#1Ottobre: #Trump e la comunicazione del Dominio Rapido

 

La scorsa notte abbiamo assistito al primo faccia a faccia per le prossime presidenziali USA fra Donald Trump e Joe Biden. Non c’è stata la stretta di mano per le misure anti Covid. Però difficile che la vedremo come formalità.
Gli Stati Uniti arrivano a queste elezioni in una situazione catastrofica da un punto di vista sociale, ambientale e non meno economico. La questione TikTok è l’ennesimo segnale di come non solo stiano perdendo la sfida col gigante asiatico, ma di come questa amministrazione non abbia compreso quale direzione prendere. Vedere la poi alcuni panorami avvolti dal fumo arancione degli incendi dà il clima in cui si sta svolgendo non solo la campagna elettorale, ma la vita di una delle comunità più importanti del globi.
Forse, come dicono alcuni, c’è una guerra civile in atto da molto tempo non combattuta da guerrieri.


Dice Sun Tzu ne L’Arte della Guerra:
Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento bensì sottomettere il nemico senza combattere.”
E ancora e più importante:
Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.”

L’Arte della Guerra del generale Sun Tzu ha circa 2500 anni.
Per molto tempo è stato usato come testo nei master di Business Administration più importanti del mondo come manuale di strategia. Proprio il testo di un generale cinese che ha 25 secoli. Un testo che aiuta ad affrontare i conflitti senza dover ricorrere alla violenza.

 

Quello che vedo in Trump e nel sovranismo in generale è uno strategico della violenza a molti livelli – dialettico e fisico – con la creazione di focolai dislocati sul territorio. Oggi chi governa usa una tattica che una volta era di guerriglia, rendendo in questo modo la sua presenza necessaria.

La Dottrina del Dominio Rapido


Trump usa una comunicazione “Shock and awe “, che fu il nome anche di una delle campagne militari nella guerra in Iraq e che in italiano può essere tradotto in “Colpisci e Terrorizza”. Questa comunicazione è il frutto della Dottrina del Dominio Rapido. La tattica è stata illustrata nell’omonimo libro, scritto da Harlan K. Ullman e James P. 

Wade nel 1996, un prodotto della Università di Difesa Nazionale degli Stati Uniti(National Defense University of the United States). Nell’introdurre la dottrina in un rapporto all’Università di Difesa Nazionale degli Stati Uniti nel 1996, Ullman e Wade la descrivono come un tentativo di sviluppare una tattica militare post-Guerra Fredda per gli Stati Uniti. Dominio Rapido e Colpisci e Terrorizza, nelle loro intenzioni, potrà essere “una svolta rivoluzionaria” poiché le milizie statunitensi sono ridotte in grandezza e le tecnologie d’informazione sono sempre più integrate nella guerra. Successivamente gli autori hanno scritto che il Dominio Rapido sfrutta la “superiore tecnologia, precisione del combattimento e dominanza dell’informazione” degli Stati Uniti. Ullman e Wade individuano quattro caratteristiche vitali del Colpire e Terrorizzare: “quasi totale od assoluta conoscenza e consapevolezza dei propri mezzi, del nemico e dell’ambiente; rapidità e tempismo nell’applicazione; perizia operativa nell’esecuzione; totale controllo e gestione dell’intera operazione.
La dottrina del Dominio Rapido s’è evoluta dal concetto di “forza decisiva”. Ullman e Wade elencano le differenze tra i due concetti nei termini di obiettivo, uso della forza, entità della forza, scopo, velocità, vittime e tecnica. Dominio Rapido è definito dai suoi autori come il tentativo di “colpire duramente la volontà, la percezione e della comprensione del nemico per attaccare o rispondere alla nostra politica strategica che finisce attraverso un regime di Colpisci e Terrorizza.” Inoltre il Dominio Rapido “imporrà questo livello travolgente di Colpisci e Terrorizza contro un nemico in un basamento immediato od in un tempo sufficientemente ridotto per paralizzare la sua volontà di andare avanti, […] per prendere il controllo della zona e bloccare o sovraccaricare la percezione e la comprensione degli eventi che il nemico sarà incapace di resistere ad i livelli tattici e strategici.”

 

Dominio Rapido e Comunicazione Sovranista

 

E’ evidente come questa dottrina sia ormai da tempo uscita dagli ambiti militari per arrivare alla comunicazione. Questa strategia quando passa sul piano della comunicazione gioca sui fattori di “distrazioni” e creazione di focolai. Non vengono mai affrontati discorsi sulla complessità della situazione, si lavora sulla moltiplicazione dei nemici e dei pericoli. È una tattica di comunicazione politica che vedeva in Steve Bannon e negli altri teorici del sovranismo politico dei sostenitori. Il vincitore di una competizione elettorale non è “garante” dell’ordine, ma “difensore”! Il linguaggio cambia e si sente continuamente la parola “attacco” legata poi a valori ed identità. Suona familiare vero?


Trump è accusato di una forte evasione fiscale. Il reato è molto grave negli USA, ma soprattutto mina il suo prestigio come uomo di successo, come imprenditore. The Donald farà di tutto per deviare la questione ponendola sul fatto che è stato costretto dall’ammirazione Obama, presidente afroamericano, e di cui Biden era vice. La questione fiscale in questo modo viene spostata sui valori dell’identità razziale. Il presidente in carica deve spostare l’asse della comunicazione su un terreno a lui più congeniale recuperando così il terreno perso fra i militari e le grandi imprese senza però dimenticare l’ultradestra sovranista bianca che mai come in queste elezioni ha avuto un suo alfiere e non se ne vergogna assolutamente. Uno scenario che stiamo vivendo anche noi in Europa ed in Italia. Il revanchismo fascista è una realtà con cui stiamo facendo i conti già da parecchi anni. Credo che assisteremo ad una campagna elettorale davvero feroce.

 

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