#10Aprile La regina Elisabetta e Bukowski, maestri di stile

WE WILL MEET AGAIN

Elisabetta II

«Spero che negli anni a venire tutti siano orgogliosi di come hanno risposto a questa sfida. E che quelli che verranno dopo di noi diranno che i britannici di questa generazione sono stati forti come ogni altra. Che le qualità di autodisciplina, di risolutezza attraverso calma e serenità e di simpatia reciproca, caratterizzano ancora questo paese. L’orgoglio per ciò che siamo non è parte del nostro passato, ma definisce il nostro il presente e il nostro futuro».

Questa è una parte del discorso che sua maestà Elisabetta II ha rivolto alla nazione proprio in occasione della pandemia. Nel suo sobrio ed elegante verde, colore molto cario agli inglesi che significa speranza ha chiuso con la frase We will meet Again, che è il titolo di una canzone importante.

Vera Lynn


Una canzone che Vera Lynn cantava durante la seconda guerra mondiale girando fra le truppe impegnate nella guerra ai nazisti e soprattutto negli ospedali militari.
La signora Lynn è nata nel 1917, è ancora viva e sta per festeggiare 103 anni. Il video qui in basso dove potete è del 2018.

Una canzone che Lizzie, spero che sua maestà la regina mi perdoni se uso questo suo nomignolo, conosce bene, visto che durante quel conflitto non era nascosta e protetta in un bunker come molti pensano, ma impegnata a sostenere i soldati nell’esercito.

Elizabeth II

Questa donna il 21 Aprile festeggerà il suo 94esimo compleanno.
No non sono diventato monarchico, solamente che lei è un’icona, una figura rappresentativa e non in quanto regina, ma per come si è sempre comportata.
Invito a vedere la serie tv The Crown, interpreta da Olivia Colman, per capire e conoscere qualcosa di più sulla sua vita.

IL FASCINO DELL’ETA’

Mattarella

Si, l’età ha un suo fascino quando esprime una certa saggezza che riesce a raccontare l’esperienza e soprattutto le vicende di una vita non sempre facile.
Il grande Eduardo De Filippo, uno dei migliori attori ed autori teatrali che abbiamo mai avuto una volta disse:

Quand’ero piccolo amavo i vecchi, poi a un’età giovanile, non so, frequentavo i vecchi e non i giovani. Perché dai vecchi io apprendevo la saggezza, apprendevo e stavo a sentire quello che mi dicevano. E in quell’epoca i vecchi erano più altruisti. Mi ricordo un particolare: non vedevo l’ora di diventare vecchio.“

Una dichiarazione che mi ha colpito molto e che contrasta la perenne rincorsa alla gioventù che vediamo ogni giorno in onda nei palinsesti mondiali, fenomeno innegabile spiegato dal successo della chirurgia estetica e dal falso pudore a dire la propria età, cosa per me inspiegabile.
Il grande scrittore russo Tolstoj, quello di capolavori immortali come Anna Karenina, scrisse:
La vecchiaia è la più inattesa tra tutte le cose che possono capitare ad un uomo.

Quello che non capisco io di questo cyborg della plastica in evidente stato di decomposizione è perché mentire? Se sei convinto di sembrare giovane e lo vuoi essere allora non sarà il numero a convincere gli altri, ma il tuo aspetto. Voglio dire se ha 70 anni e vuoi sembrare un ragazzino, crede che dire di averne 30 cambierà davvero le cose.

Io la penso troppo come i poeti, specialmente come Baudelaire: Non si è mai troppo vecchi finché si desidera sedurre e, soprattutto, finché si desidera essere sedotti.
E la seduzione è qualcosa che coinvolge tutto, il corpo e mente, il soma completo, sia come lo intende la scienza, sia come lo intendono alcune discipline orientali. Io quando ho visto il fuori onda di Mattarella che parlava del problema del barbiere ho provato una tenerezza ed un orgoglio fortissimo! Io stimo moltissimo il Presidente della Repubblica e non per il numero degli anni ma per come interpreta il suo ruolo, per le parole che dice e per come le dice! Non per tutti è così. L’età non è mica una garanzia!
Victor Hugo ha scritto: Quando la grazia è unita con le rughe, è adorabile. C’è un’alba indicibile in una vecchiaia felice.
Una frase meravigliosa che spiega moltissimo. Non sarà nascondendo il numero dei tuoi anni che sarai più giovane, anzi che ti sentirai meglio, in forma.
C’è una cosa che devi ricordare e che tra l’altro si consolida, acquisisce e s’impara con gli anni: lo stile.

QUESTIONE DI STILE

Non sono in molti ad avere stile.
Non sono in molti a mantenerlo.
Ho visto cani con più stile degli uomini.
Sebbene non molti cani abbiano stile.
I gatti ne hanno in abbondanza.

Questo pensiero di Charlie Hank Bukowski, uno scrittore e poeta americano meraviglioso, che per molti non è per nulla un’icona della stile. L’ho scelto per questo.

Bukowski

Molti identificano lo stile come una faccenda legata alla moda e ai vestiti. Jean Cocteau, il drammaturgo francese scrisse:
Lo stile è un modo semplice per dire cose complicate.

Grande verità! Ce lo dice anche un grande signore della moda come Giorgio Armani: La moda è quella che viene suggerita e che spesso è meglio evitare, lo stile invece quello che ciascuno ha e deve conservare nell’arco della sua vita.

Io stimo molto Giorgio Armani, non solo per le sue creazioni, ma anche per il suo stile, che si conferma anche nel modo di affrontare il coronavirus. Infatti ha deciso di donare 2 milioni di euro a diversi ospedali italiani e convertire tutti i suoi stabilimenti produttivi italiani per la realizzazione di camici monouso destinati agli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il virus! Notizia che ho trovato in un bell’articolo di Stefania Boleso, grande professionista ed amica, che si chiama La reputazione ai tempi del corona virus e che racconta meglio l’employer branding (le parole le so usare anche io per lavoro cari miei):

Lo stile è eleganza non stravaganza. L’importante è non farsi notare, ma ricordare dice ancora Armani, riuscendo bene a distinguere le cosa da evitare per non fare figure da “macchietta” o peggio.
Lo stile è l’espressione di noi stessi e non va solo studiato, va anche “posseduto”, non è l’immagine, è la pelle, è la nostra impronta nel resto del mondo.

Lo stile è la risposta a tutto.
Un nuovo modo per affrontare qualcosa di noioso o di pericoloso.
Fare una cosa noiosa con stile è preferibile al farne una pericolosa senza.
(Charles Bukowski)

Buongiorno e Scusate il disturbo

 

 

 

 

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