiani e direttore de La Voce d'Italia, presentò una denuncia alla Procura di Monza per accesso abusivo a un sistema informatico (la violazione dei profili Facebook) e per ricettazione, violazione, sottrazione e rivelazione del contenuto di corrispondenza.

LE INDAGINI
Adesso, al termine di due mesi d'indagini, il sostituto procuratore Giulia Rizzo avrebbe spezzato in due l'inchiesta. Da una parte farà proseguire le indagini contro ignoti, autori dell'accesso abusivo all'interno del profilo Facebook dei Pirati italiani.

CHIESTA L'ARCHIVIAZIONE
Dall'altra avrebbe chiesto l'archiviazione nei confronti di Messora per tutti i reati contestatigli. Per la Procura il blogger non avrebbe commesso alcun reato: non ha partecipato in alcun modo alla violazione dei profili Facebook e non ha diffuso sul suo sito materiale segreto. Le immagini delle conversazioni erano infatti già state pubblicate dagli stessi Anonymous e Messora si è limitato a riprodurre il link alle immagini sul suo blog. Tra pochi giorni la decisione del gip.

Vanity Fair

Mollo tutto perché Messora ha bisogno di tempo e pazienza. Perchè i cinquestelle vogliono essere nella stanza dei bottoni, ci devono essere nella stanza dei bottoni. Magari non conoscono quel vecchio aneddoto di Pietro Nenni che raccontava di come fosse arrivato alla stanza dei bottoni – il primo governo di csx in Italia – ma non avesse trovato i bottoni.
Avrai tanto lavoro caro ByoBlu, tu o blogger frescherrimo, quasi come l'acqua, tu blu blu blu ci piaci tu – scusami era irresistibile il richiamo – perché bisogna resistere.

Mi permetto di ricordarti una sola cosa, piccola, un'inezia: la politica è dialettica e se stai zitta e ti rinchiudi nella torre di bit non ha molto senso.

SWG4: L’arma finale!

SWG4: L'arma finale!

Pare che il sor Grillo abbia ripensato all'espulsione che dovevano abbattersi sui senatori ribelli, rei di aver votato alle presidenze delle camere Boldrini e Grasso, definiti da Grillo la foglia di fico del PD. Definizione particolare visto che entrambi sono comunque stati eletti nelle file della coalizione di centro-sinistra. Piuttosto non ha ripensato alla scelta di fare Claudio Messora, autore dell'intervista al caro leader Pizzarotti, in stile bucolico nord-coreano, come consulente della comunicazione per la Camera. Fra l'altro Pizzarotti se le deve anche con gli extra-comunitari di Parma, che gli hanno restituito le "chiavi" della consulta perchè il dialogo non esiste.
Un momento però. Non doveva essere fatto tutto in streaming? E la trasparenza? E la comunicazione dal basso, diretta, senza filtri? A che serve uno come Messora? Sembra uno dei tanti interrogativi che avvolge la truppa 5stelle, che intanto si comporta un po' come i bulletti a scuola. Si veda il caso della Rostellato che sul suo profilo Fb si è vantata di non aver stretto la mano a Rosi Bindi, incrociata all'uscita del parlamento e presentatasi per fare conoscenza.La reazione della rete è stata abbastanza dura e le parole più leggere sottolineavano la maleducazione. Poi pare che la cittadina neoeletta ci abbia ripensato e si sia scusata tornado indietro. Non si è pero capito se l'abbia finito primo o dopo le reprimende social.

Ma tutto questo è nulla dopo la scoperta dell'SWG4, l'arma finale di Beppe Grillo, che l'ottimo Francesco Lanza, uno dei miei sodali all'interno Intervistato.com,che sul suo blog ha riportato alla luce un interessante video di Beppe Grillo.

Questo documento risale ad Aprile 2012, quasi un anno fa, e annuncia l'avvento della madre di ogni arma mediatica, con tanto di cacciata con ignominia, gogna e vergogna. Prima di tutto bisognerebbe sapere come funziona davvero, poi come fanno a svilupparlo gli stessi che, a detto dei propri sostenitori, sono in un ritardo perenne sul far nascere la loro piattaforma finale della democrazia diretta. Ancora, come si stabilisce chi ha preso e quanto, si fanno processi, inchieste, oppure cosa? Però tutto si fa nel nome della retorica anti-casta, anche se vorremo sapere con quali soldi saranno pagati i consulenti della comunicazione di camera e senato. Si respira Katzing supremo, un'aria fortissima, come sembra respirarla Marco Travaglio, una delle teste dell'eminenza grigia della multicefala eminenza grigia cinquestelle, che ha scoperto che c'è anche merda sul web.Ohibò! Sul serio! Davvero non se n'era mai accorto? Siamo basiti di fronte a cotanta scoperta. Soprattutto restiamo sorpresi che Marco Travaglio, che resta una che il mestiere di giornalista lo sa fare, abbia spostato la sua perenne attenzione narcisista da se stesso verso il mondo degli altri. Si vede che ogni tanto succede anche a lui. Come a noi, che volenti o nolenti, con la rete ci facciamo sempre i conti.

Torniamo all'arma finale. Dopo la restituzione del maltolto cosa succederà? Ci abbandoneremo a festeggiamenti e libagioni? Poi di questo paese cosa resterà? Credo che la spinta anti-casta, che ha compattato il movimento cinquestelle finora, comincia ad esaurirsi. Addirittura qualcuno comincia a voler pensare da solo, magari poteva accorgersene prima, quando presenziava sul palco come una figura da tableaux vivant mentre il loro campione si agitava in preda a tarantolanti vaffanculo. "C'è la rete, ce la rete!" era il mantra ripetuto, come se poi non fossero gli stessi uomini ad esserci dentro la rete, ad animarla e abitarla. Sono piccole sottigliezze di cui alcuni si erano già accorti, ma si sa che c'è sempre qualcuno che deve stare in quinta fila ad una festa. Tanto per avere uno sguardo più lontano.